Scarpe rotte di Roberta Torre apre le Notti Veneziane 2026: la nuova sfida di una regista libera

Scarpe rotte di Roberta Torre apre le Notti Veneziane 2026 alla Sala Laguna del Lido con Barbara Ronchi e Mersila Sokoli.

Con Barbara Ronchi e Mersila Sokoli, il film inaugura la Sala Laguna del Lido il 2 settembre 2026: una stanza, due donne e un concorso di scarpe rotte.

[di Massimo Righetti]

Scarpe Rotte di RobertaTorre - Barbara_Ronchi

Roma, durante la Seconda Guerra Mondiale. Due donne dividono una stanza. Trascorrono il tempo in casa: bevono il tè, mettono in ordine, parlano. Parlano di tutto — di ciò che è accaduto all'una e all'altra, di chi non c'è più, di chi manca. Al centro di ogni discorso, come un leitmotiv musicale e come l'occasione per dire ciò di cui non si può dire, ci sono le scarpe. Dovrebbero essere intere, se non eleganti almeno decenti. E invece sono rotte, piene di spaccature, con la suola che si stacca. Sono le sole che hanno. Allora bisogna arrangiarsi, esserne orgogliose e, anche se in tempo di guerra sembra assurdo, trovarci persino un po' di gioia. Perché non farne un vero concorso, allora, con giudice e concorrenti? Da questo gesto minuscolo — un gioco tenuto in piedi da niente, o forse da tutto ciò che resta — comincia il film che, il 2 settembre 2026, aprirà le Notti Veneziane nell'ambito della ventitreesima edizione delle Giornate degli Autori.

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Un'apertura d'autore per la Sala Laguna del Lido

Scarpe rotte di Roberta Torre, con Barbara Ronchi e Mersila Sokoli, è il titolo scelto per inaugurare le Notti Veneziane, la sezione collaterale delle Giornate degli Autori curata in accordo con l'Isola di Edipo, in programma alla Sala Laguna del Lido nell'ambito dell'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica. L'edizione 2026 delle Giornate, dedicata alla memoria di Giorgio Gosetti, presenta nove titoli, e affida al film di Roberta Torre il compito di aprire il cartellone.

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Il sogno come forma di resistenza — le parole della regista

"Scarpe rotte è un film sul tempo e sulla Storia che lascia le sue tracce negli oggetti e nei corpi, sulla memoria come presenza viva e sui fantasmi di chi abbiamo amato come abitatori complici delle nostre giornate", dice Roberta Torre presentando il film.

Nelle parole della regista si legge un'idea precisa: i fantasmi non come spettri da esorcizzare, ma come "abitatori complici", presenze che accompagnano le giornate. È una postura sulla memoria che sposta il lutto dal registro dell'assenza a quello della compagnia. Un'idea antica, e insieme molto attuale, in un tempo che tende a rimuovere in fretta ciò che duole.

Il cast e la squadra tecnica

Scarpe_Rotte_di_RobertaTorre_Barbara_Ronchi

Accanto a Ronchi, David di Donatello 2023 per Settembre, due candidature consecutive per Rapito di Marco Bellocchio e Familia di Francesco Costabile (clicca qui per leggere l'intervista a Francesco Costabile) e a Sokoli, attrice albanese-italiana formatasi alla Silvio D'Amico e qui al suo primo ruolo cinematografico d'autore, il film schiera Glen Blackhall, Diana Collepiccolo, Paola Giannetti, Tatiana Lepore, Alfonso Guadagnino, Michele Savoia, Rocco Castrocielo. La sceneggiatura è firmata da Torre con Giorgio Vasta. Alla fotografia c'è Daniele Ciprì, complice della regista fin da Tano da morire, quel musical anti-mafia che nel 1997 conquistò a Venezia il Leone del Futuro e cambiò il paesaggio del cinema italiano. Il montaggio è di Simona Paggi, candidata all'Oscar per La vita è bella; costumi di Erika Carretta, scenografia di Luigi Bisceglia, suono di Gianfranco Tortora. Il film è una produzione Faber Produzioni, Stemal Entertainment e Draka Production con Rai Cinema, prodotto da Donatella Palermo e Corrado Azzollini.

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Roberta Torre, trent'anni di cinema d'autore

Roberta Torre è, da quasi trent'anni, una delle voci più libere del cinema italiano. Libera nel senso più esatto: si è concessa il lusso di non stare da nessuna parte. Ha attraversato il musical, il documentario, la fiction pura, la rilettura shakespeariana. Da Sud Side Stori a I baci mai dati, da Riccardo va all'inferno a Le Favolose e Mi fanno male i capelli, i suoi film hanno viaggiato tra Venezia, Cannes, Locarno, IDFA, Tokyo, Outfest Los Angeles. Dal 2025 dirige artisticamente il Teatro Luigi Pirandello di Agrigento, dove ha inaugurato una stagione che intreccia teatro, cinema e nuove generazioni. Che sia lei ad aprire le Notti Veneziane 2026 è, per la sezione, il ritorno di una firma che a Venezia debuttò nel '97 proprio con Tano da morire, portandosi a casa Leone del Futuro, Premio della Settimana Internazionale della Critica e Menzione Speciale FIPRESCI.

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Appuntamento al 2 settembre

Il 2 settembre, alla Sala Laguna, torna al Lido una regista che ha fatto dell'imprevedibilità la sua unica costante, capace ogni volta di spiazzare pubblico e critica cambiando registro, formato, tono. Cosa avrà scelto questa volta lo dirà il buio della sala.

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