Tricia Tuttle resta alla guida della Berlinale. Il consiglio difende l'indipendenza del festival dopo l'appello di 2500 professionisti del cinema.
Dopo l'appello di 2500 professionisti e dei grandi direttori internazionali, il consiglio di sorveglianza respinge le ingerenze politiche e rinnova la fiducia alla direttrice.
[di Redazione]
Il 26 febbraio avevamo dato voce a un'industria cinematografica in fermento, mobilitata in massa per difendere l'autonomia della Berlinale e la sua direttrice Tricia Tuttle. Un'ondata di solidarietà senza precedenti si era sollevata contro le pressioni politiche, culminata in una formidabile lettera aperta firmata alla fine da duemilacinquecento professionisti del settore, tra cui spiccavano i nomi di Sean Baker, Kleber Mendonça Filho e Nancy Spielberg. A questo coro si era unito un compatto fronte di direttori di festival internazionali, da Thierry Frémaux di Cannes a Cameron Bailey di Toronto, passando per i vertici di Rotterdam, San Sebastian e Locarno.
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Oggi, quell'appello corale ha trovato la sua risoluzione istituzionale: Tricia Tuttle resta saldamente alla guida del Festival Internazionale del Cinema di Berlino.
La conferma ufficiale è giunta al termine della riunione del consiglio di sorveglianza mercoledì scorso. I vertici della manifestazione hanno voluto ribadire con vigore «l'importanza dell'indipendenza del nostro lavoro», respingendo al mittente le speculazioni circolate insistentemente sulla stampa. Il tabloid conservatore tedesco Bild aveva condotto una serrata campagna per la rimozione della direttrice, iniziata all'indomani della cerimonia di premiazione del 21 febbraio, segnata da alcune dichiarazioni pro-Palestina pronunciate dal palco da registi come Abdallah Al-Khatib. Le indiscrezioni mediatiche suggerivano l'imposizione di un rigido codice di condotta vincolante per arginare l'antisemitismo quale requisito essenziale per la permanenza della Tuttle.
La Berlinale ha smentito categoricamente tale ricostruzione. Il consiglio di sorveglianza (KBB) ha chiarito di aver formulato delle raccomandazioni piuttosto che condizioni legate al rinnovo del mandato della direttrice, la cui valutazione e implementazione spetteranno interamente all'organizzazione del festival. Tra i suggerimenti proposti figurano la creazione di un forum consultivo e lo sviluppo di un codice di condotta generale, riaffermando al contempo il proprio fermo impegno nel combattere l'antisemitismo e nel proteggere e promuovere le prospettive ebraiche.
A chiudere definitivamente la questione è giunto il solido endorsement istituzionale nei confronti dell'operato della direttrice: «Tricia Tuttle ha tracciato con energia la rotta della Berlinale negli ultimi mesi, guidandola fuori da una crisi che incombeva da tempo. La ringrazio per la sua disponibilità a proseguire su questa strada». L'indipendenza autoriale e gestionale ha saputo resistere alle ingerenze esterne, restituendo al cinema il suo spazio primario e vitale fatto di dialogo, insopprimibile complessità e libertà espressiva.
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