Trump: 10,7 milioni dal doc Melania, residual da The View e 86,5 milioni in settlement. La disclosure finanziaria 2025 rivela tutto.
Dal documentario Melania ai settlement da 86,5 milioni contro le major: la disclosure 2025 di Trump è una mappa di interessi con Hollywood vasta quanto irrisolta.
[di Redazione]
Esiste un genere letterario che gli americani chiamano picaresco: la storia del protagonista che attraversa il mondo raccogliendo profitti, avventure e guai con la stessa disinvoltura con cui un turista raccoglie souvenir. Donald Trump è il picaresco vivente dell'industria dell'intrattenimento. La sua disclosure finanziaria annuale, depositata martedì sera e analizzata da The Hollywood Reporter, è un documento di quasi mille pagine che, con un'involontaria grazia dadaista, rivela che il 47° presidente degli Stati Uniti è contemporaneamente azionista, licenziatario, querelante, attore residualista e pensionato SAG di quasi ogni grande compagnia dell'intrattenimento americano. In un mondo sano, questo si chiamerebbe conflitto di interessi. Nell'America del 2026, si chiama "il report di trasparenza finanziaria più completo nella storia presidenziale."
Il documentario Melania da 10,7 milioni di dollari
Il piatto forte è Melania, il documentario sulla First Lady distribuito da Amazon MGM Studios a fine gennaio 2025 (clicca qui per leggere l'approfondimento su Melania). La disclosure rivela un accordo di licenza da 10,7 milioni di dollari legato al film, più 521.000 dollari per il memoir allegato pubblicato da Skyhorse. Si aggiunge un credito da incassare con Amazon MGM Studios tra i 250.001 e i 500.000 dollari, la cui natura esatta rimane ambigua: potrebbe essere ancora legato al film, o ai diritti di The Apprentice, che Amazon MGM possiede e licenzia ai mercati di tutto il mondo. Il documento non chiarisce.
Si stima che Amazon abbia pagato complessivamente circa 40 milioni di dollari per i diritti del film. Che i Trump abbiano incassato circa un quarto di quella somma documenta, quantomeno, come funzionano i contratti hollywoodiani quando la controparte è la casa presidenziale.
Settlement da 86,5 milioni: le cause contro i media come asset finanziario
La disclosure elenca poi i frutti delle battaglie legali di Trump contro i giganti della comunicazione, chiuse con accordi economici la cui somma totale merita una sosta. Trump ha incassato, o meglio, destinato a fondazioni, 16 milioni da ABC, 16 milioni da Paramount, 24,5 milioni da Meta e 22 milioni da YouTube, più 8 milioni da X. I primi tre vanno alla Donald J. Trump Presidential Library Foundation; i 22 milioni di YouTube al Trust for the National Mall.
La somma complessiva è 86,5 milioni di dollari. Per contestualizzare: il budget medio di un cinecomic Marvel si aggira intorno ai 200 milioni. Fare causa ai giganti dell'intrattenimento, per Trump, si è rivelato un business model di tutto rispetto.
Warner Bros. Discovery, Paramount e i conflitti d'interesse che non sono conflitti d'interesse
Qui il documento smette di essere bizzarro e diventa scomodo. Per capire cosa succede bisogna partire dal contesto: a quel punto Paramount stava cercando di acquisire Warner Bros. Discovery, e per farlo aveva lanciato un'OPA, un'Offerta Pubblica di Acquisto, invitando tutti gli azionisti di WBD a venderle le proprie azioni a un prezzo prefissato. Netflix, nel frattempo, aveva firmato un accordo parallelo per comprare WBD per conto proprio: le due offerte erano in concorrenza diretta. La disclosure suggerisce che Trump avesse intenzione di aderire all'OPA di Paramount, cedendole alcune delle sue azioni in Warner Bros. Discovery, tra i 102.000 e i 280.000 dollari di controvalore, su un totale di partecipazioni WBD valutate tra 433.000 e 995.000 dollari. Il problema è uno solo, ed è evidente: mentre valutava se vendere le proprie azioni nell'ambito di quell'operazione, il Dipartimento di Giustizia della sua stessa amministrazione stava decidendo se approvare o bloccare le fusioni in gara, sia quella Netflix-WBD che quella Paramount-WBD.
