Nel calendario della Mostra di Venezia 83 compare un TBA per il 10 settembre. World of Reel parla di ragioni di sicurezza. Nessuna conferma.
Il programma pubblicato dalla Biennale il 7 agosto contiene un TBA di 90 minuti. World of Reel parla di "security reasons". La Biennale tace.
[di Alex M. Salgado]
Il calendario delle proiezioni pubbliche dell'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica è online dal 7 agosto, i biglietti scattano l'11. Chi legge quel documento lo legge come un orario ferroviario, cercando la coincidenza giusta fra Sala Grande e Sala Darsena. Fino alla riga del giovedì 10 settembre. Un binario libero, con un treno senza nome. Un film, novanta minuti circa, titolo da annunciare. Sezione ancora sospesa fra Concorso e Fuori Concorso.
Nulla di più. Un rettangolo che non dice niente e proprio per questo dice moltissimo.
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Cosa scrive World of Reel sul film misterioso del 10 settembre
Il primo a segnalare il vuoto è stato Jordan Ruimy su World of Reel, sempre lui, sempre in anticipo, sempre citando quella figura che nel giornalismo di settore si chiama "una fonte con accesso alle informazioni". Secondo la sua ricostruzione il titolo sarebbe stato trattenuto rispetto all'annuncio ufficiale del 23 luglio per "security reasons" e verrà rivelato a breve. Le sue ipotesi personali, dichiarate come tali, sono due: un film iraniano, oppure Circles di Michel Franco, il progetto ambientato in Israele.
La seconda ipotesi ha un problema pratico. Circles risulta esplicitamente assente dalla selezione del 23 luglio, e non figurava neppure fra i titoli tenuti in caldo dalle testate specializzate come possibili slot dell'ultima ora. Speculare oggi che quel film abbia trovato una strada laterale nel calendario veneziano chiede un salto in più rispetto a quello che i dati permettono. La prima ipotesi, sulla carta, gira meglio.
Venezia 83 ha già in Concorso A Bit of Light di Ali Asgari, e in Orizzonti Falling House di Mohsen Gharaei. Due film iraniani in due sezioni diverse dicono che la direzione Barbera considera quel cinema una linea da tenere aperta, non un'eccezione da esibire una tantum. Un terzo titolo arrivato tardi, magari trattenuto per proteggere autori o produzioni, si inserirebbe in un solco già tracciato.
Il precedente Rasoulof a Cannes 2024, quando "security reasons" era fisica delle persone
E il solco ha un precedente recente e preciso, che ha poco a che vedere con la sicurezza intesa come precauzione anti-pirateria e molto con la sicurezza intesa come fisica delle persone.
Cannes 2024. Mohammad Rasoulof e Il seme del fico sacro entrano in Concorso dopo l'annuncio principale del festival. Rasoulof lascia l'Iran in ventotto giorni di fuga a piedi verso la Germania, per evitare gli otto anni di carcere e la fustigazione a cui era stato condannato. Cast e troupe vengono interrogati dai servizi iraniani, ricevono divieti di espatrio, subiscono pressioni per far ritirare il film dalla selezione. Il film era stato girato in clandestinità. Un anno dopo Jafar Panahi vince la Palma d'Oro con It Was Just an Accident. Il cinema iraniano dissidente arriva ai grandi festival così, quando arriva: con negoziati che si chiudono all'ultimo minuto, con nomi tenuti in ombra fino alla vigilia per proteggere chi lavora.
Niente di tutto questo è deducibile dallo slot del 10 settembre. Tutto, però, rientra nel perimetro del possibile. La formula "security reasons" a Venezia ha già avuto usi più leggeri — nel 2005 Marco Müller la utilizzò per ridurre il numero di proiezioni giornaliere su richiesta dei produttori americani nel post-11 settembre, con un'etichetta a maglie larghe che copriva soprattutto ragioni commerciali. Nel 2026 il filo lo tirano forze diverse.
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La giornata del 10 settembre a Venezia 83 e l'attesa dell'annuncio
Il 10 settembre sarà una giornata affollata. In Concorso The Echo Chamber di Andrea Pallaoro. Un documentario di Wim Wenders su Peter Zumthor. Alle 21.30 in Sala Grande, Fuori Concorso, Mario Martone porta Scherzetto. Aggiungere un film senza nome a un simile ingorgo significa che qualcuno, dietro la scrivania di Barbera, ha già deciso che quell'opera valeva l'aggiunta. Nelle cucine dei festival le finestre da tenere aperte fino all'ultimo minuto non sono per gli invitati facili.
L'annuncio arriverà nei prossimi giorni, quasi certamente prima dell'apertura. Fino ad allora quel rettangolo del 10 settembre resta lì. Se al suo posto arriverà un regista che ha dovuto attraversare una frontiera a piedi, o è stato tenuto in ombra per non farsi arrestare, quella casella vuota nel calendario dell'83ª Mostra avrà pesato più di metà del programma.
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