enezia 83, Leone d'Oro a Woman Unknown di May el-Toukhy: tutti i vincitori del Concorso, Orizzonti, Giornate degli Autori, Settimana della Critica.
Il Leone d'Oro va a Woman Unknown di May el-Toukhy, unica regista donna in concorso. Doppietta con la Coppa Volpi Femminile ad Arcel. Malkovich vince la Coppa Volpi Maschile per Wild Horse Nine.
[di Redazione]
Venezia 83 ha il suo Leone d'Oro. La giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal, con Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To, ha consegnato dalla Sala Grande del Palazzo del Cinema del Lido i verdetti dei ventuno film in concorso. Cerimonia condotta da Greta Scarano e Nicolas Maupas. Il Leone d'Oro va a Woman Unknown di May el-Toukhy, sorpresa più grande della serata. Doppietta con la Coppa Volpi Femminile alla protagonista Mathilde Arcel. John Malkovich vince la Coppa Volpi Maschile per Wild Horse Nine di Martin McDonagh. Lee Chang-dong prende il Leone d'Argento Gran Premio della Giuria con Possible Love. Ilya Khrzhanovsky il Leone d'Argento per la Regia con DAU. NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor il Premio Speciale della Giuria dopo il record di ovazioni. Sceneggiatura a Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce per Un bon petit soldat. Malou Khebizi vince il Premio Mastroianni per 15/18 di Cédric Kahn. A chiudere idealmente la Mostra, fuori concorso, Dio ride di Giovanni Veronesi con Pierfrancesco Favino.
Per l'anticipazione ragionata dei pronostici pubblicata la mattina della cerimonia, si rimanda al nostro pezzo di analisi: Pronostici Venezia 83: NAZA, McDonagh, Malkovich, Rohrwacher
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May el-Toukhy: sedici ore al giorno per un anno
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Il Leone d'Oro dell'ottantatreesima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia va a Woman Unknown (Kvinde Ukendt) di May el-Toukhy. La sorpresa più grande della serata. Nessun forecast internazionale aveva il film tra i primi tre favoriti per il premio massimo, che tutti davano a NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor o a Wild Horse Nine di Martin McDonagh. La giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal, con Kaouther Ben Hania seduta accanto, sceglie invece la regista danese, autrice di un film storico che dialoga con l'oggi. Protagonista è Marie, che sta per sposare Christian, il ricco vedovo per cui lavora come domestica e bambinaia. Per lei il matrimonio significa diventare la signora della casa, ma un segreto rischia di mandare tutto in frantumi: durante la guerra ha avuto una relazione con un soldato tedesco. Ora, nell'anarchia del dopoguerra, mentre quotidianamente donne vengono rapate, dileggiate e offerte alla pubblica piazza, quel passato torna a presentarle il conto. E Marie è pronta a tutto pur di difendere la vita che si è conquistata, trasformandosi da vittima in carnefice. La interpreta Mathilde Arcel, che poche ore fa ha portato a casa anche la Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Femminile, in una doppietta storica per il film. Dal palco, ritirando il Leone d'Oro, May el-Toukhy ha detto: "Fare questo film è stato molto difficile, sia finanziariamente che emotivamente. Mi ha fatto andare avanti per illuminare le storie di tante donne. Voglio dedicare il premio a mia figlia adolescente: la compassione, la comunità e il coraggio per finire quello che noi e altre generazioni abbiamo iniziato. Usa la tua voce per parlare per le persone che sono state abbandonate e messe a tacere". May el-Toukhy entra così nella storia della Mostra come una delle poche donne premiate col Leone d'Oro dopo Chloé Zhao con Nomadland nel 2020 e Audrey Diwan con L'événement nel 2021. Come il magazine aveva già annunciato nell'anticipazione del 3 settembre, Woman Unknown era il film da tenere d'occhio per chiudere l'arco della polemica gender aperto dall'edizione.(leggi la nostra recensione: Woman Unknown di May el-Toukhy in Concorso a Venezia 83. La recensione)
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Il Leone d'Argento Gran Premio della Giuria va a Possible Love (Ga-neung-han sa-rang) di Lee Chang-dong. Il ritorno del maestro coreano dopo sette anni di silenzio, dai tempi di Burning del 2018, viene ricompensato con il secondo premio del Concorso. Con Jeon Do-yeon, già Prix d'interprétation féminine a Cannes 2007 per Secret Sunshine dello stesso regista, protagonista di una storia di legami e desiderio nell'ombra della Corea del Sud contemporanea. Nelle ore precedenti alla cerimonia il film aveva raccolto sia il FIPRESCI Prize come Miglior film del Concorso Venezia 83, sia il premio Malou Khebizi, ventitreenne attrice marsigliese, per la sua interpretazione di Lucia, diciassettenne che torna nel reparto psichiatrico per adolescenti di un ospedale, nel film 15/18 (A Place to Heal) nella stessa categoria. Il vento della critica specializzata, che nei giorni scorsi lo aveva declassato nei pronostici dopo l'onda di Wild Horse Nine di McDonagh e NAZA, viene così riaffermato dalla giuria Gyllenhaal.
