La carne resta a letto, il codice va sul set. Il caso Cully Hill Boys svela il business e il lato oscuro del cinema generato dall'IA.
Quando la carne resta a letto e il codice va sul set: viaggio nel cortocircuito del Likeness Licensing, dove l'attore scompare, l'algoritmo incassa e il cinema muta pelle.
[di Redazione]
Immaginate di svegliarvi una mattina, versarvi il caffè e scoprire che il vostro corpo ha appena finito di girare un film dall'altra parte del mondo. Non voi, intendiamoci. Il vostro fantasma digitale. La carne resta a letto, il codice va a sudare sul set. È esattamente quello che sta accadendo ora, sotto i nostri occhi, in un cortocircuito spietato e affascinante dove la celluloide sanguina bit e la fisicità diventa un semplice file compresso nei server di una startup.
Il Punto di Svolta: Il caso Cully Hill Boys
Il conto è secco: due milioni di dollari, quattro settimane, centodieci minuti di action-comedy. È la contabilità di The Cully Hill Boys, il lungometraggio che Higgsfield AI (società di San Francisco valutata 1,3 miliardi di dollari, con un run-rate annualizzato che sfiora il mezzo miliardo) ha appena consegnato al mercato come primo film integralmente generato con intelligenza artificiale e sostenuto da likeness ufficialmente licenziate: sembianze contrattualizzate, cioè, volto e voce di persone reali cedute per un uso commerciale. Il paragone con il cinema indipendente, che per una produzione analoga chiede uno o due anni e almeno venti milioni, spiega perché questa notizia fa scalpore.
Nel film non recita un solo attore in carne ed ossa, ma non è un progetto senza umani. La sceneggiatura porta la firma di Timothy Planagan (finalista al London Independent Screenplay & Film Awards 2026), la regia è divisa fra Adilet Abish e Aitore Zholdaskali che hanno coordinato un team di ventotto persone comprensivo di altri sette registi d'unità, e per generare le inquadrature sono servite oltre 473.000 iterazioni. Il lavoro umano non è scomparso: si è spostato dal set alla scrittura, dal rullino al prompting. Sullo schermo, però, i volti sono altri: quelli, regolarmente licenziati attraverso il cosiddetto Likeness Licensing, di Israel Adesanya (due volte campione UFC dei pesi medi), di Quinton "Rampage" Jackson (ex campione UFC dei pesi mediomassimi), del content creator sportivo Matt "MK" Kiatipis e dello streamer N3on, all'anagrafe Mikyle Rafiq.
Monetizzazione e Superamento dei Limiti Fisici
Perché un essere umano dovrebbe svendere la topografia del proprio volto a una rete neurale? La risposta di Rafiq, raccolta in occasione della premiere, è disarmante nella sua praticità: fa dirette ogni giorno, pertanto alzarsi alle sei del mattino per andare sul set è irrealistico. Così il film lo interpreta senza dover fare niente. Un assegno consistente per un lavoro quasi nullo, dichiara, che si è tradotto in due minuti di registrazione vocale e un pacchetto di fotografie: da lì l'avatar. Il non detto è forse più interessante del detto. In un ecosistema saturo di deepfake non autorizzati che vampirizzano l'immagine altrui, la licenza ufficiale funziona anche come scudo. Le agenzie che rappresentano Rafiq e Kiatipis stanno già offrendo il likeness licensing come voce di listino, accanto agli sponsor e alle collaborazioni pubblicitarie.
Poi arriva la parte più vertiginosa, che nel film resta sottotraccia ma dice molto sul futuro prossimo del mestiere. Il corpo digitale non conosce la gravità. Non si strappa un tendine, non chiede il rimpiazzo dello stuntman, sopravvive a schianti che nella realtà ridurrebbero le ossa in polvere. L'immagine pubblica di un fighter, di un cestista, di uno streamer può essere spinta oltre il limite fisiologico senza che nessuno rischi davvero nulla. Il talento non ha più tendini da strappare, perché il talento è diventato un file.
