Giornate degli Autori 2026: la selezione al femminile della XXIII edizione, dedicata a Giorgio Gosetti

Giornate degli Autori 2026: selezione XXIII edizione dedicata a Gosetti. Apre Lili Horvát, Notti Veneziane con Scarpe rotte di Roberta Torre.

La sezione parallela della Mostra di Venezia svela la selezione 2026. Dieci film in concorso, apertura affidata a Lili Horvát, chiusura a Léa Domenach. Le Notti Veneziane si aprono con Scarpe rotte di Roberta Torre.

[di Redazione]

Giornate degli Autori 2026: la selezione al femminile della XXIII edizione, dedicata a Giorgio Gosetti

Le Giornate degli Autori affrontano la ventitreesima edizione con un vuoto al centro. La morte improvvisa di Giorgio Gosetti, avvenuta lo scorso marzo, ha lasciato la sezione parallela della Mostra di Venezia senza il suo fondatore e per ventitré anni animatore instancabile. La selezione presentata per l'edizione 2026, in programma al Lido dal 2 al 12 settembre insieme all'82. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, porta esplicitamente la sua firma nella dedica e implicitamente nel metodo: continuare a cercare, scoprire, sbagliare, credere nel cinema e in chi lo fa.

Dalle 1.036 candidature arrivate da 114 Paesi, la direttrice artistica Gaia Furrer e il comitato di selezione hanno estratto venticinque anteprime mondiali. Tredici sono italiane, quattordici portano la firma di una regista. Il perimetro complessivo comprende dieci film in concorso, un film di chiusura fuori concorso, cinque eventi speciali e la selezione di nove titoli per le Notti Veneziane, realizzata in accordo con Isola Edipo.

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Apertura ungherese, chiusura francese: il concorso 2026

My Notes on Mars-Lili Horvát
My Notes on Mars-Lili Horvát

Il concorso internazionale si apre con My Notes on Mars, prima opera in lingua inglese della regista ungherese Lili Horvát. Il film è una fantascienza sentimentale con Mackenzie Davis nel ruolo di una scienziata che scompare durante un'escursione e riappare il giorno della propria commemorazione funebre, senza memoria della vita che ha vissuto nel frattempo. Nel cast anche Rupert Friend. Horvát era già passata dalle Giornate nel 2020 con Preparativi per stare insieme per un periodo indefinito di tempo, che le è valso premi in mezzo mondo e il Golden Hugo al Chicago New Directors Competition.

A chiudere la sezione, fuori concorso, sarà Peau d'homme di Léa Domenach, tratto dall'omonima graphic novel di Hubert e Zanzim. Una commedia musicale queer e femminista ambientata nel Rinascimento italiano, con la cantante Pomme, Karin Viard e Catherine Deneuve. Il film promette di trasformare il fantastico rinascimentale in un dispositivo per interrogare identità, desiderio e ruoli sociali.

Tra i dieci titoli in gara, unico film italiano è Balcanica di Nicola Sorcinelli, opera prima sulla fuga di padre e figlio musicisti afghani lungo la rotta balcanica, con Matilda De Angelis anche in veste di produttrice associata e Babak Karimi. Kuba Dorabialski, filmmaker polacco-australiano, presenta Agata the Writer con Mia Wasikowska nei panni di una scrittrice che arriva a Sarajevo per un romanzo sulla guerra bosniaca e si scontra con i limiti del proprio sguardo artistico. Nathalia Acevedo, attrice messicana in Post Tenebras Lux, esordisce alla regia con Salón de Belleza, adattamento del romanzo di Mario Bellatin: un salone di bellezza si trasforma in rifugio per malati di un morbo sconosciuto in una città sull'orlo del collasso.

Completano il concorso il francese Robert Guédiguian con Une femme aujourd'hui, che riunisce la sua storica famiglia cinematografica, Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, attorno alla giovane Marilou Aussilloux; l'argentina María Aparicio con A veces me entra tristeza, otras veces rebelión; il ucraino Mykyta Gibalenko con Camouflage; gli artisti svizzeri Pauline Julier e Nicolas Chapoulier con Les Indes, western anti-eroico ambientato nel Seicento; la coppia queer Hoda Taheri e Boris Hadžija con I Plant My Hand in the Garden; e la nigeriana Damilola Orimogunje con Dear Ajayi – prima volta della Nigeria nel concorso delle Giornate.