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Il Leone d'Argento per la Miglior Regia va a Ilya Khrzhanovsky per DAU. Un premio pesante e discusso, che chiude oltre vent'anni di lavoro del regista russo-ucraino, autore di un progetto monumentale che riunisce immagini girate quindici anni fa e scene recenti in un'esperienza cinematografica di centonovantacinque minuti più intervallo. Ispirato ai fisici che contribuirono alla costruzione della bomba atomica sovietica, DAU segue il percorso di un brillante fisico di origine greca dal 1928 attraverso quattro decenni di sconvolgimenti dell'Unione Sovietica. Con Teodor Currentzis nel ruolo del protagonista e performance di Carsten Höller. Fotografia condivisa da Jürgen Jürges, Manuel Alberto Claro e Lol Crawley. Coproduzione tra Germania, Francia e Svezia. Il premio arriva mentre la comunità cinematografica ucraina aveva pubblicamente contestato la selezione del film alla Mostra, come il magazine ha raccontato in un pezzo dedicato pubblicato nel corso dell'estate. Dau a Venezia 83, la protesta dell'Ucraina al Lido. Il regista russo lo dedica agli ucraini che lottano per pace e libertà: "Grazie di aver dato a questo film una casa – ha detto il regista che ha rinunciato alla cittadinanza russa quando il suo paese ha invaso l’Ucraina – Un viaggio durato vent'anni, non tutti credevano l'avrei finito, io sapevo che ce l'avrei fatto. Grazie per l'opportunità di averlo mostrato qui. Più di duemila persone hanno lavorato a questo film molti sono ucraini. Voglio dedicare il film che stanno combattendo terribile guerra per la libertà, pace. Voglio dedicare il premio a una persona che è qui, mia madre, nata in Ucraina appena prima dell'arrivo dei nazisti, e a mio padre che sono i coautori di questo film”.
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Il premio Speciale della Giuria va a NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor. Unico documentario in concorso, aggiunto alla selezione ufficiale il 25 agosto, il film ha ricevuto due sere fa una standing ovation di ventiquattro minuti e mezzo, la più lunga mai registrata nella storia della Mostra, superiore ai ventidue minuti che l'anno scorso salutarono La Voce di Hind Rajab di Kaouther Ben Hania. Girato di notte sui tetti di Tel Aviv, il film raccoglie le testimonianze di venticinque tra soldati e agenti dell'intelligence israeliana sui meccanismi calcolati che regolano le vittime civili palestinesi a Gaza. Prodotto da James Wilson di JW Films, executive producer Jonathan Glazer. La giuria Gyllenhaal, con Kaouther Ben Hania seduta accanto, sceglie lo scenario intermedio che il magazine aveva delineato nei pronostici di questa mattina: NAZA riconosciuto per il proprio peso storico e politico, senza però consegnargli il Leone d'Oro. Come l'anno scorso Hind Rajab, che vinse il Leone d'Argento Gran Premio della Giuria mentre il Leone d'Oro andava a Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch. I registi dal palco hanno detto: "I politici israeliani stanno attaccando questo film, contestandolo senza nemmeno averlo visto. E si sta facendo di tutto per non guardare la realtà. La realtà è che da quando è iniziato questo festival, solo in questi dieci giorni, Israele ha ucciso almeno sei bambini palestinesi a Gaza". E ha aggiunto: "Gli ufficiali dell'intelligence israeliana con cui abbiamo parlato ci hanno detto che questo massacro è sistemico. Non è un incidente, ma un piano premeditato. Tutti gli israeliani devono vederlo”.
