L'estranea, la recensione del film di Paolo Strippoli

Il film di Paolo Strippoli scelto dall'Italia per gli Oscar 2027: la recensione del thriller con Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi.

Valutazione: ★★★½☆ (3.5 su 5)

Dal Concorso di Venezia alla corsa per gli Oscar 2027, il thriller familiare di Strippoli trasforma una famiglia dell'alta borghesia barese in un campo di forze tra colpa, sacrificio e controllo.

[di Fabio Massimo Tufarelli]

L'estranea di Paolo Strippoli

Dopo A Classic Horror Story (2021, co-regia con Roberto De Feo), Piove (2022) e La valle dei sorrisi (2025), Paolo Strippoli torna alla Mostra del cinema di Venezia, per la prima volta in concorso, con il suo ultimo film, L’estranea. Un percorso, quello di Strippoli, che ha attraversato il cinema di genere per esplorarne le possibilità, spostando progressivamente il perturbante dall’orrore più esplicito verso una dimensione psicologica e familiare.

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La famiglia come luogo della minaccia

È proprio la famiglia il centro del nuovo film, dove ciò che dovrebbe rappresentare il luogo più sicuro diventa invece il luogo in cui si annidano le minacce più profonde. Senza mai rinunciare alle incursioni nel genere, Strippoli costruisce un thriller psicologico, un racconto sull’alterità e sui segreti che possono sedimentarsi all’interno dei rapporti più intimi, facendo emergere l’idea che il pericolo non debba necessariamente provenire da fuori.

Bari 1999, i Colonna e il patto nella cappella dell'ospedale

Ci troviamo nella Bari del 1999, all’interno della famiglia Colonna, appartenente all’alta borghesia cittadina. Anna (Jasmine Trinca) e Walter (Adriano Giannini) vivono con i figli Alice (Romana Maggiora Vergano) e Tobia (Andrea Genovese) in quella che appare come una famiglia perfetta: benestante, inserita nella società e invidiata, fondata su valori e gerarchie precise. Durante una festa, un incidente mette in pericolo la vita della giovane Alice, sulla quale la famiglia ha riposto grandi aspettative per il futuro. Anna, incapace di accettare l’accaduto, arriverà a stringere un patto con una misteriosa donna incontrata all’interno della cappella dell’ospedale, l’Estranea, interpretata da Valeria Bruni Tedeschi. Da quel momento, il tentativo di Anna di alterare il destino dei propri cari darà il via a una spirale di eventi che coinvolgerà l’intera famiglia.

Un patto faustiano e un controllo tutto terreno

La struttura del film richiama inevitabilmente quella del patto faustiano, ma Strippoli la utilizza per mettere in scena una forma di controllo molto più terrena. Anna è una madre del Sud che vuole proteggere i propri figli, ma il suo amore finisce per diventare una pretesa di decidere per loro. È qui che la componente orrorifica si salda al dramma familiare. Anche l’immaginario collettivo del “patto col diavolo”, più che introdurre il male all’interno della casa, sembra dare una forma concreta a qualcosa di già presente nella famiglia. È difficile non trovare una certa connessione con il cinema di Yorgos Lanthimos, in particolare con Il sacrificio del cervo sacro (2017), soprattutto nella costruzione della famiglia borghese costretta a confrontarsi con una logica di colpa, sacrificio e responsabilità che sfugge progressivamente al controllo.

La pioggia, il diluvio e la casa che si chiude

L'estranea, la recensione del film di Paolo Strippoli

È nella regia che Strippoli dimostra, con questo film, una particolare consapevolezza del genere, riuscendo a trasformare il soprannaturale in una conseguenza naturale del dramma familiare. La sceneggiatura, firmata dal regista insieme a Salvatore De Chirico, tiene insieme thriller psicologico, horror e melodramma senza che questi elementi finiscano per escludersi a vicenda. A fare da contrappunto all’intera vicenda, che si dirama negli anni, c’è un elemento caro a Strippoli: la pioggia. Presenza costante nel presente, finisce per isolare i personaggi dal mondo esterno, trasformando la casa in uno spazio claustrofobico. Anche l’acqua assume una forte connotazione biblica, richiamando il diluvio come punizione e, al tempo stesso, come purificazione. Tutto ciò che è stato nascosto negli anni è destinato a tornare a galla.

Un passo avanti nel cinema di genere italiano

Con L’estranea, Strippoli sembra così consolidare un percorso ormai riconoscibile all’interno del nuovo cinema horror italiano. Dopo aver attraversato l’horror più puro e le sue contaminazioni, il regista dimostra di poter portare avanti il discorso sul genere senza rimanerne prigioniero, mettendolo al servizio di una storia più ampia e di personaggi complessi. Un ulteriore passo in una ricerca che trova nella famiglia e nelle sue contraddizioni un nuovo terreno per il perturbante. A questo si aggiunge una notevole direzione degli attori: Jasmine Trinca e Romana Maggiora Vergano sostengono con misura il nucleo drammatico del film, mentre Valeria Bruni Tedeschi, nella sua ambiguità, trova una presenza scenica capace di rimanere impressa, anche attraverso i suoi caratteristici tic attoriali. È forse proprio nella capacità di lavorare sui suoi interpreti, oltre che nella costruzione delle immagini, che Strippoli mostra oggi una maturità nuova, confermandosi come uno degli autori più interessanti del nostro cinema di genere.

Da Venezia alla corsa agli Oscar 2027

A poche settimane dal Lido, dove ha vinto il Premio Arca CinemaGiovani e il Green Drop Award prima di passare da Toronto, L'estranea ha ricevuto un riconoscimento che ne cambia la traiettoria. Il 23 settembre il comitato istituito dall'Anica lo ha scelto, tra ventuno titoli in lizza, come film italiano in corsa per il miglior film internazionale alla 99ª edizione degli Academy Awards, preferendolo tra gli altri a Succederà questa notte di Nanni Moretti, Le cose non dette di Gabriele Muccino e Tre ciotole di Isabel Coixet. La motivazione parla di un film nuovo, di genere, firmato da un giovane autore all'inizio del proprio percorso e apprezzato dal pubblico e dalla critica, e premia il cinema di genere là dove la tradizione italiana aveva quasi sempre guardato altrove. Il cammino resta lungo: la shortlist dei quindici titoli arriverà il 15 dicembre, le cinquine il 21 gennaio, la cerimonia si terrà a Los Angeles il 14 marzo 2027.

L’estranea arriverà nelle sale italiane l’8 ottobre 2026, distribuito da 01 Distribution.


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