Il Teatro Valle riapre a Roma dopo un restauro da oltre 11 milioni. Tornano i decori di Valadier, restano gli slogan del 2011. Il racconto completo.
Oltre 11 milioni e tre anni di cantiere, il Comune riconsegna il Valle ai romani.
[di Redazione]
Roma si riprende il Teatro Valle. Oggi, venerdì 16 ottobre 2026, Roma Capitale ha riconsegnato alla città il teatro settecentesco a due passi da piazza Navona, al termine di un restauro da oltre 11 milioni di euro avviato nel marzo 2023. Il cantiere è stato guidato dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali insieme al Ministero della Cultura. Stasera il sipario si alza su Francesco Piccolo e La sera della prima - Sei personaggi in cerca d’autore al Teatro Valle, primo titolo della Casa della Drammaturgia Contemporanea affidata alla Fondazione Teatro di Roma.
Per anni il nome del Valle è andato in giro accompagnato da due parole, bene comune. Le avevano scelte gli attori e i lavoratori dello spettacolo che lo occuparono nel giugno 2011, dopo la soppressione dell’Ente teatrale italiano. Le avevano messe nel nome della loro associazione e scritte, insieme ad altri slogan contro le discriminazioni, lungo le scalinate. Oggi quelle parole passano dalle pareti al bilancio di una città. Il Comune ha messo il denaro, il tempo e le competenze per rimettere in piedi un edificio di tre secoli. Quando i restauratori sono arrivati alle scale, hanno deciso di lasciare quelle scritte dove erano.
Il sindaco Roberto Gualtieri presentando i lavori questa mattina, in sala, con il sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce e i vertici della Fondazione Teatro di Roma ha dichiarato: “È una grande emozione restituire finalmente ai romani il Teatro Valle dopo sedici anni. Non riapriamo soltanto uno dei teatri più antichi e prestigiosi d’Europa, ma restituiamo alla città un luogo straordinario di cultura, libertà e partecipazione. Abbiamo investito oltre 11 milioni di euro e affrontato un restauro di straordinaria complessità, che ha richiesto interventi delicati, soluzioni tecniche impegnative e un lavoro di grande precisione nel rispetto della storia e dell’identità di questo teatro. Voglio ringraziare la Sovrintendenza Capitolina, che ha guidato questo progetto, e in particolare le maestranze, i restauratori, i tecnici e tutte le lavoratrici e i lavoratori che, con professionalità, passione e dedizione, hanno reso possibile questo risultato. Il Valle ha attraversato tre secoli di storia, ha conosciuto grandi stagioni artistiche e momenti importanti di impegno civile. Ora torna a vivere, con una nuova missione dedicata alla drammaturgia contemporanea. Perché crediamo che la cultura sia una parte essenziale della vita democratica di Roma. Oggi si chiude una lunga attesa e si apre una nuova stagione. Bentornato, Teatro Valle”.
Quaranta mesi dentro un teatro
Lo sforzo si misura prima di tutto in persone. Negli ultimi mesi, ogni mattina, fino a ottanta maestranze entravano nel cantiere. Con loro c’erano ingegneri, architetti, restauratori e storici dell’arte, con più imprese al lavoro nello stesso momento dentro un edificio stretto tra i vicoli del centro, dove ogni trave va calcolata e ogni camion va aspettato. Il progetto iniziale contava diciotto mesi. Il cantiere ne ha chiesti più del doppio, il tempo che serve quando un teatro storico si apre fino alle fondamenta.
Prima di toccare un colore, la Sovrintendenza Capitolina ha interrogato i muri. Le indagini storiche e stratigrafiche, condotte con la Soprintendenza statale e con i restauratori incaricati, hanno guidato il lavoro sui palchi, sulla tela del soffitto e sull’arco del boccascena. Proprio lì, sotto le ridipinture del Novecento, è riaffiorata una “Danza delle ore”: putti monocromi su fondo d’oro zecchino, riconducibili agli interventi ottocenteschi documentati negli elaborati di Giuseppe Valadier. Per decenni il pubblico ha guardato il palcoscenico attraverso una cornice che nascondeva la sua pittura migliore.
Gran parte del lavoro resta fuori dalla vista. Sotto le tavole il teatro ha guadagnato spazio: è stato demolito l’assito della parte più profonda del palcoscenico e sono stati scavati il sottopalco, il sotto-retropalco e il cavedio nord, dove oggi stanno i locali tecnici. Nuove fondazioni reggono montacarichi, ascensore e scale. I camerini sono stati costruiti da capo, e nella torre scenica corrono gli impianti nuovi per luci, audio e video. È la parte del restauro che nessuno applaude, e senza la quale il sipario resterebbe fermo.
Il pubblico se ne accorgerà nel modo più semplice. La sala è ridipinta, le poltrone della platea e le sedie dei palchetti sono nuove, e ascensori e percorsi accessibili portano ai diversi livelli. Un impianto antincendio a nebbia d’acqua, il water-mist, proteggerà gli stucchi e le tele con una quantità minima d’acqua.
Tre secoli, una sala
Il Teatro Valle nasce nel 1727 come struttura in legno disegnata da Tommaso Morelli per la famiglia Capranica. Valadier lo ricostruisce in muratura a partire dal 1818, e l’anno prima Rossini vi aveva portato al debutto La Cenerentola. Da metà Ottocento il Valle diventa casa della prosa. La sera del 9 maggio 1921 ospitò la prima di Sei personaggi in cerca d’autore, e la platea si rivoltò contro Pirandello. Novant’anni dopo arrivò l’occupazione, durata fino al 2014. Poi porte chiuse, il protocollo del 2015 tra Ministero e Roma Capitale e il cantiere.
Ora il Teatro Valle diventa Casa della Drammaturgia Contemporanea, un luogo di produzione, scrittura e confronto sul presente, tra le grandi scritture del secondo Novecento e le voci di oggi. Entra nella stagione 2026-2027 della Fondazione Teatro di Roma accanto ai teatri Argentina, India e Torlonia.
Francesco Piccolo ricostruirà le ore di quella prima pirandelliana, con la reazione dell’autore, dei critici e degli spettatori. Centocinque anni dopo, la sera della rivolta tornerà raccontata nello stesso spazio.
La sera della prima - Sei personaggi in cerca d’autore al Teatro Valle, di e con Francesco Piccolo, Teatro Valle, via del Teatro Valle 21, Roma, dal 16 al 18 ottobre 2026. Per la riapertura il Teatro di Roma propone la TdR card Valle: 75 euro per cinque spettacoli a scelta, con posto e giorno selezionabili. Orari e biglietti sono sul sito del Teatro di Roma.
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