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Il premio per la Migliore Sceneggiatura va a Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce di Un bon petit soldat di Stéphane Brizé. Sorpresa vera della serata, contro il pronostico universale che dava per certa la vittoria di Martin McDonagh, tre volte vincitore di questo premio a Venezia con Three Billboards nel 2017 e The Banshees of Inisherin nel 2022. La giuria Gyllenhaal sceglie invece la scrittura del film francese di Brizé, dramma da camera aziendale con Alba Rohrwacher nei panni di Carla, quarantatreenne responsabile delle Risorse Umane in una grande azienda francese, e Vincent Lindon come dirigente. Storia di management tossico, di compromessi che diventano compromissioni, di una vittima che si è imposta il linguaggio dominante della forza per non dover fare i conti con la propria vulnerabilità. Il film raccoglie così il primo premio ufficiale del Concorso, dopo essere rimasto fuori sia dalla Coppa Volpi Femminile che Maschile. Distribuzione italiana I Wonder Pictures.
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La Coppa Volpi va a John Malkovich per la sua interpretazione di Chris, l'agente CIA veterano spedito da Santiago all'Isola di Pasqua nel Wild Horse Nine di Martin McDonagh. Il magazine aveva indicato Malkovich come favorito assoluto della categoria già nei pronostici pubblicati questa mattina, forte anche dell'impressione riportata dalla proiezione stampa di mercoledì scorso. Doppia coincidenza con la vittoria di Matilda Arcel per Woman Unknown: entrambe le Coppe Volpi vanno a interpretazioni che il magazine aveva segnalato prima della cerimonia. Malkovich, quinta collaborazione con McDonagh e prima Coppa Volpi in carriera, apre così ufficialmente la corsa al Best Actor 2027 agli Academy Awards, dopo aver cancellato pochi giorni fa la sua performance di The Music Critic prevista a Tel Aviv per l'aprile 2027.
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La Coppa Volpi va a Matilda Arcel per la sua interpretazione in Woman Unknown (Kvinde Ukendt) di May el-Toukhy, unico film diretto da una donna in Concorso. La giuria Gyllenhaal premia una prova che il magazine aveva segnalato come outsider forte già prima della cerimonia, contro i favoriti dei forecast internazionali. Arcel raccoglie così, con Woman Unknown, uno dei riconoscimenti più significativi della serata (leggi la nostra recensione: Woman Unknown di May el-Toukhy in Concorso a Venezia 83. La recensione). Ritirando la Coppa dal palco, in lacrime, Arcel ha dichiarato: "Grazie, non me lo aspettavo per niente, e significa molto. La appoggio un attimo perché è pesantissima. Questo è il mio primo ruolo da protagonista ed è la prima volta che ricevo un premio e partecipo a un festival internazionale. Mi sento fortunata di essere qui con voi. Mi darei un pizzicotto per capire se è un sogno". Ha poi ringraziato la regista "per non aver accettato compromessi" e ha dedicato il premio "a migliaia di donne in giro per il mondo che hanno vissuto esperienze come quelle che abbiamo cercato di raccontare nel nostro film. Ultima attrice italiana a portare a casa la Coppa Volpi era stata Valeria Golino nel 2015: Alba Rohrwacher, data tra le favorite dalla stampa italiana, resta fuori dal palmarès.
