Il 22, 23 e 24 gennaio 2026 arriva al cinema MEGADETH: BEHIND THE MASK. L'addio di Dave Mustaine e l'ascolto in anteprima dell'ultimo album.
Tre notti di delirio cinematografico per dire addio ai padri del Thrash. Tra confessioni inedite e il volume a palla del nuovo (e ultimo) album.
[di Sean Dags]
C'è un tipo particolare di elettricità nell'aria quando sai che la fine è vicina. Non quella fine deprimente e silenziosa, ma quella che esplode come un amplificatore Marshall spinto a undici, pronto a fondersi in una gloria di feedback e scintille. Siamo sul precipizio di un evento storico e la Nexo Studios ha deciso di darci le chiavi del manicomio per tre notti di pura follia metallica. Preparatevi, perché il 22, 23 e 24 gennaio 2026 i cinema italiani diventeranno templi del culto di Dave Mustaine con MEGADETH: BEHIND THE MASK.
Sì, avete capito bene. Mentre il resto del mondo aspetta il 23 gennaio per ascoltare il disco d'addio su qualche piattaforma streaming compressa, noi saremo lì, nel buio della sala, a farci prendere a calci nel petto dalle frequenze basse di un impianto cinematografico. Mustaine ha deciso di chiudere il cerchio e lo fa con lo stile di chi non ha più nulla da perdere e tutto da rivendicare. Sentiremo in anteprima assoluta l'intero album omonimo, Megadeth, traccia per traccia, narrato dalla voce roca di chi è sopravvissuto a tutto: eccessi, tradimenti, malattie e mode passeggere.
Il vero colpo al cuore per noi veterani della fossa? La resurrezione di Ride The Lightning. Mustaine ha ripreso quel classico, quel pezzo di storia che aveva co-scritto prima di essere cacciato dai Metallica, e lo ha registrato di nuovo. È un atto di appropriazione culturale personale, un dito medio alzato con eleganza verso il passato, un modo per dire: "Questa roba era mia, ed è così che doveva suonare". Sentire quella traccia, risuonata dalla formazione finale con Teemu Mäntysaari e James LoMenzo, sarà come vedere un pistolero stanco che sfodera la colt per l'ultimo duello al tramonto.
Uscirete dalla sala con le orecchie che fischiano e la strana consapevolezza di aver assistito alla fine di un'era geologica della musica pesante. I Megadeth se ne vanno, ma lo fanno lasciando un cratere fumante. E noi saremo lì a guardare le fiamme.
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