Scacco matto all’Antitrust? Netflix firma un assegno da 7 miliardi a Sony per blindare l'affare Warner
Netflix firma un deal da $7 miliardi con Sony Pictures per i diritti globali Pay-1. Una mossa strategica mentre prosegue la scalata a Warner Bros.
Mentre l'attenzione del mondo è fissa sulla guerra per Warner Bros., Reed Hastings e Ted Sarandos compiono una manovra laterale da manuale: un accordo globale con Sony Pictures che potrebbe essere la chiave per disinnescare i regolatori.
[di Alex M. Salgado]
Mentre gli avvocati di Paramount e Warner Bros. affilano le lame in Delaware per una battaglia che promette di essere sanguinosa, Netflix ha deciso di guardare altrove, compiendo una mossa silenziosa ma dal peso specifico colossale. Secondo quanto riportato da Deadline, il gigante dello streaming ha appena chiuso un accordo storico con Sony Pictures Entertainment: una partnership di licenza Pay-1 globale del valore di oltre 7 miliardi di dollari.
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Questa intesa non è semplicemente l'acquisto di qualche film di successo per rimpolpare il catalogo. Rappresenta una sofisticata polizza assicurativa istituzionale. L'accordo, che estende e amplifica una partnership iniziata nel 2021, garantisce a Netflix i diritti esclusivi di prima visione (Pay-1) sui film Sony in tutto il mondo, dopo il loro passaggio nelle sale cinematografiche e nell'home entertainment. Stiamo parlando di titoli pesanti: dai futuri capitoli di Spider-Man (Beyond the Spider-Verse) al live-action di The Legend of Zelda, fino all'ambizioso quartetto di film sui Beatles diretti da Sam Mendes.
I dettagli tecnici rivelano la portata dell'investimento. Il nuovo contratto entrerà in vigore gradualmente, con una piena operatività globale prevista tra il 2029 e il 2032. Le fonti indicano che il listino prezzi per i titoli Sony è aumentato del 40% rispetto al precedente accordo, una cifra che testimonia la fame di Netflix per contenuti di terze parti di alto profilo. Sony, l'unico tra i grandi studi storici a non aver lanciato una propria piattaforma streaming generalista, consolida così il suo ruolo di "mercante d'armi" neutrale di Hollywood, vendendo le sue munizioni al miglior offerente mentre gli altri si svenano per costruire giardini recintati.
Tuttavia, la vera notizia si legge tra le righe. Questo accordo arriva in un momento critico, proprio mentre Netflix cerca di finalizzare l'acquisizione degli asset di Warner Bros. Discovery. I regolatori antitrust, sia a Washington che a Bruxelles, osservano con sospetto la creazione di un monopolio dello streaming. Firmando questo assegno da 7 miliardi a un concorrente esterno come Sony, Netflix invia un messaggio politico cristallino: la piattaforma rimane aperta. L'acquisizione di Warner non chiuderà il mercato; al contrario, Netflix continuerà a essere un acquirente vorace e un partner essenziale per gli altri studi.
La strategia è sottile. Acquisendo Warner Bros., Netflix ottiene il controllo totale su Harry Potter e la DC. Stringendo questo patto con Sony, si assicura Spider-Man e Jumanji. Di fatto, Sarandos sta costruendo un'offerta onnicomprensiva che rende difficile per chiunque altro competere, ma lo fa utilizzando strumenti contrattuali (le licenze) che l'Antitrust fatica a colpire con la stessa durezza delle fusioni aziendali.
Lauren Smith, VP di Netflix, ha celebrato l'accordo parlando di "valore incredibile" per gli abbonati, mentre Paul Littmann di Sony ha sottolineato l'indipendenza del suo studio. Ma dietro i comunicati stampa patinati si nasconde una realtà industriale precisa: Netflix sta usando la sua immensa liquidità per ridisegnare la mappa di Hollywood, rendendosi indispensabile sia come produttore che come distributore, e rendendo la vita molto difficile a chiunque cerchi di arginare la sua ascesa con carte bollate e obiezioni sulla concorrenza.
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