Succederà questa notte di Nanni Moretti: Louis Garrel e Jasmine Trinca in un melodramma lungo diciassette anni tratto da Legami di Eshkol Nevo.
Dopo trentasette anni Moretti torna in Concorso a Venezia con una storia d'amore fatta di occasioni mancate, tratta dai racconti di Eshkol Nevo.
[Fabio Massimo Tufarelli]
Dopo trentasette anni Nanni Moretti torna alla 83ª Mostra del cinema di Venezia, questa volta in Concorso, con Succederà questa notte. Dopo aver vinto il Leone d’argento nel 1981 con Sogni d’oro, i rapporti con Venezia si incrinarono nel 1989, quando Palombella rossa – ultimo capitolo del ciclo di film dedicati a Michele Apicella – fu escluso dalla selezione ufficiale e relegato alla Settimana Internazionale della Critica, pur riscuotendo un enorme successo di pubblico e critica. Da quello strappo, mai davvero ricucito, Moretti prediligerà per decenni il festival di Cannes, dove ha portato in gara nove lungometraggi e vinto la Palma d’oro nel 2001 con La stanza del figlio.
Nevo, Legami e un affresco lungo diciassette anni
Il ritorno a Eshkol Nevo non stupisce chi ha seguito la parabola più recente del regista: dopo essersi misurato con Tre piani (2021) – film quasi rinnegato dai “Morettiani della prima ora” –, trasferendo a Roma un romanzo israeliano di ambientazione totalmente altra, Moretti sembra aver trovato nello scrittore di Tel Aviv un alleato ideale per continuare a raccontare le vite degli altri senza rinunciare al proprio sguardo. Stavolta l’adattamento parte dai racconti della raccolta Legami (Feltrinelli, 2024), smontati e ricomposti insieme alle ormai sodali Federica Pontremoli e Valia Santella in un affresco che si allarga su diciassette anni e attraversa luoghi diversi, da Oslo a San Sebastián, passando per Roma e Torino, seguendo Matteo e Greta in un rincorrersi fatto più di occasioni mancate che di incontri riusciti, dopo il loro primo incontro fortuito in un campo da tennis. È un impianto che concede a Moretti quello che gli riesce meglio quando lavora sul materiale altrui: la libertà di innestarci sopra le proprie ossessioni senza doverle giustificare con la propria biografia.
La sorpresa del genere sentimentale
È soprattutto il genere a sorprendere. Dopo Il sol dell’avvenire (2023), film che guardava molto al proprio cinema e alla propria memoria, Moretti si misura con una storia sentimentale, un terreno apparentemente distante dalle forme e dai temi con cui ha costruito la propria filmografia. Eppure il materiale di Nevo gli permette di misurarsi con vite che non sono direttamente la sua, mantenendo però riconoscibile il proprio sguardo.
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Padri e figli, la struttura sotto la trama
Moretti si ritaglia un ruolo piccolo ma tutt’altro che decorativo: interpreta il padre di Greta. E Greta, nel film, ha il volto di Jasmine Trinca — la stessa attrice che vent’anni fa, ne La stanza del figlio, era sua figlia. Non serve enfatizzare troppo questo dettaglio perché parli da sé: un regista che torna a mettersi in scena accanto all’attrice che ha contribuito a lanciare, ribaltandone il ruolo da figlia a estranea di cui essere padre, dice più di qualunque dichiarazione rilasciata. È il tipo di cortocircuito biografico che Moretti ha sempre saputo trasformare in materia di cinema, senza mai scivolare nel citazionismo compiaciuto. Il rapporto tra genitori e figli, del resto, non resta confinato: attraversa il film a più livelli, quasi fosse la vera colonna portante sotto la trama sentimentale. C’è Matteo che si trova padre quasi per sorpresa, lontano da casa, e che dovrà poi ricostruire un legame con un figlio cresciuto altrove. C’è il suo rapporto, esilarante e insieme dolente, con un padre ingombrante affidato a Hippolyte Girardot, che si guadagna una delle scene più riuscite del film attorno a un concerto di Bruce Springsteen, realmente ripreso “dal vero”, grazie all’intercessione del produttore Domenico Procacci. E c’è Greta, sospesa tra il ricordo di suo padre e la fatica di essere madre a sua volta di un’adolescente. Moretti non cerca simmetrie facili tra questi tre nuclei: li lascia coesistere, ognuno con il proprio registro, come se il film stesso fosse composto da più famiglie che non si parlano ma si somigliano.
Garrel, Trinca e un cast in equilibrio
Un Moretti diverso, in sala dal 3 dicembre
Succederà questa notte, prodotto da Fandango, Sacher Film con Rai Cinema, è dunque un Moretti diverso, e forse è proprio per questo la sua ragione d’interesse. Non c’è il desiderio di ripetere un cinema già riconoscibile, ma quello di misurarsi con una materia sentimentale e con una struttura narrativa più ampia, lasciando che il proprio sguardo emerga senza imporsi continuamente. Il risultato non è privo di qualche incertezza, ma conserva il piacere di un autore che a Venezia torna dopo trentasette anni scegliendo di sorprendere prima di tutto sé stesso. Arriverà nelle sale italiane il 3 dicembre, distribuito da 01 Distribution.


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