Empire rivela i segreti di The Odyssey: Pattinson villain, il Ciclope in una grotta vera e Damon con la barba cresciuta per un anno.
Empire svela due giorni sul set: Pattinson tormenta Holland, il Ciclope spaventa per davvero e Damon si è fatto crescere la barba per un anno.
[di Redazione]
L'edizione di agosto 2026 di Empire Magazine arriva in edicola il 2 luglio con tre copertine da collezione e, soprattutto, con qualcosa di raro nel cinema contemporaneo: due giorni effettivi trascorsi sul set di The Odyssey, più una visita alla sala di post-produzione di Christopher Nolan. Il risultato è il documento più denso e verificato finora disponibile sul kolossal Universal, in uscita il 16 luglio in Italia e il 17 negli Stati Uniti. Quello che emerge non riguarda la macchina produttiva, budget, pellicola, effetti pratici: di quello avevamo già scritto (clicca qui per leggere l'articolo) ma il cinema come esperienza umana sul set: un villain che tormenta il collega in personaggio, una caverna greca trasformata in set horror, un corpo d'attore trasformato in un anno di dieta e barba vera.
Pattinson e Holland: il villain che vuole fare il papà
Robert Pattinson è Antinoo, il pretendente che tra tutti quelli che assediano Penelope ha deciso di volersi insediare anche nell'anima di Telemaco. È la terza volta che lavora con Tom Holland, dopo Civiltà Perduta - The Lost City of Z (2017) e Le Strade del Male - The Devil All the Time (2020), e il pattern sembra ormai consolidato: Pattinson ci mette qualcosa di strisciante, Holland incassa. "Finisco sempre per fare cose viscide con Tom e non so perché" ha dichiarato a Empire con l'aria di chi non ha intenzione di smettere.
La frase che ha già incendiato i social è quella che Pattinson dice di aver rivolto a Holland durante le riprese, nel pieno della scena: "I just want to be your daddy. That's all I want!" Una sintesi del personaggio che difficilmente Omero aveva previsto, ma che cattura perfettamente la dinamica di un uomo convinto di aver già sostituito il padre dell'erede al trono. Antinoo, secondo la sua lettura, è "il peggior patrigno che si possa immaginare": Pattinson lo paragona esplicitamente a Lester Diamond, il personaggio interpretato da James Woods in Casino (1995), scegliendo il camp di Scorsese come bussola per navigare nell'epica omerica. La scelta è molto meno assurda di quanto sembri.
Pattinson è stato, tra l'altro, l'unico attore del cast ad aver chiesto di leggere la sceneggiatura prima di firmare il contratto. Nolan, il cui rapporto con la segretezza è notoriamente paragonabile a quello di un agente CIA alla vigilia della pensione, ha accontentato la richiesta. Che questo dica qualcosa sulla stima reciproca o sul fatto che il copione fosse semplicemente irresistibile, lo sa solo chi era in quella stanza.
Il Ciclope non è fantasy. È horror.
Nolan ha girato la sequenza con Polifemo all'interno della Grotta di Nestore in Messenia, Grecia, una caverna reale, con le sue pareti reali, con il buio che diventa genuinamente opprimente nel momento in cui il masso rotola sull'ingresso e taglia la luce. Il pupazzo meccanico è alto sessanta piedi, poco meno di diciotto metri, ed è stato animato e interpretato da Bill Irwin: lo stesso attore-mimo che aveva dato corpo e voce a TARS in Interstellar. Non è una scelta casuale: Nolan ha convocato un collaboratore fidato per l'impresa più fisicamente monumentale del film.
L'obiettivo dichiarato non è la meraviglia, è il terrore. "Tutto nella sequenza del Ciclope punta a immaginare: cosa vorrebbe dire trovarsi in quella situazione nella realtà?" ha spiegato il regista a Empire. "Non dall'ottica di un libro di fiabe o di un cartone animato. Cercando di essere là dentro, con Ulisse e i suoi uomini. È una situazione orribile." Le cineprese IMAX, con la loro fedeltà spietata, servono esattamente a questo: non a rendere il Ciclope spettacolare, ma a renderlo soffocante.
Damon, la barba e i settantasei chili
La preparazione di Matt Damon per il ruolo di Ulisse è quella di qualcuno che sa di non poter fingere. Ha eliminato il glutine dalla dieta, ha portato il peso corporeo a 76 chilogrammi in forma asciutta e si è fatto crescere la barba per un anno intero. Quest'ultimo dettaglio, di cui Nolan ha fatto un diktat sul set, nessuna barba finta, per nessuno, vale più di qualsiasi dichiarazione programmatica: è il rifiuto dell'accelerazione, l'accettazione del tempo biologico come materia narrativa. È la terza collaborazione tra i due, dopo Interstellar e Oppenheimer, e si ha l'impressione che con ogni film la posta si alzi e il margine di furbizia si assottigli. Ulisse non può essere furbo per interposta protesi.
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Travis Scott, aedo — e una correzione dovuta
Tra i dettagli che emergono dal numero Empire c'è Travis Scott nel ruolo di un aedo, uno dei cantori itineranti che nell'antichità fungevano da biblioteche viventi dell'epica. Nolan lo ha scelto deliberatamente per sottolineare il legame tra il rap, arte orale, costruita sulla rielaborazione e sul campionamento della memoria collettiva e la tradizione aedica da cui L'Odissea è nata. Omero non era un testo. Era una performance.
Vale la pena chiudere con una correzione che riguarda anche noi. Il ruolo di Charlize Theron non è Circe, bensì Calipso, la ninfa dell'isola di Ogigia che tiene Ulisse prigioniero per sette anni. La conferma è arrivata ufficialmente da Universal già ad aprile 2026, durante il CinemaCon, con footage mostrato in sala. Circe è Samantha Morton. IMDb ancora oggi riporta l'attribuzione invertita, e probabilmente da lì l'errore si è propagato.
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