Dalí, Matisse e Kandinsky in mostra tra Milano e Roma. Tre pittori che a un certo punto hanno spostato la pittura sul palcoscenico.
Tre grandi retrospettive autunnali tra Milano e Roma svelano un segreto comune: l'istante fatale in cui il quadro ha preteso la carne, il respiro, il teatro. Un'indagine poetica sul nostro disperato bisogno di uscire dai bordi.
[di Massimo Righetti]
![]() |
| Wassily Kandinsky: Lustiges Gelb (Cheerful Yellow) |
I tre fantasmi e la cornice spezzata
Ci sono tre istanti, in questo autunno che sta per calare su Milano e su Roma, in cui tre uomini immensi tornano a camminare tra noi. Tre fantasmi della visione. Salvador Dalí. Henri Matisse. Wassily Kandinsky. Tre mostre aprono le loro porte tra settembre e ottobre di questo 2026. Ma non è di questo che voglio parlarvi. Non farò elenchi. Niente consigli su come occupare i vostri fine settimana autunnali. Non serve.
Voglio parlarvi di un filo. Un filo sotterraneo, ostinato, invisibile, che li attraversa tutti e tre. Una tesi, feroce e semplice: nessuno di loro, mai, è rimasto del tutto fermo davanti alla tela. Perché arriva sempre un momento, nella traiettoria di un genio, in cui la bi-dimensionalità si trasforma in una gabbia. L'olio e il pigmento non bastano più. Il quadro soffoca. E allora bisogna scappare. Bisogna spostare la pittura. Farla camminare. Salire sul palcoscenico.
Prendete Dalí. A Milano, nelle sale di Palazzo Reale, dal 24 settembre fino al 31 gennaio 2027. La mostra indaga Dalí e la moda. Sotto la guida attenta di Montse Aguer, Laura Bartolomé Roviras e Judith Clark, sei sezioni esplorano questa convergenza, che irrompe non a caso proprio nei giorni febbricitanti della Milano Fashion Week. Oltre duecento pezzi tra dipinti, abiti, e fotografie. Ma andate a cercare il punto esatto di rottura. Il 1939. Dalí firma il Bacchanale. Non si limita a qualche schizzo. Compone il libretto. Erige tredici pannelli di scenografia. Disegna i costumi per i Ballets Russes de Monte Carlo, guidati dalla coreografia di Léonide Massine. Il debutto avviene il 9 novembre di quell'anno, al Metropolitan Opera di New York. Lo definirà il suo primo "balletto paranoico-critico". L'inconscio non era più dipinto. Sudava. Danzava.
![]() |
| Henri Matisse: gouaches découpées |
Infine, Kandinsky. A Roma, dentro le stanze di Palazzo Bonaparte, dal 15 settembre al 14 febbraio 2027. Una retrospettiva monumentale sotto lo sguardo di Angela Lampe. Oltre settanta opere fuggite da un Centre Pompidou parigino chiuso e addormentato per restauri fino al 2030, con una sezione che lo lega indissolubilmente all'artista e compagna di vita Gabriele Münter. Ma il cuore del dramma è altrove. Tra il 1909 e il 1914, Kandinsky smise di essere solo un pittore e diventò un demiurgo. Scrisse quattro "composizioni sceniche" dedicate ciascuna a un colore. Tra queste, Der Gelbe Klang. Il suono giallo. Pubblicata nel 1912 sull'almanacco Der Blaue Reiter. È un'opera vertiginosa: nessuna trama, nessun racconto. Solo luce. E colore. E musica. E movimento puro. Un'esperienza assoluta che il creatore, pur anelandolo con ogni fibra, non riuscì mai a vedere in scena mentre era in vita.
![]() |
| Salvador Dalí, Three young surrealist women holding in their arms the skins of an orchestra, 1936 |
LEGGI ANCHE
Fuori dal quadro
Tutto questo è Storia. Sono fatti, inchiostri freddi sui cataloghi delle mostre. Ma tre uomini che a un certo punto smettono di dipingere e chiedono al mondo di guardarli muovere sono qualcosa di più di una nota biografica. Si sono rifiutati di farsi imprigionare dentro un quadro.
E allora, vi prego, quando entrerete nelle sale di Palazzo Reale. Quando vi fermerete davanti alle teche del MUDEC. Quando salirete le scale incrociate di Palazzo Bonaparte. Quando sarete lì, faccia a faccia con l'arte, fate un passo indietro.
Chiudete gli occhi.
Ascoltate.
Forse lo sentirete ancora. È lieve, ma resiste. Il suono secco di una lama di forbice. Il fruscio denso di una seta. E quella nota gialla che squarcia il buio per un istante eterno. Tre suoni diversi, lo stesso rumore. Di una gabbia che, finalmente, si apre.
---
Kandinsky. Dal 15 settembre 2026 al 14 febbraio 2027, Roma - Palazzo Bonaparte. Info e biglietti.
Dalí e la Moda. Dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027, Milano - Palazzo Reale. Info e biglietti.
Matisse. Il mondo in una stanza. Dall' 8 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027. Milano - MUDEC. Info e biglietti.
.jpeg)

.%20Olio%20su%20tela,%2053%20x%2065%20cm%20%C2%A9%20Salvador%20Dali%CC%81,%20Fundacio%CC%81%20Gala-Salvador%20Dali%CC%81,%20Figueres,%202026_1920x1080.jpg)
COMMENTS