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Il Premio Marcello Mastroianni va a Malou Khebizi, ventitreenne attrice marsigliese, per la sua interpretazione di Lucia, diciassettenne che torna nel reparto psichiatrico per adolescenti di un ospedale, nel film 15/18 (A Place to Heal) di Cédric Kahn. Il regista francese di Roberto Succo e Il caso Goldman, insieme alla cosceneggiatrice Kahina Le Querrec, costruisce l'affresco di una generazione alle prese con traumi profondi e con un'incontenibile energia, un film che interroga il ruolo degli adulti e le loro responsabilità nei confronti dei ragazzi. Ritirando il premio, Khebizi ha detto: "Dedico questo premio ai miei fratelli e sorelle, a coloro con cui ho girato questo film. Parla della mia generazione che fa fatica e ha paura del futuro. Ma il film ci insegna che il gruppo è la risposta".
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Il Leone del Futuro, Premio Luigi De Laurentiis assegnato alla migliore opera prima presentata nell'intera Mostra, va a La maison du vent di Auguste Bernard Kouemo Yanghu. Doppio riconoscimento per il regista camerunese in una sola serata, dopo il Premio Speciale della Giuria Orizzonti conquistato poco prima. La storia di Josette, ottantenne rimasta sola a Yaoundé mentre i suoi sei figli sono partiti tutti per l'Occidente, si prende così due dei premi più significativi della sezione, confermando l'attenzione del festival al cinema africano contemporaneo.
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Il Premio degli spettatori Armani Beauty va a Eu contez di Alina Serban. Il film racconta la storia di Rebeca, giovane rom rumena che rischia di dover lasciare l'orfanotrofio mentre aspetta che il padre esca di prigione, sospesa tra la speranza del ritorno e la minaccia dell'abbandono, costretta a fare i conti con la propria identità e a imparare a cavarsela da sola. La regista, ritirando il premio dal palco, ha dedicato il riconoscimento alla propria comunità: "Grazie per avermi accolto. Faccio parte della comunità rom e ne sono orgogliosa, ci sono nata. La parola rom significa umano. Siamo la minoranza etnica più grande d'Europa e la più discriminata. Questo film racconta cosa significa essere una ragazza della comunità rom. Voglio dedicare il premio e gli anni di lavoro ai giovani che vivono senza le condizioni di base, come ho fatto io, sperando che un giorno possano andare al liceo come gli altri. Speravamo solo che non ci togliessero l'elettricità mentre guardavamo film nella nostra piccola casa. Grazie a Venezia per avermi dato la possibilità di far sentire la mia voce".
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Orizzonti Miglior Film: Il premio va a Un détour par Diane di Ann Sirot e Raphaël Balboni. Il film, coproduzione belga-francese prodotta dai fratelli Dardenne per la loro Les Films du Fleuve, racconta la storia di Diane, giovane donna che scopre che sua madre è stata violentata tre anni prima della sua nascita e si trova stretta tra il desiderio di vendetta e la richiesta della madre di mantenere il silenzio. Un dramma sui traumi che si trasmettono da una generazione all'altra, sui segreti che erediteranno chi non li ha vissuti. Con Ninon Borsei protagonista, Sandrine Blancke, Peter Van Den Begin e Naidra Ayadi. I due registi hanno dedicato il premio dal palco "a chi sostiene il fardello degli stupri non denunciati".
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Orizzonti Migliore Regia: Il premio va a Jacqueline Lentzou per A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra (Mia mera sti zoi tis Tzo: Kefalaio Faidra). Il film, coproduzione tra Grecia, Germania e Francia, racconta un giorno nella vita di Jo, quindicenne malinconica e inquieta che sogna il proprio ultimo respiro, e dell'incontro con Phaedra, prima vera amica dalla voce angelica. Nato dal ricordo dell'omicidio del quindicenne Alexis Grigoropoulos, ucciso dalla polizia ad Atene nel 2008, il film di Lentzou lavora sulla soglia tra sogno e realtà, tra vita e sua immaginazione. Colonna sonora di Colin Stetson. Dal palco, la regista ha ritirato il premio in lacrime: "È così difficile oggi fare un film con il cuore aperto e onesto. Il cinema è la forma d'arte più incredibile, può creare un cambiamento e una coscienza. Nel 2008 ad Atene un agente di polizia ha ucciso un quindicenne senza motivo. Vorrei cogliere questa occasione per dire che dobbiamo proteggere i nostri ragazzi, perché sono il nostro futuro".
