Robert Eggers cerca una pausa dall'horror dopo Werwulf e la trova in Romeo e Giulietta. Due adolescenti morti, relax garantito.
Il regista di Nosferatu cerca una pausa dall'horror e la trova in due adolescenti morti in una cripta. Relax, a modo suo.
[di Massimo Righetti]
"Dopo Werwulf stavo scrivendo un altro horror, ed era diventato di nuovo così cupo che mi sono detto: ho bisogno di una pausa. Allora farò qualcosa su due adolescenti che si uccidono."
Robert Eggers lo ha detto al pubblico, dopo una proiezione di Werwulf, con il tono di chi annuncia le ferie. Per chiunque altro un doppio suicidio in una cripta è il fondo del pozzo. Per lui è lettino e ombrellone.
Romeo e Giulietta di Robert Eggers, il pacchetto vacanze
Il resort l'ha scelto con cura: Focus Features, che per averlo ha battuto A24, Sony e Warner Bros. Tariffa riportata poco sotto gli 80 milioni di dollari. Le firme mancano ancora, ma a Hollywood l'inchiostro arriva sempre dopo l'entusiasmo. Intanto il sequel di Labyrinth e il Canto di Natale scivolano in lista d'attesa. Dickens aspetterà. Ci è abituato.
Ye Olde Romeo
Ma la voce più bella è un'altra: gli attori reciterebbero in "Olde English". Con la e finale, quella delle insegne dei pub per turisti. Ye Olde Tea Shoppe. Ye Olde Souvenir. L'uomo che pretende la cucitura d'epoca su ogni camicia rischia di far parlare Romeo come la tazza comprata in un negozio di souvenir a Stratford. E se invece intendessero l'inglese antico vero, quello di Beowulf, andrebbe peggio: Giulietta si affaccerebbe al balcone parlando una lingua che Shakespeare stesso non avrebbe capito. Sottotitoli obbligatori anche a Londra. Una storia di adolescenti recitata in un idioma da museo parla ancora agli adolescenti? Luhrmann nel 1996 rispose con pistole e neon. Eggers rischia la teca di cristallo, bellissima, con i ragazzi fuori a guardare il telefono. Aspettiamo conferme, con il vocabolario sottomano.
Il buiometro di Eggers
Serve un metro. Streghe e una capra con opinioni in The Witch. Due guardiani, un faro e la follia in The Lighthouse. Vichinghi e interiora in The Northman. Un vampiro, la peste e 182 milioni d'incasso in Nosferatu. Poi Werwulf, lupo mannaro nell'Inghilterra del Duecento, che lui stesso chiama la cosa più cupa mai scritta. In Italia arriva il 1° gennaio 2027, per cominciare l'anno con leggerezza. Su questa scala, Verona è Rimini a Ferragosto. Del resto, prima della cripta, Romeo e Giulietta è quasi una commedia: feste in maschera, insulti tra servitori, una balia chiacchierona. Per gli standard del regista, un cinepanettone. Con un unico ingrediente di casa-Eggers: alla fine tutto va storto per colpa di una quarantena da peste.
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Un consiglio al regista più pignolo d'America: se cerca la fonte, prenda un treno per Verona. La storia l'ha scritta Luigi Da Porto quando Shakespeare non era ancora nato, e il cinema italiano ci ha già vinto un Leone d'Oro con Castellani nel 1954. Denominazione di origine controllata.
Immaginiamolo, allora, il villaggio vacanze Eggers. Nebbia sull'Adige, candele di sego, un corvo appollaiato sul balcone. Animazione serale: Mercuzio che muore imprecando in anglosassone. Formula all inclusive, veleno compreso. Buone ferie, Robert. E prenditele lunghe, per favore: se questo è il riposo, il prossimo horror ci fa già paura.

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