Unit1 Studio raccoglie 20 milioni per mandare in tournée gli avatar dei musicisti

Unit1 Studio: 20 milioni di dollari per mandare in tournée gli avatar dei musicisti. Il nodo delle licenze con gli eredi, nell'articolo.

Il concerto senza corpo diventa trasportabile, e con lui viaggia la domanda su chi firma per gli artisti che non possono più salire sul palco

[di Sean Dags]

KT Tunstall

In uno studio di Tileyard London, KT Tunstall canta come cantava vent'anni fa. La sua immagine è racchiusa in uno schermo, ricostruita in motion capture da una vecchia esibizione, mentre sotto lo schermo una band in carne e ossa suona adesso, con le luci e il volume di un concerto vero. Prima quello spettacolo stava a Hammersmith. È stato smontato e rimontato qui in quattro giorni, secondo quanto riferito dalla società.

Su quel trasloco Unit1 Studio, la società londinese che produce concerti con avatar di musicisti reali, ha annunciato lunedì 21 settembre un finanziamento da 20 milioni di dollari. La società lo presenta come il primo trasferimento completo di un concerto di avatar da una sede all'altra, cioè la prova che uno spettacolo del genere può andare in tournée. Con lo spettacolo, però, si mette in viaggio anche una domanda che nessuna raccolta di capitali risolve: chi decide per un artista che non canta più dal vivo, o che non c'è più?

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Un trasloco da 20 milioni

I soldi arrivano in due forme. La prima è un aumento di capitale, con richieste superiori all'offerta, guidato da Balderton Capital con il partner Daniel Waterhouse, tra i primi investitori di Spotify. La seconda è un finanziamento di produzione per gli spettacoli in sviluppo. Nel capitale c'è Paul McGuinness, per oltre trent'anni manager degli U2. La società è nata nell'ottobre 2025 e la guida Barney Wragg, che dal 2011 ha diretto la Really Useful Group di Andrew Lloyd Webber. Wragg viene dal mondo dei musical, dove uno spettacolo di successo si replica identico in dieci città. Unit1 porta la stessa logica nella musica dal vivo.

Da ABBA ai Kiss

Il termine di paragone resta ABBA Voyage, a Londra dal 2022: 140 milioni di sterline, oltre tre milioni di biglietti, un solo spettacolo, una sola sede. Waterhouse descrive i concerti di avatar come rimasti finora prigionieri di quell'economia, un evento unico e inamovibile. Sulla stessa strada corrono i Kiss, la band delle maschere dipinte e del fuoco sul palco. Hanno chiuso l'ultima tournée nel dicembre 2023 presentando i propri avatar, e oggi Pophouse Entertainment, la società svedese cofondata da Björn Ulvaeus degli ABBA, costruisce per loro a Las Vegas una sede da 200 milioni di dollari. L'apertura è prevista nel 2028 con supereroi alti due metri e mezzo che sputano fuoco e volano sopra il pubblico, disegnati da Industrial Light & Magic, lo studio di effetti speciali fondato da George Lucas. Unit1 scommette sul contrario: produzioni più leggere, trasferibili, rivolte alla "generazione TikTok e Netflix" e ai fan di lunga data.

Il tempo e la geografia

Wragg ha riassunto la missione della società in una formula: avvicinare fan e artisti a prescindere dal tempo e dalla geografia. Tempo e geografia sono le due cose che un corpo possiede. Un musicista invecchia, e un musicista sta in un posto alla volta. L'avatar di KT Tunstall ha ancora l'età di quella sera, e uno spettacolo trasferibile può, in linea di principio, andare in scena nella stessa notte in più Paesi.

Chi firma per chi non c'è più

Il modello si rivolge dichiaratamente ad artisti che non possono o non vogliono più andare in tour, viventi che hanno lasciato i palchi e musicisti scomparsi. Una parte dei nuovi fondi andrà ad accordi di licenza con artisti ed eredi. Per i vivi, la firma sul contratto è la loro. I Kiss hanno firmato di persona, e Paul Stanley racconta che il suo avatar gli somiglia in tutto. Per chi non c'è più, firmano altri. Da quella firma dipendono quale concerto torna in scena, in quali città e per quanti anni. Ne dipende anche quanto il pubblico saprà distinguere ciò che accade sul palco da ciò che accade sullo schermo.

Il cinema americano quest'anno ha messo per iscritto alcune regole su questo terreno: il contratto degli attori ratificato a giugno contiene disposizioni sulle repliche digitali e sugli interpreti sintetici. Alcuni attori, come Michael Caine e Matthew McConaughey, hanno scelto in prima persona di autorizzare la replica della propria voce. Nei concerti di Unit1 la materia passa per licenze negoziate caso per caso, tra una società, un artista e i suoi eredi.

I nomi degli artisti arriveranno solo con l'apertura delle vendite, e nessuna sede è stata ancora annunciata. A Tileyard, intanto, KT Tunstall continua a cantare con vent'anni di meno. Lei, almeno, può ancora venire a guardarsi.

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