Corrado Azzollini: Il cinema non è solo industria, è responsabilità

Intervista a Corrado Azzollini, presidente di Draka Cinema, Confartigianato Cinema e Audiovisivo e dell'Azzurro Scipioni. "La cultura non è fatturato"

Imprenditore, presidente di Confartigianato Cinema e Audiovisivo e dell'Azzurro Scipioni di Roma. Mentre Draka porta in sala Vita mia di Edoardo Winspeare, intervista a una delle figure più poliedriche del cinema indipendente italiano.

[di Massimo Righetti]

Corrado Azzollini, presidente di Draka Cinema e di Confartigianato Cinema e Audiovisivo

C'è una geografia dell'Italia indipendente che non è fatta soltanto di set e festival, ma di sale, sigle sindacali e tavoli ministeriali. Corrado Azzollini, cinquantenne molfettese che vive tra Puglia e Roma, abita questa geografia da protagonista. Lo fa da imprenditore, alla guida del gruppo Draka Cinema che ha fondato e che oggi conta oltre venti produzioni e un catalogo di oltre un centinaio di titoli; lo fa da rappresentante di categoria, come presidente nazionale di Confartigianato Cinema e Audiovisivo, riconfermato per un secondo mandato fino al 2028 e voce sempre più udibile nelle battaglie sul tax credit e sulla distribuzione dei fondi pubblici alle micro, piccole e medie imprese; e lo fa, infine, da custode di memoria, come presidente dell'associazione L'Immagine ETS che dal gennaio 2024 ha rilevato la guida del leggendario Cinema Azzurro Scipioni di Roma, lo spazio fondato da Silvano Agosti nel 1983 e tornato in attività nel 2025 dopo tre anni di silenzio. Mentre nelle sale italiane è da poco approdato Vita mia, il ritorno di Edoardo Winspeare distribuito proprio da Draka, abbiamo incontrato Azzollini per parlare del suo modo molto particolare di tenere insieme imprenditoria, rappresentanza, cura del territorio e di un'idea di cinema che, sono parole sue, "non è solo industria, è responsabilità".

Quella che segue è la conversazione che ne è nata: un dialogo che attraversa la sala, l'industria e la rappresentanza, e che restituisce il ritratto di un imprenditore convinto che il cinema italiano abbia ancora molto da dire, a patto di non dimenticarsi di chi lo fa, ogni giorno, lontano dai riflettori.

Il modello Azzurro Scipioni

Il Cinema Azzurro Scipioni di Roma, gestito dall'associazione L'Immagine ETS presieduta da Corrado Azzollini

Il rilancio dell'Azzurro Scipioni è una rarissima storia di salvataggio riuscito: un grande gruppo bancario privato che finanzia la ristrutturazione, un'associazione ETS riformata, lei che assume la presidenza operativa. Il modello "Azzurro", capitale privato responsabile, rete associativa, figura storica preservata è replicabile nelle altre sale d'essai italiane in difficoltà, oppure è un'eccezione legata al peso simbolico e affettivo di quella specifica sala?

"Credo che chi può in qualche modo deve preservare questi luoghi in cui si discute la cultura, in cui si crea dibattito e si distribuiscono contenuti di valore. Oggi questa è la missione dell’Azzurro Scipioni. BNL è vicina e sensibile a queste tematiche e lo continua a fare in uno scambio puntuale di opinioni su come valorizzare questo luogo. Ogni città dovrebbe riservarsi il compito di creare o preservare un cinema cittadino che abbia queste caratteristiche. Purtroppo questo non avviene più, perchè molto è dovuto alla sostenibilità economica di questi progetti e di questi luoghi. Anche noi, se non avessimo la BNL e il loro sostegno, ci troveremmo a chiudere in pochissimi giorni. Gli enti e le istituzioni locali dovrebbero comprendere che senza i contenuti non si creano i progetti e senza progetti e cultura viene meno anche la capacità imprenditoriale, in un'epoca in cui non si può più fare impresa senza preparazione."

Vita mia e l'arte di distribuire un film d'autore

Vita mia di Edoardo Winspeare è uscito il 9 aprile 2026 e il responso del pubblico è stato caloroso, in linea con i risultati del cinema d'autore italiano. Mi ha colpito molto una sua frase di qualche tempo fa: "La cultura non può essere fatturato". In concreto, qual è la metrica di successo con cui Draka misura un titolo come quello di Winspeare? E come bilancia, dentro lo stesso listino, scelte commerciali e scelte di missione, penso a L'Ulivo e il Baobab con Russell Crowe, a Buñuel – Nel labirinto delle tartarughe, a Santi e Vampiri, al prossimo Caprilegio?