Partecipare a un'OPA su un asset mentre il tuo governo ne valuta la regolamentazione non è tecnicamente illegale, soprattutto se i fondi sono gestiti da terzi. Trump ha dichiarato ai giornalisti mercoledì mattina di non parlare mai con i gestori del suo denaro. La Casa Bianca ha definito le osservazioni "la stessa, stanca, falsa narrativa che democratici e media legacy ripetono da un decennio."
La vicenda si è comunque risolta senza drammi: Paramount Skydance ha alzato la propria offerta, Netflix si è ritirata, l'OPA è rimasta inutilizzata e le azioni di Trump in WBD sono rimaste nel portafoglio. L'appetito narrativo che questo episodio genera, però, è notevol, indipendentemente dall'esito (leggi le ultime novità sull'affare Paramout-WBD).
I residual da The View e la pensione SAG: il volto più poetico della disclosure
Ed eccoci alla parte più cinematograficamente riuscita dell'intero documento: i residual. Trump incassa i cosiddetti residuals, i compensi che il sistema contrattuale americano garantisce agli attori ogni volta che un'opera in cui sono apparsi viene ritrasmessa o ridistribuita. Da ABC arriva un pagamento per le apparizioni a The View e altri programmi: la disclosure lo definisce de minimis, il che nel gergo dell'Ufficio Etica Governativa americano significa che siamo sotto la soglia minima di rendicontazione di 200 dollari. L'uomo che ha appena incassato 16 milioni da ABC in un settlement riceve dalla stessa rete, per i suoi residuals, una cifra con la quale probabilmente non ci compra neanche un pieno di benzina. Tutto ciò è qualcosa di profondamente, autenticamente trumpiano.
Seguono i de minimis di Warner Bros. per Suddenly Susan e Two Weeks Notice, di Paramount per Spin City, di NBCUniversal per The Associate e The Little Rascals. L'unica voce con un range dichiarato, perché supera la soglia, è quella di Entertainment Partners per Zoolander e Sex & The City: tra 200 e 1.000 dollari.
Il 47° presidente degli Stati Uniti, colui che controlla il Dipartimento di Giustizia, nomina i regolatori dell'industria mediatica e detiene partecipazioni azionarie in Disney, Netflix, Comcast, Fox, Paramount, Warner Bros. Discovery, continua a ricevere la sua piccola bustina mensile di residual dall'era dei camei. C'è qualcosa di malinconicamente autentico in questo: qualunque altra cosa sia diventato, Trump è ancora un attore che aspetta il suo assegno dall'unione.
La pensione SAG ammonta a 77.808 dollari annui. Quella AFTRA a 8.724. Anche i presidenti timbrano il cartellino.
Biglietti VIP, dichiarazioni d'ufficio e quasi mille pagine di trasparenza
I dettagli minori, non meno illuminanti: tra i regali ricevuti figurano biglietti Super Bowl per 50.000 dollari da Gayle Benson (proprietaria dei New Orleans Saints), 25.000 dollari in biglietti US Open da Rolex, più ingressi per Yankees, Mondiali di calcio e NASCAR.
Il portavoce della Trump Organization ha definito la disclosure "una delle relazioni finanziarie più complete mai presentate" nella storia presidenziale, sottolineando le quasi mille pagine come prova di una trasparenza senza pari. Quasi mille pagine. È un numero impressionante. Un romanzo di Tolstoj ne conta circa 1.300, ma almeno Tolstoj non aveva partecipazioni azionarie in tutte le case editrici che lo pubblicavano.
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