Esce Life Is a Dream di Anthony Hopkins per Decca Classics. Gustavo Dudamel dirige la Philharmonia Orchestra in un progetto sinfonico sul passato.
L'attore ottantottenne firma con la più prestigiosa etichetta classica al mondo. Ad accompagnarlo Gustavo Dudamel, la Philharmonia Orchestra e un valzer che gira per il pianeta dal 2011.
[di Sean Dags]
Anthony Hopkins ha ottantotto anni ed esce oggi con il disco Life si a Dream per Decca Classics. Detta così, la notizia ha tutta l'aria del solito incrocio tra Hollywood e musica colta, di quelli che accadono una volta l'anno, finiscono nei cataloghi crossover e scompaiono entro Natale. La storia però è un po' più lunga, e più curiosa. Hopkins scrive musica da sessant'anni. È la prima volta che l'industria classica se ne accorge sul serio.
Un valzer che girava già il mondo (e nessuno lo sapeva)
La biografia musicale di Hopkins comincia in un cinema di provincia gallese. Margam, sobborgo di Port Talbot, un padre che portava il bambino al Plaza a guardare film e ascoltare colonne sonore. A diciassette anni Hopkins componeva già per gli spettacoli locali. Poi ha fatto l'attore per il resto della vita, e nel frattempo ha continuato a scrivere musica senza dirlo a nessuno.
Nel 2011 André Rieu ha portato in tournée un valzer intitolato And the Waltz Goes On. Le platee di mezzo mondo lo hanno canticchiato per mesi. Pochissimi hanno collegato quel valzer al signore che l'anno prima aveva vinto un altro Oscar. L'anno seguente Hopkins ha pubblicato Composer, primo album classico con la City of Birmingham Symphony Orchestra: ottime vendite nel Regno Unito, un'alzata di sopracciglio sul continente, e via.
Life Is a Dream non è dunque il debutto di un attore che si scopre compositore a ottantotto anni. È la prima volta che una major classica di primissimo piano decide di firmarlo come tale. Cambia il piano della questione.
Dudamel, la Philharmonia e un budget non da vezzo
Chi ha ancora dubbi sulla serietà dell'operazione può guardare il cast. Direzione affidata a Gustavo Dudamel, che negli ultimi anni ha rifiutato progetti ben più promozionali di questo. Esecuzione della Philharmonia Orchestra al completo. Solisti Sergio Tiempo al pianoforte e Gregorio Nieto al violoncello. Cori del Bach Choir e dei Boy Choristers della Winchester Cathedral. Registrazione all'Alexandra Palace di Londra ad aprile scorso, in una delle sale britanniche con acustica più accurata. La presidente Decca Laura Monks ha firmato personalmente l'annuncio di luglio. Nessuno di questi nomi partecipa a operazioni tiepide per amicizia.
La tracklist attraversa sei decenni di scrittura. Le radici gallesi in Margam e nella suite 1947, il valzer già celebre di And the Waltz Goes On, l'apertura orchestrale di Fanfare and March, un titolo intimo come Stella Aria, e una misteriosa Taa che ci si divertirà a decifrare all'ascolto. Primo single già uscita: Bracken Road, tratta dalla suite 1947.
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Il crossover è un terreno paludoso, ma poi c'è il Venezuela
Il crossover cinema-classica ha una storia con più cadute che riuscite. L'attore famoso presta il nome, l'etichetta stampa qualche migliaia di copie, il disco resta sullo scaffale delle novità un mese, sparisce dolcemente. Se Life Is a Dream sarà uno di quelli o qualcosa d'altro dipenderà dalla critica specialistica, e la critica specialistica si prende i suoi tempi.
C'è però un dettaglio che colloca già l'album fuori dalla routine, ed è forse la cosa più eloquente dell'intera operazione. Hopkins ha annunciato che una parte dei ricavati di CD e vinile sarà devoluta al United Nations Development Fund per il Venezuela, terra natale di Gustavo Dudamel. Non è la donazione simbolica da comunicato stampa. È una scelta strutturata, dichiarata dall'artista, incisa nelle note di copertina del disco. Un compositore gallese di ottantotto anni sceglie di legare l'uscita del suo primo grande album classico a un paese che attraversa una lunga stagione difficile, in un gesto che va nella stessa direzione del lavoro umanitario che Dudamel porta avanti da anni con El Sistema, il programma di educazione musicale gratuita che in Venezuela ha formato generazioni di giovani orchestrali. Detta così, sembra quasi una sceneggiatura. In effetti Hopkins ha sempre saputo riconoscerne una buona.

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