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Orizzonti Premio Speciale della Giuria: Il premio va a La maison du vent di Auguste Bernard Kouemo Yanghu. Il regista, camerunese trapiantato in Francia da vent'anni, mette in scena la storia della propria madre attraverso il personaggio di Josette, ottantenne che vive sola a Yaoundé mentre i suoi sei figli si sono trasferiti tutti in Occidente. Un inatteso legame con una giovane donna del quartiere le fa rimettere in discussione tutto ciò attorno a cui aveva costruito la propria esistenza. Coproduzione tra Camerun, Francia, Belgio, Benin, Arabia Saudita e Qatar, con Josette Kwanya nel ruolo della protagonista, il film porta al Lido una voce importante del cinema africano contemporaneo. Ritirando il premio, il regista ha scelto il silenzio come forma di denuncia: "Il Camerun da gennaio ha avuto centoquaranta donne uccise dai loro mariti, e solo la settimana scorsa una al giorno. Così, invece di parlare, ho deciso di tacere".
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Orizzonti Migliore Interpretazione Femminile: Il premio va a Laleh Marzban per la sua interpretazione in Moragheb (Falling House) di Mohsen Gharaei. (leggi la nostra recensione del film: Moragheb (Falling House) di Mohsen Gharaei, la recensione da Venezia 83) L'attrice, che nel film veste i panni di Ensi, la figlia maggiore di una famiglia iraniana che sogna di emigrare in Turchia per fare la modella, dedica il premio dal palco alle donne del suo paese: "Vorrei dedicare questo premio alle donne del mio paese, che stanno pagando a caro prezzo i propri sogni e il proprio coraggio. Credo che un giorno i nostri sogni si avvereranno, per il mio paese e per noi tutte". Un secondo riconoscimento per il film iraniano dopo la vittoria del Premio Airone della Laguna assegnato ieri. Come raccontato nella nostra recensione, Moragheb è un allegorico grido contro il collasso della società iraniana sotto il regime patriarcale, realizzato dal regista Gharaei attraverso un permesso ottenuto con una sceneggiatura falsa, che oggi vive in esilio con la casa e i beni confiscati dal regime.
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Sezione Orizzonti Migliore Interpretazione Maschile: Il premio va a Riccardo Scamarcio per la sua interpretazione in I figli della scimmia di Tommaso Landucci. Doppio riconoscimento per il film italiano, dopo la Migliore Sceneggiatura consegnata pochi minuti prima a Landucci e Damiano Femfert.
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Sezione Orizzonti Miglior Cortometraggio: Il premio va a Quelques instants de bonheur (Qualche momento di felicità) di Shaden Safieddine Tazi. Il film racconta la fuga da Beirut mentre Israele bombarda il Libano, portando al Lido dentro la sezione Orizzonti una delle voci più giovani del cinema libanese in tempo di guerra.
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Sezione Orizzonti Migliore Sceneggiatura: Il premio va a Tommaso Landucci e Damiano Femfert per la sceneggiatura di I figli della scimmia di Tommaso Landucci. Il riconoscimento premia il lavoro di scrittura di un film italiano in concorso nella sezione Orizzonti.
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Il premio per il miglior film restaurato di Venezia Classici va a La lunga notte del '43 di Florestano Vancini, opera prima del regista ferrarese del 1960, adattamento dell'omonimo racconto di Giorgio Bassani contenuto nelle Cinque storie ferraresi. Il film racconta l'eccidio del Castello Estense di Ferrara del 15 novembre 1943, uno dei primi episodi di violenza fascista repubblichina sui civili nell'Italia occupata. Il restauro riporta al Lido, sessantasei anni dopo la sua premiazione al Nastro d'Argento come Miglior Regista Esordiente, un titolo che appartiene alla memoria civile del cinema italiano.