Vita mia di Edoardo Winspeare, distribuito da Draka Distribution nelle sale italiane dal 9 aprile 2026

"Il nostro lavoro a volte diventa missione. Siamo distributori di contenuti e in qualche modo abbiamo il dovere morale di aggiungere qualcosa a qualcuno. Quel qualcuno è il pubblico che ha la pazienza di ascoltarci, di vedere i nostri prodotti, di condividere le nostre scelte. Oggi forse manca un po questa missione. Il tentativo di trasformare qualunque prodotto in fatturato mette in discussione i fondamenti della creatività. Se abbasso il rischio si creano dei pericolosissimi standard, che inibiscono produttori, distributori, autori. La paura di sbagliare e non avere più contributi porta all’appiattimento di ogni cosa. Il cinema va sostenuto nella sua diversità. Non essere presente ai più grandi festival internazionali è un campanello d’allarme importante. Non vorrei finissimo come la nazionale Italiana fuori dai campionati del mondo da ben 12 anni. Perché? Il paradigma è lo stesso. Senza i giovani, senza gli autori, senza la volontà di mandarli in campo non si va da nessuna parte. Questo significa però sostenere e dare la possibilità alle imprese che sono disposte a farlo di sentirsi protette e incentivate. La scure sui risultati per come è stata impostata negli ultimi anni va ridiscussa, si è speculato troppo su un settore vitale da ogni punto di vista per la nostra nazione. Personalmente ho scelto di produrre e distribuire solo progetti che rispondono a questi requisiti, lo farò finché potrò in Italia. Se un domani non sarà possibile, sicuramente non mi arrenderò troverò un modo di comunicare differentemente e di portare sui tavoli questi argomenti. Sperando di lasciare una traccia di riflessione e che si possa intraprendere una discussione più lungimirante."

LEGGI LA NOSTRA RECENSIONE: VITA MIA: Quel tremore che chiamiamo memoria

La battaglia di Confartigianato — chi ha "rotto" il tax credit?

Ha più volte denunciato che gran parte dei sussidi finisce a grandi aziende, spesso straniere, e che i click day esauriscono i fondi in poche ore. Dal nuovo accordo BPER del marzo 2026 alla collaborazione con PMI Cinema Indipendente, quali sono i tre cambiamenti normativi concreti che, da qui alla fine del suo secondo mandato, considererebbe una vittoria per la categoria? E cosa risponde a chi sostiene che difendere le PMI rischia di parcellizzare un'industria che avrebbe invece bisogno di consolidarsi per competere a livello internazionale?

"Abbiamo presieduto ogni argomento con fermezza e contenuti precisi. Ciò che ci ha distinto è la preparazione. La conoscenza di norme, leggi e dei meccanismi d’impresa. Oggi serve questo, avere una preparazione approfondita dell’intera filiera. Il dialogo che abbiamo oggi con il MiC e con la Sottosegretaria ci permette di ascoltare le esigenze politiche e operative, e capire in che modo si può portare la discussione delle problematiche presenti su un piano propositivo. La maturità che osservo nell’interlocuzione è la cosa più positiva degli ultimi tempi. La verità però è una sola, senza le risorse necessarie si può discutere di tutto, ma la coperta non cambia. E’ evidente che da imprenditore italiano e da presidente di Confartigianato cinema e audiovisivo devo propendere per sostenere prima di tutto le nostre imprese che realizzano prodotto. Senza il prodotto interno è difficile creare valore. Questo è la base di un'impresa che funziona, e la nostra nazione è un’impresa. Dopo questo possiamo sostenere tutto il resto, ma se avanza budget vanno sostenuti i lavoratori del settore che sono purtroppo poco presi in considerazione, con attività e norme che incentivino la produzione estera in Italia ma a determinate condizioni. La necessità di un aggiornamento contrattuale, di una diversificazione in base alle imprese e al prodotto, di una nuova discussione anche attraverso le imprese artigiane e le MPMI oggi è indispensabile e stiamo cercando di farlo comprendere ai sindacati."

Il ponte con il Mediterraneo

Corrado Azzollini, presidente di Draka Cinema

Dal 2026 lei è rappresentante europeo della Film Commission di Casablanca e della Région Guelmim-Oued Noun, insegna all'ENSAD di Casablanca e ha co-prodotto in Kenya. Il Sud Italia e il Nord Africa hanno geografie, lingue cinematografiche e bacini di pubblico molto diversi: esiste davvero un "cinema mediterraneo" come categoria produttiva, o è un'etichetta di comodo? 

"E’ un'etichetta di comodo. L’Africa ha tante belle intenzioni, ma poche risorse. L’Africa ha tante belle storie ma poca formazione. La nuova generazione di questi territori e allo stesso tempo la storia di questi luoghi sono le risorse su cui occorre puntare. Questo assolverebbe a un duplice compito, avvicinare l’occidente a questo splendido continente, creare meno timori e valorizzare le risorse che hanno. Credo ancora che anche sul tema migrazione, la cultura e la formazione possano essere il traino di un cambiamento. Ma bisogna partire dai giovani e dare loro possibilità. Quale strumento migliore del cinema? Il risveglio della nostra nazione nel dopoguerra è partito anche da questo."