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Notti Veneziane: si apre con Scarpe rotte di Roberta Torre

Roberta Torre photo by Laila Pozzo
Roberta Torre photo by Laila Pozzo

Le Notti Veneziane tornano nella loro veste consolidata: nove opere italiane in anteprima mondiale, tra documentari, finzioni e forme ibride. La sezione si apre con Scarpe rotte di Roberta Torre, che dopo Le favolose del 2022 rientra alla Mostra con un film ispirato liberamente alla biografia di Natalia Ginzburg e interpretato da Barbara Ronchi. Ambientato nella Roma della seconda guerra mondiale, il film racconta di Clara e Vera, due donne che trascorrono il tempo in casa, bevendo il tè, mettendo in ordine, parlando di ciò che è accaduto e di chi non c'è più. Al centro delle loro conversazioni, come un leitmotiv, ci sono le scarpe: rotte, spaccate, con la suola che si stacca, ma sono le uniche che hanno. Da qui l'idea, quasi assurda in tempo di guerra, di organizzare un concorso di scarpe rotte. Nel cast anche Mersila Sokoli, Glen Blackhall, Diana Collepiccolo, Paola Giannetti, Tatiana Lepore, Alfonso Guadagnino e Michele Savoia. Torre, nello sguardo che le è consueto, trasforma la Roma bellica in uno spazio sospeso tra memoria, teatro e sogno, dove l'immaginazione diventa forma di resistenza alla durezza della Storia.

Eventi speciali, giurie, ospiti

Cinque gli eventi speciali, tra cui Carla Lonzi, dentro e fuori dal mondo di Francesca Archibugi, ricostruzione della figura di una delle voci più radicali del femminismo italiano del Novecento; Se venisse anche l'inferno di Samuele Rossi sulla Resistenza, con Luca Tanganelli, Giorgio Colangeli, Giusi Merli e Cisco; Il Massacro di Cosimo Messeri, incursione tra documentario e finzione nella solitudine sentimentale e lavorativa contemporanea; Al Baraneya di Ashgan El-Hamus sulla trasformazione di una comunità rurale egiziana; e El fantasma di Ignacio Masllorens e David Lamelas, prodotto da Laura Citarella con El Pampero Cine.

La giuria del GdA Director's Award, riconoscimento da 20.000 euro destinato a regista e distributore internazionale, è interamente femminile: la regista spagnola Carla Simón, la regista e montatrice italiana Sara Fgaier e Hania Mroué, direttrice del Metropolis Cinema di Beirut. Il pubblico della Sala Perla assegnerà il Premio del Pubblico, la giuria di Europa Cinemas il Label tra i film europei della selezione.

Il progetto Miu Miu Women's Tales, giunto al quindicesimo anno di collaborazione con le Giornate, ospiterà quest'anno Claire Denis e Mona Fastvold, protagoniste di cortometraggi e conversazioni in Sala Perla. L'immagine ufficiale della XXIII edizione porta la firma della fotografa giapponese Rinko Kawauchi.

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Un'edizione che non molla

"Non mollate!" era l'imperativo che Gosetti rivolgeva al suo staff negli ultimi giorni di festival. La ventitreesima edizione delle Giornate degli Autori raccoglie quell'esortazione come regola. "Questa edizione porta con sé un vuoto e una gratitudine profondi", dichiara Gaia Furrer. "A Giorgio dobbiamo l'idea stessa di questo spazio libero, la sua capacità di credere nei nuovi linguaggi del cinema, la sua ostinazione affettuosa nel costruire, anno dopo anno, una comunità di autrici, autori e spettatori."

Il presidente dell'Associazione Culturale Giornate degli Autori, Francesco Ranieri Martinotti, parla di temporali che si abbattono sulla Laguna lasciando ferite profonde. La perdita di Gosetti è stata uno di questi. La bussola per non perdere la rotta, in questi mesi, è stata la memoria del suo lavoro. Il risultato è una selezione che non ha rinunciato all'ambizione internazionale, territori dall'Australia alla Nigeria, dall'Argentina alla Svizzera, né alla vocazione italiana. Casa degli Autori e Sala Laguna, in via Pietro Buratti al Lido, restano il cuore pulsante della manifestazione.

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