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Il primo premio della cerimonia va a Empire at Sea di Peter Flaherty, opera vincitrice della sezione Venice Immersive, dedicata alle esperienze in realtà virtuale e immersive presentate al Lido. "Avrei pensato di diventare un medico o un avvocato e invece eccomi con un Leone", ha detto il regista ritirando il riconoscimento. Il Premio Speciale della Giuria va a Out of Ashes di Rory Mitchell e Nonny De la Peña. Il Gran Premio Venice Immersive va a The Pidgeon Ring di Yuqi Zhang e Shixin Tao.
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I premi del Concorso ufficiale in diretta
Leone d'Oro per il Miglior Film: Woman Unknown (Kvinde Ukendt) di May el-Toukhy.
Leone d'Argento Gran Premio della Giuria: Possible Love (Ga-neung-han sa-rang) di Lee Chang-dong.
Leone d'Argento per la Miglior Regia: Ilya Khrzhanovsky per DAU
Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Femminile: Matilda Arcel per la sua interpretazione in Woman Unknown (Kvinde Ukendt) di May el-Toukhy
Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Maschile: John Malkovich in Wild Horse Nine
Premio per la Migliore Sceneggiatura: Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce per la sceneggiatura di Un bon petit soldat di Stéphane Brizé.
Premio Speciale della Giuria: NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor
Premio Marcello Mastroianni per un Giovane Interprete Emergente: Malou Khebizi per il film 15/18 (A Place to Heal)
Lion of the Future – Luigi De Laurentiis Award for a Debut Film: La maison du vent di Auguste Bernard Kouemo Yanghu
ARMANY BEAUTY - Premio degli Spettatori: Eu contez di Alina Serban.
Sezione Orizzonti
La giuria internazionale della sezione Orizzonti è composta da cinque personalità del cinema internazionale: Valérie Donzelli (Presidente), Peter Becker, Elizabeth Lo, David Pablos, Barbara Ronchi.
Miglior Film: Un détour par Diane di Ann Sirot e Raphaël Balboni
Migliore Regia: Jacqueline Lentzou per A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra (Mia mera sti zoi tis Tzo: Kefalaio Faidra)
Premio Speciale della Giuria: La maison du vent di Auguste Bernard Kouemo Yanghu
Migliore Interpretazione Femminile: Laleh Marzban per la sua interpretazione in Moragheb (Falling House)
Migliore Interpretazione Maschile: Riccardo Scamarcio per la sua interpretazione in I figli della scimmia di Tommaso Landucci.
Migliore Sceneggiatura: Tommaso Landucci e Damiano Femfert per la sceneggiatura di I figli della scimmia di Tommaso Landucci.
Miglior Cortometraggio: Quelques instants de bonheur (Qualche momento di felicità) di Shaden Safieddine Tazi.
Giornate degli Autori
Giuria: Carla Simón, Sara Fgaier, Hania Mroué.
GdA Director's Award: A veces me entra tristeza, otras veces rebelión di María Aparicio.
Europa Cinemas Label: Une femme aujourd'hui di Robert Guédiguian.
Premio del Pubblico Giornate degli Autori: Balcanica di Nicola Sorcinelli.
Premio Carlo Lizzani: Balcanica di Nicola Sorcinelli.
Premio Autrici Under 40 Valentina Pedicini: María Aparicio per A veces me entra tristeza, otras veces rebelión.
Premio Enrico Fulchignoni: Dear Ajayi di Damilola Orimogunje.
Fan Heart Award: Peau d'homme di Léa Domenach.
Premio Bisato d'Oro: Miglior cast e interpreti: Dear Ajayi di Damilola Orimogunje.
41ª Settimana Internazionale della Critica
Gran Premio IWONDERFULL: Prima della guerra di Tommaso Usberti.
Menzione speciale: The End of Times (El fin de los tiempos) di Bibiana Rojas Gómez e Juan David Cárdenas.
Premio del Pubblico: Our Share of Sand di Shalini Adnani.
