Dracula di Luc Besson arriva al cinema. Un paragone con il capolavoro di Coppola tra stile pop, parrucche copiate e un Dracula profumiere.
Luc Besson porta il suo "Dracula - L'amore perduto" nelle sale italiane, ma il paragone con il capolavoro di Coppola del 1992 è un gioco al massacro. O forse, solo al profumo.
[di Massimo Righetti]
È un gioco. Un gioco che, nel cinema, facciamo ciclicamente. Si chiama: "rifare Dracula".
Succede. È un rito. Come le stagioni, come la pioggia d'autunno, come un pipistrello al tramonto. A un certo punto, nel cinema, arriva Dracula. E noi, obbedienti, ci mettiamo in fila per vedere cosa diavolo ha combinato stavolta. Compriamo i popcorn, sapendo già tutto, ma fingendo di non sapere.
Perché, vedete, il punto non è mai Dracula. Il punto è un altro.
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| Gary Oldman |
Fine dei giochi. Quello, da allora, è Dracula.
Passano trent'anni. Arriva Luc Besson. E cosa fa, Luc? Prende il romanzo di Stoker? Macché. Prende Coppola. Anzi, prende un pezzo di Coppola. Proprio quell'idea. L'idea della "Love Tale". Proprio quel pezzo lì. La stacca dal resto, la isola. Butta via l'orrore, il gotico, la tensione metafisica. Dichiara candidamente che lui, i film horror, non li ama. Fantastico. È come assumere un macellaio per dirigere un congresso di vegani. Un presupposto magnifico.
E qui inizia il vero spasso. Perché se il Dracula di Coppola ti seduceva con l'eros e il thanatos, con quella sessualità morbosa e oscura, il Dracula di Besson... beh. Il Dracula di Besson usa un profumo.
Avete letto bene. Un. Fottuto. Profumo. Per incantare la gente. Lo immagino, il Conte. Quattrocento anni nel castello. Non a struggersi nell'ombra. No. Passa le serate online, magari su un Amazon per vampiri, a cercare l'essenza giusta. "Mmmh, Gelsomino? No. Patchouli? Troppo anni Settanta. Sangue! Ci vuole una nota di sangue!". Magari lo ordina da un venditore fiorentino, con spedizione notturna, ovviamente. Una utente geniale su mymovies.it ha scritto, giustamente: "e un Dracula profumiere è già da ridere". È una scienza cinematografica bizzarra, meravigliosa.
GUARDA IL TRAILER: DRACULA - L'amore perduto di Luc Besson | Trailer ITA HD
E allora perché? Perché questo divertissement camp e fumettistico? La risposta è quasi romantica, a modo suo. Besson non voleva fare Dracula. Voleva fare un film con Caleb Landry Jones. Si è innamorato (artisticamente, s'intende) di lui dopo Dogman. Ha detto che è un talento che non vedeva "dai tempi di Gary Oldman" — e qui l'ironia fa un doppio salto mortale. Gli ha costruito addosso un giocattolo. Un assolo. E Jones è bravissimo, incredibile, "breathtaking", pieno di struggimento eterno. Ma è solo. Canta in un teatro vuoto, circondato da esecutori inetti e preti svogliati.
Il film è nelle sale italiane dallo scorso weekend, grazie a Lucky Red. E così, mentre si riaccendono le luci, tu sei lì. Hai visto la parrucca di Oldman copiata pari pari, hai visto l'amore che convince Mina in cinque minuti con un carillon, hai visto un'opera che attinge persino a Twilight. E sorridi. Non è rabbia. È pura, cristallina tenerezza.
Coppola usò il cinema per raccontare un mito. Besson, a quanto pare, ha usato un mito per fare del cinema alla Besson. E la domanda, l'unica che conta, resta lì, appesa al neon rosa del suo castello parigino: ma di un Dracula che sa di Chanel N.5, ne sentivamo davvero, intimamente, la mancanza?
Andate a vederlo al Cinema. Poi rispondetemi. Magari la risposta è proprio lì, in fondo al secchiello dei popcorn, quando le luci si riaccendono e il gioco, per stavolta, è finito. fino al prossimo Dracula, ovviamente.
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