Look Back di Kore'eda a Venezia 83: recensione del film

Alla Mostra di Venezia 83 Hirokazu Kore'eda porta Look Back, dal manga di Tatsuki Fujimoto. Un lirismo contenuto e un terzo atto sorprendente.

Valutazione: ★★★½☆ (3.5 su 5)

L'adattamento live action del manga di Tatsuki Fujimoto in concorso al Lido: un Bildungsroman a due voci che trova nel terzo atto la sua vera scintilla

[di Ludovico Cantisani]

Look Back di Kore'eda a Venezia 83

È un anno indubbiamente intenso nella carriera di Hirokazu Kore'eda, che appena quattro mesi dopo la presentazione a Cannes di Sheep in the Box, ritorno alla fantascienza che però è risultato uno dei titoli meno incisivi della sua filmografia, presenta al Lido Look Back, adattamento live action di un acclamato manga del 2021 di Tatsuki Fujimoto già arrivato su Prime Video come anime appena due anni fa. Il film, che segna il ritorno in concorso al Lido per Kore'eda per la quarta volta nella sua carriera dopo il film d'esordio Maborosi del 1995, Il terzo omicidio del 2017 e Le verità che era stato il film d'apertura della Mostra nel 2019, sarà prossimamente distribuito nelle sale italiane dalla Bim.

📲 Luci Sulla Scena Magazine è anche su WhatsApp. Vuoi leggere i nostri approfondimenti più comodamente? → Iscriviti al canale!

Fujino e Kyōmoto, dalla rivalità sul giornalino alla collaborazione

Il film racconta di Fujino, giovane giapponese al termine delle scuole elementari che tiene sul giornalino scolastico una rubrica settimanale di brevi manga; inaspettatamente ai suoi si aggiungono quelli di Kyōmoto, misteriosa bambina esentata dalla presenza in aula, meno portata per il racconto e i dialoghi ma molto più brava sul disegno. Dopo un primo momento di rivalità a distanza, e addirittura la momentanea rinuncia di Fujino a disegnare, quando la bambina viene incaricata di consegnare a casa alla "reclusa" il suo diploma nasce inevitabilmente una grande amicizia tra le due e una feconda collaborazione nella creazione congiunta di manga presto incoronata da premi del settore; dopo un po' Kyōmoto rivela a Fujino di avere "paura delle altre persone", e la ringrazia per averla portata fuori dalla sua camera grazie alla condivisa passione per il disegno.

Un Bildungsroman senza conflitto, fino alla svolta del terzo atto

Il film si sviluppa così a lungo senza un vero e proprio conflitto, seguendo gli sviluppi nella carriera del duo con le prime pubblicazioni in rivista di manga autoconclusivi, fino alla decisione di Kyōmoto di iscriversi all'Accademia delle Belle Arti, comunicata all'amica subito dopo la proposta di realizzare la loro prima serie di manga - ma il vero discorso emotivo del film, e la ragione del titolo, si sviluppa nel terzo e ultimo atto, dopo una svolta di trama del tutto inaspettata che riscombina definitivamente le carte in tavola nella grammatica relazionale e umana del film.

Kore'eda dopo Cannes: nuove strade e il ritorno alla pellicola

Girato in pellicola nel corso del 2025 in tre blocchi separati di riprese per seguire l'andamento delle stagioni, Look Back riunisce sul grande schermo Natsuki Deguchi e Aju Makita, rispettivamente nei ruoli di Fujino e Kyōmoto, dopo la loro partecipazione alla serie televisiva targata Netflix Makanai, diretta sempre da Kore'eda nel 2023. Sicuramente Kore'eda, dopo il Premio della Giuria a Cannes per Father and Son e la Palma d'oro per Un affare di famiglia, sta cercando di rinnovare in parte il suo cinema: il tema della famiglia era centrale anche in Sheep in the Box, ma declinato in chiave fantascientifica, con un androide al posto del figlio morto; il precedente Il terzo omicidio andava più prepontemente nei meandri del crime thriller giudiziario; Le verità cambiava ambientazione geografica e Nazionalità dei protagonisti; qui in Look Back l'accento è posto sul rapporto inizialmente a distanza tra le due bambine, e sugli effetti positivi che la competizione sulle pagine del giornalino scolastico apporta alle loro vite e alla loro embrionale arte, seguendole nel passaggio da infanzia ad adolescenza e da adolescenza ad età adulta.

Il terzo atto e il dialogo con il linguaggio del manga

La prima parte del suo nuovo film conferma che Kore'eda resta un maestro nel dirigere i bambini e nel raccontare il loro mondo esteriore e interiore: Look Back si mantiene tendenzialmente al di sopra dei cliché e della facile retorica sul racconto dell'infanzia, e si nutre di un lirismo contenuto ed equilibrato, con un tono a tratti fiabesco che non guasta, e puntuali exploit più marcatamente poetici. Se le prime due parti del film scorrono piacevolmente ma sono ben lungi dal rappresentare l'apice delle capacità filmiche di Kore'eda, è il terzo e ultimo atto quello in cui il film entra nel vivo, con una grande originalità espressiva e un buon grado di innovatività linguistica. Il terzo atto è anche quello in cui Kore'eda dialoga più direttamente e coraggiosamente col linguaggio degli anime e dei manga: la componente "meta-manghistica" dell'originale di Fujimoto trova così uno sbocco visivo piuttosto unico nel suo genere, elaborando al contempo una riflessione sul rapporto tra creatività e lutto, e sulla possibilità di rielaborare il passato attraverso l'arte. Look Back diventa così un'interessante sperimentazione sul piano del linguaggio molto legata alla cultura fumettistica e se vogliamo anche pop orientale, e una buona variazione sui temi cardine della filmografia di Kore'eda.

Cinema in purezza, senza commentario sociale

Confrontato con un altro importante titolo orientale in concorso, Possible Love del sudcoreano Lee Chang-dong, e con le tendenze generali dei film "da festival" provenienti da quella regione, Look Back stupisce anche per la sostanziale assenza di commentario sociale: con questa ultima fatica di Kore'eda, se vogliamo, si tratta di cinema in purezza, in forte sovrapposizione con altri linguaggi dell'area visiva come fumetto, animazione e disegno in generale, un Bildungsroman inizialmente a due voci che abbraccia il tempo e rende sullo schermo un duplice processo di crescita interiore. Forse altri precedenti titoli di Kore'eda, come i due già ricordati premiati a Cannes, avevano una struttura più compatta e un andamento emotivo e narrativo più coeso e incisivo dall'inizio alla fine, ma il ritorno al Lido del regista nipponico segna una nuova pagina in un percorso che sembra destinato ancora a coinvolgere ed a meravigliare.

COMMENTS

Loaded All Posts Not found any posts VIEW ALL Readmore Reply Cancel reply Delete By Home PAGES POSTS View All RECOMMENDED FOR YOU LABEL ARCHIVE SEARCH ALL POSTS Not found any post match with your request Back Home Sunday Monday Tuesday Wednesday Thursday Friday Saturday Sun Mon Tue Wed Thu Fri Sat January February March April May June July August September October November December Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec just now 1 minute ago $$1$$ minutes ago 1 hour ago $$1$$ hours ago Yesterday $$1$$ days ago $$1$$ weeks ago more than 5 weeks ago Followers Follow THIS PREMIUM CONTENT IS LOCKED STEP 1: Share to a social network STEP 2: Click the link on your social network Copy All Code Select All Code All codes were copied to your clipboard Can not copy the codes / texts, please press [CTRL]+[C] (or CMD+C with Mac) to copy Table of Content