Premio Luciano Sovena per la Migliore Produzione Indipendente: Prima della guerra di Tommaso Usberti.
Premio Mario Serandrei — Hotel Saturnia per il Miglior Contributo Tecnico: The End of Times (El fin de los tiempos) di Bibiana Rojas Gómez e Juan David Cárdenas.
Premio Circolo del Cinema di Verona al Film più Innovativo: Zoom In, Zoom Out (Fa xian zhi lü) di Dong Jie.
SIC@SIC Short Italian Cinema alla Settimana Internazionale della Critica
Premio al Miglior Cortometraggio (Frame by Frame): E-I-E-I-O di Noemi Arfuso. Menzione speciale: Dove le lacrime aspettano di Caterina Bertini e Blu Diego Fasoli.
Premio alla Migliore Regia (Stadion Video): Revolver di Paoli De Luca.
Premio al Miglior Contributo Tecnico (Advista): Se mai le cose di Giulia Cosentino.
Premio del Centro Nazionale del Cortometraggio: Se mai le cose di Giulia Cosentino.
I Leoni d'Oro alla carriera dell'edizione
Nel corso della Mostra sono stati consegnati due Leoni d'Oro alla carriera. George Clooney, il 2 settembre, con laudatio di Laura Dern. Ellen Burstyn, il 7 settembre, per una carriera lunga più di sessant'anni che va da L'esorcista di William Friedkin a Requiem for a Dream di Darren Aronofsky.
Il Cartier Glory to the Filmmaker
L'8 settembre il Cartier Glory to the Filmmaker Award è andato a Luca Guadagnino, che ha presentato fuori concorso Joie de vivre, documentario tributo a Bernardo Bertolucci.
I premi collaterali
Premio 1964 POP ART AWARD (Cineteca della Calabria): La ragazza con la Leica di Alina Marazzi.
Premio Airone della Laguna (Cinetour e Cinit)
Miglior film: Moragheb (Falling House) di Mohsen Gharaei.
Miglior cortometraggio: Silence di Pavlo Shpegun.
Menzione speciale: Il senso della terra di Alessandro Ingaria e Simone Massi, Los poderes di Salim Jaller.
Arca Cinemagiovani (ARCA, Associazione Ricreativa Culturale Sportiva dipendenti Enel)
Miglior film in concorso Venezia 83: Possible Love di Lee Chang-dong.
Miglior film italiano a Venezia: L'estranea di Paolo Strippoli.
Premio Autrici Under 40 Valentina Pedicini (Parallelo 41 Produzioni):
Miglior regia ex aequo: Michelle Zhou per Huangyan shenghuo (Big Little Things) e María Aparicio per A veces me entra tristeza, otras veces rebelión.
Menzione speciale per migliore regia e sceneggiatura: Shalini Adnani per Our Share of Sand.
Menzione speciale per la direzione della fotografia: Simone Hart per Eklipse di Manuel Wetscher.
Premio BookCiak (Associazione Calipso): Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis.
Premio Brian (UAAR, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti): Makikiraan Po di Lav Diaz. Menzione speciale: No Paradise if You Are Killed by a Woman di Halkawt Mustafa.
XXXVIII Prix CICT-UNESCO Enrico Fulchignoni — Medaglia Fellini 2026 Dear Ajayi di Damilola Orimogunje.
Premio Cinema & Arts (Associazione Kalambur Teatro, Ateatro, Centro Sperimentale Accademia Eleonora Duse):
Miglior film ex aequo: Look Back di Hirokazu Kore-eda, Shumei: The Living Legacy of Kabuki di Takashi Miike.
Miglior artista multi-disciplinare: Anatolij Vasil'ev nel film Dau di Ilya Khrzhanovsky.
Premio CinemaSarà (Fondazione Cineteca Italiana di Milano): Look Back di Hirokazu Kore-eda.
Premio Croce Rossa Italiana: 15/18 di Cédric Kahn.