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Il Framework Etico e i suoi precedenti
Dietro la metamorfosi lavora un'ingegneria economica precisissima, ora esposta in trasparenza. Higgsfield ha lanciato ufficialmente il suo ethical AI Likeness Licensing framework il 10 aprile 2026, promettendo a chi cede il volto potere di veto sui progetti, compensi tracciabili e la possibilità di apparire in più opere in contemporanea. Sul lato dei creatori indipendenti, si apre l'accesso a volti riconoscibili senza dover ipotecare la casa per pagare i cachet di Hollywood. Per rendere il framework più difendibile in aula, la società ha inserito nei contratti la cancellazione dei materiali sorgente entro trenta giorni dalla chiusura delle riprese digitali, e ha reso pubblici i prompt, le schede dei personaggi, le scenografie digitali e un diario di lavorazione da 137 voci: chiunque, ora, può studiare come si costruisce un film del genere.
Il quadro, però, non è pulito quanto la brochure vorrebbe. Il film immediatamente precedente della società, Hell Grind, era stato interamente generato senza alcun contratto di likeness umana, ed era stato duramente contestato. Un'inchiesta di Forbes pubblicata a febbraio 2026 ha raccontato che ai creator arruolati per promuovere Higgsfield venivano recapitati kit di marketing contenenti deepfake non consensuali di figure pubbliche, da Sydney Sweeney a Donald Trump; il co-fondatore aveva ammesso di "spingere il limite" perché il contenuto controverso paga in visibilità. Il framework etico arriva quindi da un'azienda con uno storico che chiede almeno una nota a margine, prima di essere celebrato come standard di settore.
Il Lato Oscuro (Danno Rappresentativo) e il muro del diritto
Ma ogni luce artificiale proietta ombre nerissime. Grattando la superficie dorata di questo nuovo mercato, ci scontriamo frontalmente con il muro di quello che i sociologi definiscono danno rappresentativo. Non stiamo semplicemente clonando dei performer: stiamo affidando la nostra estetica a reti neurali cresciute nutrendosi dei nostri peggiori preconcetti. La ricerca accademica più attenta inchioda i modelli generativi alle loro responsabilità. Queste macchine non sono specchi neutri. Tendono a riprodurre gerarchie sociali tossiche, stereotipando spietatamente i gruppi emarginati e cancellando, con un colpo di spugna algoritmico, quei simboli culturali che sono linfa vitale per specifiche identità.
Sul versante sindacale e legislativo, la corsa è già cominciata. Lo sciopero SAG-AFTRA di 118 giorni ha strappato le prime clausole di consenso AI di Hollywood: notifica anticipata e compenso obbligatori prima dell'uso di una replica digitale. Il Congresso americano sta discutendo il NO FAKES Act, che vorrebbe trasformare voce e immagine di ogni individuo in un diritto federale di proprietà intellettuale, opponibile ovunque appaia una replica non autorizzata. Higgsfield, con il suo framework, sta convertendo in pratica commerciale quello che i lavoratori hanno strappato al tavolo delle trattative e che i legislatori stanno provando a scrivere in legge.
Conclusione
Sull'orlo di questo baratro affascinante, la domanda per la working class creativa resta aperta. Cosa succede all'unicità di uno sguardo, all'imperfezione di un respiro, al manierismo di un corpo stanco quando diventano coordinate contrattualizzate, stipate nel set di dati di una società? Se svuotiamo la carne per farne un pacchetto scalabile, chi deterrà davvero le chiavi dell'iconografia culturale delle prossime generazioni? Il rischio è un tramonto silenzioso: trasformarci in minatori di noi stessi, fornitori di materia prima estetica per macchine che sanno imitare la vita così bene da farci dimenticare, lentamente, come si fa a viverla.
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