Farhadi assolto in via definitiva per "Un eroe": la Corte d'appello di Teheran respinge la richiesta di danni

Corte d'appello di Teheran assolve Asghar Farhadi: respinta la richiesta di danni per il presunto plagio di "Un eroe".

La Sezione 10 chiude dopo cinque anni il contenzioso sul plagio del film premiato a Cannes 2021: nessun risarcimento all'ex allieva del regista iraniano.

[di Redazione]

Asghar Farhadi Photo By: Mansour Jahani

Dopo quasi cinque anni, il caso giudiziario che ha accompagnato Un eroe trova la sua parola definitiva. La Sezione 10 della Corte d'appello della provincia di Teheran, presieduta dal giudice Mohsen Shariati, ha respinto la richiesta di risarcimento danni materiali e morali avanzata contro Asghar Farhadi, due volte premio Oscar per il miglior film in lingua straniera. La sentenza chiude una vertenza che aveva sollevato interrogativi sul confine tra ispirazione documentaria e cronaca condivisa.

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La sentenza della Corte d'appello di Teheran

Il collegio giudicante ha fondato la propria decisione su un principio che va oltre il caso specifico. Nel passaggio più citato del dispositivo, la Corte scrive che "è l'esperienza vissuta e il corso reale di una vita a conferire peso, legittimità e credibilità a un racconto o a un'opera d'arte, non il contrario; un racconto o un'opera non crea l'identità di quella vita". Per illustrare il concetto, i giudici richiamano la figura di Mahatma Gandhi: un film o un libro che ne racconti la parabola sarà sempre letto alla luce di ciò che Gandhi è stato nella storia, non viceversa. L'opera artistica, aggiunge la sentenza, "non crea una vita né le conferisce identità, ma reinterpreta un significato già saldamente stabilito".

L'origine del contenzioso e il documentario di Masihzadeh

La causa era stata avviata nel 2021 da Azadeh Masihzadeh, ex studentessa del workshop tenuto da Farhadi presso il Karnameh Institute di Tehran tra il 2014 e il 2015. La regista sosteneva che la sceneggiatura di Un eroe fosse stata adattata dal suo documentario All Winners, All Losers, completato nel 2019 e distribuito nel circuito dei festival iraniani. Il documentario ricostruisce la vicenda di Mohammad Reza Shokri, un uomo che, durante un permesso dal carcere per debiti, ritrova una borsa contenente monete d'oro e la restituisce al proprietario. La stessa cornice narrativa è alla base del film che nel 2021 ha ottenuto il Grand Prix al Festival di Cannes.

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La linea difensiva e il precedente del 2022

I legali di Farhadi hanno sempre sostenuto che la sceneggiatura di Un eroe nascesse da un fatto di cronaca reale e ampiamente coperto dai media locali. Le somiglianze fra le due opere, secondo la difesa, si spiegano con l'utilizzo di una fonte giornalistica comune, non con un travaso di materiali dal documentario alla sceneggiatura. Il percorso giudiziario era stato accidentato: una prima sentenza aveva dato ragione a Masihzadeh sul piano del diritto d'autore, prima che nel 2024 un'altra pronuncia scagionasse il regista sul versante penale. La decisione della Sezione 10 chiude ora anche il capitolo civile, negando qualsiasi risarcimento all'ex allieva.

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Cosa cambia per il cinema iraniano

Il caso A Hero ha attraversato per un lustro l'immagine internazionale di uno dei registi più celebrati del cinema iraniano contemporaneo, autore di Una separazione (Oscar 2012) e Il cliente (Oscar 2017). La sentenza, oltre a definire la posizione personale di Farhadi, restituisce alla comunità cinematografica un principio giuridico ricorrente nei sistemi di common e civil law: la cronaca appartiene a tutti, e la sua rielaborazione artistica non sottrae né conferisce paternità alla realtà che la ispira.

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