Premio Edipo Re (Edipo Re Srl Sociale): Premio della giuria ufficiale: Mia mera sti zoi tis Tzo: Kefalaio Faidra (A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra) di Jacqueline Lentzou.
Premio degli studenti dell'Università Ca' Foscari: NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor.
Premio Fanheart3: Graffetta d'oro: Peau d'homme di Léa Domenach.
Nave d'Argento per la Migliore OTP (One True Pairing): Chris & Lee da Wild Horse Nine di Martin McDonagh.
XR Fan Experience: Empire at Sea di Peter Flaherty. Menzione d'onore: Look Back di Hirokazu Kore-eda.
Premio FEDIC (Federazione Italiana dei Cineclub)
Miglior film: Serpenti di Roberto De Paolis Maino.
Miglior cortometraggio: Se mai le cose di Giulia Cosentino.
Premio Speciale Film Impresa (Unindustria): Un bon petit soldat di Stéphane Brizé.
FIPRESCI Prize (International Federation of Film Critics)
Miglior film del Concorso Venezia 83: Ga-neung-han sa-rang (Possible Love) di Lee Chang-dong.
Miglior film di Orizzonti: The Color of the Sun di Xavier Tera.
Green Drop Award (Green Cross Italia): NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor, L'estranea di Paolo Strippoli.
Interfilm Award for Promoting Interreligious Dialogue: Un bon petit soldat di Stéphane Brizé.
Premio Lanterna Magica (Associazione Nazionale C.G.S.): 15/18 di Cédric Kahn.
Premio Leoncino d'Oro Agiscuola (Agiscuola/UNICEF): Nelson san, anata wa hito wo koroshimashitaka? (Mr. Nelson, Did You Kill People?) di Shinya Tsukamoto.
Segnalazione Cinema for UNICEF: NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor.
Premio NETPAC (Network for the Promotion of Asia Pacific Cinema): Lovers in the Blue Night di Anuparna Roy.
Premio Fabio Sartor (NUOVOIMAIE, Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici, Sindacato Nazionale Critici Cinematografici): Gaia Merlonghi per La città dei vivi e Piero Usberti per Prima della guerra.
Premio Francesco Pasinetti (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani)
Miglior film: Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis.
Miglior attrice protagonista: Vanessa Scalera nel film Il fuoco che ti porti dentro.
Miglior attore protagonista: Adriano Giannini nel film Ritorno a Buenos Aires.
Premio Speciale: La ragazza con la Leica di Alina Marazzi.
Premio La Pellicola d'Oro (Associazione Culturale S.A.S.)
Miglior capo macchinista: Roberto Di Pietro per il film The Echo Chamber di Andrea Pallaoro.
Miglior operatore di macchina: Luigi Andrei per il film Succederà questa notte di Nanni Moretti.
Menzione speciale per l'attività culturale e artistica sui mestieri e l'artigianato del cinema: Laura Delli Colli.
Premio Queer Lion (Associazione Queer Lion): Miglior film con tematiche omosessuali e queer culture: Queer Edward II di Theo Rollason e London di Victor Di Marco e Márcio Picoli.
Premio RB Casting: Emanuele Maria Di Stefano nel film La città dei vivi.
Premio Roma Film Award — Il Lazio per il Cinema (Fondazione Roma Lazio Film Commission): Adriano Giannini.
Premio SIGNIS (SIGNIS International, World Catholic Association for Communication): Look Back di Hirokazu Kore-eda.
Premio Sorriso Diverso Venezia Award (Dream On Srls)
Miglior film straniero: Un bon petit soldat di Stéphane Brizé.
Miglior film italiano: Rider di Roan Johnson e Davide Pavanello.
Migliore regia under 35: NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor.
Premio Soundtrack Stars (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani e Free Event)
Migliore colonna sonora: La Niña e Alfredo Maddaluno per Il fuoco che ti porti dentro.
Premio speciale per la colonna sonora: Daniel Pemberton per Ink.
Soundtrack Stars Special Award: Daniel Blumberg.
Premio UNIMED (Unione delle Università del Mediterraneo): Look Back di Hirokazu Kore-eda.


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