Perché iscriversi a Confartigianato

Molte micro e piccole imprese del settore non hanno ancora un'associazione di categoria di riferimento, e spesso si trovano da sole davanti ai bandi, ai contratti collettivi, alle interlocuzioni con il Ministero. Cosa risponde all'imprenditore audiovisivo che le chiede "perché dovrei iscrivermi a Confartigianato Cinema e Audiovisivo"? Quali sono i servizi e le tutele che, in questi cinque anni alla guida della categoria, ha visto fare davvero la differenza per gli associati?

"Confartigianato ha dimostrato di essere un’associazione di categoria coraggiosa. Abbiamo dato contenuti alle imprese, con percorsi formativi mirati mettendo in contatto i nostri imprenditori con gli interlocutori istituzionali. Abbiamo attivato convenzioni vitali per le imprese. Sicuramente siamo all’inizio di un percorso, ma è una strada presa con coraggio e decisione. I nostri presidenti regionali sono impegnati quotidianamente nella rappresentanza nelle sedi anche delle film commission. Una bella sfida, ma anche una bella promessa per le nostre imprese."

Il cinema come responsabilità civile

Corrado Azzollini e Maria Grazia Cucinotta

Lei si considera "prima di tutto un imprenditore" e dice che il cinema "non è solo industria, è responsabilità". Tra i tre cappelli che indossa, produttore-distributore con Draka, presidente di categoria con Confartigianato, presidente di una sala storica con L'Immagine ETS, quale sente oggi più necessario per il sistema-Paese?

"L’impegno civico, l’impegno politico. L’avere il coraggio, la lucidità e la preparazione di analizzare le cose per come sono. Stiamo attraversando un momento complesso. In cui tutto è in discussione. I paletti che sembravano stabili e imprescindibili non funzionano più o non sono più "sostenibili". Occorre ripensare a un sistema che vada incontro a territorio, imprese italiane e nuove generazioni."

Un consiglio ai giovani

Lei ha più volte raccontato di amare aiutare i giovani "a trovare la loro direzione". Oggi diventare imprenditori del cinema indipendente in Italia significa muoversi dentro un perimetro reso più stretto dai tagli al tax credit, dalla concentrazione dei fondi e da un mercato della sala ancora convalescente. Se un ragazzo o una ragazza venisse da lei domani con un'idea di casa di produzione o distribuzione, qual è la prima cosa che gli direbbe — e qual è l'errore che vede commettere più spesso da chi parte oggi?

"Ai giovani chiedo di essere più umili. Spesso arrivano progetti presentati con ogni campo occupato. Dalla regia, al runner, alle comparse, con poca voglia di confrontarsi e di mettersi in discussione. La realizzazione di un prodotto è collaborazione, è confronto. Se cerchi un produttore devi essere disponibile a metterti in discussione e ad ascoltare. Capisco a volte l’insoddisfazione di alcuni giovani, ma come tutti i lavori occorre avere tanta lucidità e coraggio, di questi tempi ancora di più. Stiamo parlando di un prodotto che deve cercare di funzionare non solo per il produttore ma anche per tutti gli artisti che in qualche modo ci partecipano. L’altro consiglio è rischiare di più, occorre coraggio e soprattutto che il sistema sostenga i coraggiosi al di là delle regole di mercato e dei numeri."

"Senza i giovani, senza gli autori, senza la volontà di mandarli in campo non si va da nessuna parte." Lo dice a metà intervista, ma è la frase che resta. Dentro c'è tutto Azzollini: l'imprenditore che non separa il bilancio dall'etica, il presidente di categoria che pensa al sistema-Paese, l'uomo di sala che sa che senza pubblico non c'è cinema. E che per ora, finché potrà, sono parole sue, continuerà a non arrendersi."

---

LuciSullaScenaMagazine è anche su Whatsapp

È sufficiente cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornati.

COMMENTS

Loaded All Posts Not found any posts VIEW ALL Readmore Reply Cancel reply Delete By Home PAGES POSTS View All RECOMMENDED FOR YOU LABEL ARCHIVE SEARCH ALL POSTS Not found any post match with your request Back Home Sunday Monday Tuesday Wednesday Thursday Friday Saturday Sun Mon Tue Wed Thu Fri Sat January February March April May June July August September October November December Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec just now 1 minute ago $$1$$ minutes ago 1 hour ago $$1$$ hours ago Yesterday $$1$$ days ago $$1$$ weeks ago more than 5 weeks ago Followers Follow THIS PREMIUM CONTENT IS LOCKED STEP 1: Share to a social network STEP 2: Click the link on your social network Copy All Code Select All Code All codes were copied to your clipboard Can not copy the codes / texts, please press [CTRL]+[C] (or CMD+C with Mac) to copy Table of Content