Scopri il programma del Festival di Cannes 2026: i grandi maestri in gara, la clamorosa fuga di Hollywood e l'assenza dell'Italia.
La 79ª edizione del Festival promette maestri e star internazionali, ma le major americane arretrano per paura della critica e l'Italia scompare clamorosamente dai radar della Croisette.
[di Alex M. Salgado]
La settantanovesima edizione del Festival di Cannes, in programma dal 12 al 23 maggio 2026, si delinea all'orizzonte come un crocevia cruciale per la settima arte. La presidente Iris Knobloch ha orgogliosamente definito la kermesse una "pietra miliare nell'uragano", rivendicando la necessità umana di sognare in tempi di grande incertezza globale. In un panorama industriale scosso dai cambiamenti tecnologici, i vertici del festival hanno inoltre posto un argine fiero e inequivocabile contro l'ingerenza dell'intelligenza artificiale generativa; la tecnologia sa "imitare benissimo, ma non saprà mai come sentire".
Sfogliando il densissimo programma annunciato a Parigi dal direttore artistico Thierry Frémaux, emerge un panorama d'autore di altissimo livello, dominato da cineasti acclamati e affiancati da un nutrito parterre di stelle. Sulla Croisette sbarcheranno maestri indiscussi del calibro di Pedro Almodóvar con Bitter Christmas, Asghar Farhadi con Parallel Tales, Hirokazu Kore-eda con Sheep in the Box e Cristian Mungiu con Fjord, tutti pronti a contendersi l'ambita Palma d'Oro sotto la supervisione del presidente di giuria Park Chan-wook. I tappeti rossi brilleranno di luce propria grazie alle interpretazioni di talenti del calibro di Rami Malek in The Man I Love di Ira Sachs, l'unico cineasta statunitense a competere per il premio principale, oltre a icone come Isabelle Huppert, Javier Bardem, Sebastian Stan e Sandra Hüller. Fuori dalla competizione ufficiale, l'attesa febbrile cresce inesorabilmente per il debutto alla regia di John Travolta con Propeller One-Way Night Coach, per le indagini documentaristiche di Steven Soderbergh e Ron Howard, e per il tributo alla carriera riservato a leggende come Peter Jackson e Barbra Streisand.
Dietro l'abbagliante sfavillio di questa proposta autoriale, cova tuttavia un'assenza assordante: le mastodontiche produzioni di Hollywood sembrano aver definitivamente voltato le spalle alla Riviera francese. Frémaux ha ammesso con pragmatismo che quando i grandi studios arretrano a Cannes, arretrano su tutta la linea, confermando un gelo innegabile rispetto alle scorse annate esaltate da colossali blockbuster. Il fondato timore di finire nel tritacarne delle spietate critiche festivaliere pare aver spinto le major verso porti commerciali più sicuri, demandando a solide etichette indipendenti come Neon e Mubi l'arduo compito di sorreggere il mercato di prima fascia.
Nel nostro ruolo di osservatori critici, ci duole constatare un'ulteriore, gravissima defezione esaminando minuziosamente la selezione ufficiale: l'assoluta e desolante assenza di opere italiane. A fronte di una mole sbalorditiva di oltre duemilacinquecento lungometraggi sottoposti alla commissione, la nostra cinematografia nazionale risulta inspiegabilmente esclusa dalle vetrine parigine di maggior prestigio. Questo scenario delinea un campanello d'allarme inequivocabile, un fatto che impone una severa autoanalisi sullo stato di salute della nostra filiera e sulla sua effettiva competitività oltre confine. Il cinema globale parlerà innumerevoli lingue al Palais des Festivals, celebrando la creatività fin dalle prime sequenze dell'opera di apertura The Electric Kiss di Pierre Salvadori, eppure l'accento tricolore resterà colpevolmente muto.
I Film del Festival
CONCORSO
Minotaur, Andrey Zvyagintsev
The Beloved, Rodrigo Sorogoyen
The Man I Love, Ira Sachs
Fatherland, Paweł Pawlikowski
Moulin, László Nemes
The Birthday Party, Léa Mysius
Fjord, Cristian Mungiu
Notre Salut, Emmanuel Marre
Gentle Monster, Marie Kreutzer
Nagi Notes, Hiroshi Fukada
Hope, Na Hong-jin
Sheep in the Box, Hirokazu Kore-eda
The Unknown, Arthur Harari
All of a Sudden, Ryûsuke Hamaguchi
The Dreamed Adventure, Valeska Grisebach
Another Day, Jeanne Herry
Coward, Lukas Dhont
The Black Ball, Javier Ambrossi and Javier Calvo
A Woman’s Life, Charline Bourgeois-Taquet
Parallel Tales, Asghar Farhadi
Bitter Christmas, Pedro Almodóvar
UN CERTAIN REGARD
All the Lovers in the Night, Yukiko Sode
Teenage Sex and Death at Camp Miasma, Jane Schoenbrun
Everytime, Sandra Wollner
Club Kid, Jordan Firstman
I’ll Be Gone in June, Katharina Rivilis
Yesterday the Eye Didn’t Sleep, Rakan Mayasi
The Meltdown, Manuela Martelli
Elephants in the Fog, Abinash Bikram Shah
Iron Boy, Louis Clichy
Ben’imana, Marie-Clémentine Dusabejambo
Congo Boy, Rafiki Fariala
Uļa, Viesturs Kairišs
Strawberries, Laïla Marrakchi
Forever Your Maternal Animal, Valentina Maurel
Words of Love, Rudi Rosenberg
SPECIAL SCREENINGS
John Lennon: The Last Interview, Steven Soderbergh
Avedon, Ron Howard
Les Survivants du Che, Christophe Réveille
Les Matins Merveilleux, Avril Besson
Rehearsals for a Revolution, Pegah Ahangarani
L’affaire Marie-Claire, Lauriane Escaffre and Yvo Muller
Cantona, David Tryhorn and Ben Nicholas
CANNES PREMIERE
Visitation, Volker Schlöndorff
Propeller One-Way Night Coach, John Travolta
Kokurojo: The Samurai and the Prisoner, Kiyoshi Kurosawa
The Third Night, Daniel Auteuil
The Match, Juan Cabral and Santiago Franco
MIDNIGHT SCREENINGS
Sanguine, Marion Le Coroller
Jim Queen, Marco Nguyen and Nicolas Athane
Colony, Yeon Sang-ho
Roma Elastica, Bertrand Mandico
Full Phil, Quentin Dupieux
FUORI CONCORSO
Her Private Hell, Nicolas Winding Refn
L’Abandon, Vincent Garenq
L’objet du délit, Agnès Jaoui
La bataille de Gaulle: L’âge de fer, Antonin Baudry
Karma, Guillaume Canet
The Electric Kiss, Pierre Salvadori – opening film
Diamond, Andy Garcia
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