Nanni Moretti torna in Concorso a Venezia 83 con Succederà questa notte, 37 anni dopo l'esclusione di Palombella rossa. Barbera chiede scusa.
La 83ª Mostra ricuce la frattura del 1989. Barbera: "Vogliamo farci perdonare l'errore".
[di Redazione]
Sette e un quarto di stasera, Sala Grande. Il primo fotogramma di Succederà questa notte batterà sullo schermo del Palazzo del Cinema e Nanni Moretti tornerà in Concorso alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia dopo trentasette anni.
Trentasette anni. Il numero pesa perché ha una data precisa dietro. Giugno 1989, tarda serata. Nanni Moretti, in pigiama accanto a un telefono in bachelite, riceve la comunicazione ufficiale di Guglielmo Biraghi: Palombella rossa non entra nella Selezione Ufficiale della quarantaseiesima Mostra. Non entra in Concorso, non entra nemmeno Fuori Concorso. La decisione appare incomprensibile persino agli osservatori più tiepidi. Moretti ha appena vinto l'Orso d'Argento a Berlino con La messa è finita, ha una filmografia riconosciuta in Europa, e Palombella rossa è un'opera che disseziona il crollo del PCI alla vigilia della caduta del Muro attraverso la metafora spaziale di una partita di pallanuoto. Il Sindacato Nazionale Critici, presieduto da Lino Miccichè, forzerà lo statuto per accogliere il film come Evento Speciale alla Settimana della Critica.
La lunga distanza fra un rifiuto e un ritorno
La storia lunga comincia però prima. 1981, Leone d'Argento per Sogni d'oro, consegnato da Italo Calvino, e la platea che fischia orchestrata dai sostenitori di Le occasioni di Rosa di Salvatore Piscicelli. 1986, Moretti in giuria sotto la presidenza di Alain Robbe-Grillet, la battaglia persa per difendere Il raggio verde di Éric Rohmer, la fuga dal Lido in automobile con Mario Sesti attraverso gli Appennini, la musicassetta di una partita di pallanuoto di Serie A1 che gira nell'autoradio. Da quella cassetta, per una traiettoria che neppure Moretti sapeva di stare tracciando, sarebbe nato Palombella rossa.
Alle proiezioni della Settimana della Critica siede anche Serge Daney, firma di Libération e uno dei teorici dell'immagine più ascoltati d'oltralpe. Coglie subito ciò che Biraghi non aveva visto. Nella recensione che ne segue conia una formula rimasta scolpita: «Flotter, c'est encore du travail», galleggiare è ancora un lavoro. Michele Apicella che nuota amnesico in piscina, tentando di ricordare le proprie idee e la propria identità, diventa per Daney l'allegoria della resistenza etica del cinema moderno contro la deriva televisiva e pubblicitaria. La consacrazione francese di Moretti passa da lì.
Poi il varco francese si allarga. Prix de la mise en scène per Caro diario nel 1994, con la giuria presieduta da Clint Eastwood. Palma d'Oro per La stanza del figlio nel 2001. Nove partecipazioni in Concorso a Cannes fino a Il sol dell'avvenire, nel 2023. In Sala Grande a Venezia, in Concorso, Nanni Moretti non è più tornato. Fino a stasera.
Il quindicesimo film
Succederà questa notte è il quindicesimo lungometraggio di finzione del regista, coproduzione italo-franco-spagnola firmata Sacher Film, Fandango, Rai Cinema, Bteam Prods e Pan Cinema, con il sostegno di Eurimages e del Ministero della Cultura. Centotré minuti, dialoghi in italiano, francese e inglese. Louis Garrel e Jasmine Trinca protagonisti, e attorno un ensemble che comprende Hippolyte Girardot, Angela Finocchiaro, Melina Åkerman, Elena Lietti, Andrea Lattanzi, Antonio De Matteo, oltre a Moretti stesso in un ruolo di supporto. Sceneggiatura scritta con Federica Pontremoli e Valia Santella, liberamente tratta dalla raccolta Legami di Eshkol Nevo, edita in Italia da Feltrinelli nel 2024: secondo incontro morettiano con lo scrittore israeliano dopo Tre piani. Fotografia di Francesco Di Giacomo, montaggio di Clelio Benevento, musiche di Alberto Iglesias. Uscita italiana con 01 Distribution il 3 dicembre. Il film è selezionato anche al Toronto International Film Festival.
La sinossi ufficiale racconta di Greta e Matteo, lei in abito da sposa su un campo da tennis, lui che entra nella sua vita nel momento sbagliato, sempre. I due si incrociano nel corso degli anni, ciascuno vincolato ad altri legami. Il film, secondo le note di regia dell'autore, è «sui sentimenti e sul bisogno di nominarli». La battuta che apre la sinossi, e che dà il titolo, suona così: «Io ti aspetto, tutto il tempo che vuoi. Ma succederà prima o poi?».
L'ammenda del festival
Alberto Barbera l'ha detto in conferenza stampa di presentazione della Mostra: "Mancava da Venezia dal 1989, l'anno di Palombella rossa. Vogliamo farci perdonare l'errore compiuto 37 anni fa". L'errore, nelle parole di Barbera, è l'esclusione di Palombella rossa dalla Selezione Ufficiale del 1989. La scelta di Biraghi che il tempo ha nettamente rovesciato, riletta oggi come un abbaglio storiografico da una direzione artistica successiva. Che un festival di Classe A si assuma pubblicamente la responsabilità di un'esclusione compiuta quasi quarant'anni fa da un suo predecessore è un gesto che nel lessico curatoriale internazionale ha pochissimi precedenti. I grandi festival scrivono in tempo reale il canone del cinema mondiale, e ammettere un'esclusione sbagliata significa dichiarare che quel canone si può correggere. Che va corretto.
La riparazione, in questo caso, coincide con una data che la programmazione veneziana non ha lasciato al caso: il cinquantesimo anniversario dell'esordio di Moretti in Super 8 con Io sono un autarchico, girato e presentato nel 1976.
Domenica mattina, alle undici, il cerchio si stringerà ancora. In Sala Perla, nell'ambito delle Giornate degli Autori, il presidente Salvatore Nastasi consegnerà a Moretti il Premio SIAE Andrea Purgatori alla Carriera, con motivazione che riconosce all'autore romano di aver coniugato "impegno civile e leggerezza, riflessione e umorismo, dimensione privata e racconto collettivo". Il premio porta il nome del giornalista d'inchiesta e sceneggiatore scomparso nel 2023, e il parallelismo etico con Moretti si tiene in piedi da solo.
Trentasette anni raccontati per aneddoti e per date, e restano ore, appena, prima che la Sala Grande batta il primo fotogramma di Succederà questa notte sui volti di chi ha atteso, sui volti di chi ha dimenticato, sui volti di chi non era nato quando la telefonata di Biraghi arrivò a Roma. Barbera ha chiesto perdono. Il pubblico farà quello che sa fare. E qualunque cosa accadrà sullo schermo, alle 19:15 di stasera, sul tappeto rosso del Palazzo del Cinema una parola si sarà già scritta da sola.
Bentornato Nanni!
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