Marina Abramović alla GNAMC di Roma dal 18 novembre 2026 al 4 aprile 2027: oltre 150 opere per gli 80 anni dell'artista. Date e percorso.
"Historical Works and Transforming Energy" riunisce oltre 150 opere, dalle performance storiche ai Transitory Objects da attraversare con il corpo.
[di Redazione]
Marina Abramović arriva alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma con Historical Works and Transforming Energy, in programma dal 18 novembre 2026 al 4 aprile 2027. Oltre 150 opere, dal 1974 a oggi, nell'anno in cui l'artista nata a Belgrado compie ottant'anni.
Date e biglietti
La mostra, a cura di Shai Baitel e Andrea Tarsia, occupa le sale di viale delle Belle Arti 131 ed è inclusa nel biglietto d'ingresso al museo. È stata presentata in conferenza stampa con l'artista accanto alla direttrice Renata Cristina Mazzantini e ai due curatori. Informazioni e biglietti su gnamc.cultura.gov.it.
Da Venezia a Roma
Roma è la seconda tappa italiana di Transforming Energy, aperta il 6 maggio alle Gallerie dell'Accademia di Venezia durante la 61ª Biennale Arte. Lì Abramović è stata la prima artista donna vivente a ricevere una personale in quelle sale. Alla GNAMC il progetto si allarga e cambia forma.
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha presentato la doppia tappa come l'omaggio del Paese all'artista nell'anno del compleanno. Ha definito Abramović una pioniera della performance art e una figura di primo piano sulla scena internazionale.
Il percorso: corpo, pietra, tempo
La sezione Historical Works è stata voluta dalla direttrice Mazzantini e affidata a Tarsia. Raccoglie i lavori che hanno fissato la grammatica della performance: Imponderabilia (1977), Balkan Baroque, Leone d'Oro alla Biennale del 1997, e The Artist Is Present, al MoMA di New York nel 2010. Ad aprire il percorso saranno Rhythm 0 e The Artist Is Present, due estremi della stessa carriera, distanti più di tre decenni.
Il cuore resta Transforming Energy, curata da Baitel in stretta collaborazione con l'artista. Si compone di Transitory Objects: letti di pietra e strutture in quarzo, ametista, agata e altri minerali. Il pubblico si sdraia, si siede, resta in piedi sulle opere. La scultura aspetta un corpo per completarsi.
La serie nasce dopo il viaggio lungo la Grande Muraglia cinese del 1988 e l'incontro con la medicina tradizionale cinese. A Roma la componente partecipativa sarà accompagnata dal Marina Abramović Institute.
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L'Italia e una curatela lasciata ad altri
Davanti ai giornalisti Abramović ha descritto l'Italia come una seconda casa. È il Paese in cui le sue prime performance hanno trovato un palcoscenico internazionale. Ha aggiunto un dettaglio insolito per chi ha sempre governato ogni minuto delle proprie azioni: per la prima volta non partecipa direttamente alla curatela di una sua mostra.
A Napoli, nel 1974, Rhythm 0 metteva su un tavolo settantadue oggetti, una rosa, un coltello, una pistola carica, e sei ore di tempo al pubblico. L'artista restava immobile. A Roma, sul pavimento della Galleria, aspettano letti d'ametista, e a stendersi adesso sarà il pubblico.

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