Elio Germano e Maria Chiara Giannetta nella commedia di Luchetti, su Netflix dal 29 ottobre: la recensione di Noi, un po’ meglio.
Elio Germano e Maria Chiara Giannetta sono una coppia che tiene insieme le proprie differenze a forza di trattative, finché il percorso dell’adozione non mette tutto in discussione.
[di Fabio Massimo Tufarelli]
Ogni tanto il cinema italiano riesce ancora a sorprenderci con qualcosa di apparentemente semplice: il ritorno a una commedia ben scritta, capace di far ridere ed emozionare con le grandi contraddizioni. Presentato in anteprima fuori concorso nella sezione Grand Public della 21ª Festa del Cinema di Roma, Noi, un po’ meglio segna il ritorno di Daniele Luchetti alla commedia sentimentale, con Elio Germano e Maria Chiara Giannetta nei ruoli dei protagonisti. Luchetti ritrova questa misura raccontando la complessità dei rapporti umani attraverso le piccole contraddizioni della vita quotidiana, dove anche le decisioni più importanti finiscono per essere discusse tra una battuta, un litigio e un momento di tenerezza.
Come nasce e regge una coppia sbilanciata
Simone (Elio Germano) è un vigile del fuoco, Lucia (Maria Chiara Giannetta) una donna indipendente, poco incline alle convenzioni e soprattutto all’idea di diventare madre. Si incontrano in circostanze piuttosto insolite, quando lui la soccorre dopo un incidente automobilistico. Da quel momento nasce una relazione che, nonostante le profonde differenze caratteriali, trova il proprio equilibrio in una continua contrattazione. Simone desidera costruire una famiglia, Lucia è molto meno convinta. Quando i due decidono di intraprendere il percorso dell’adozione, le loro certezze iniziano inevitabilmente a vacillare.
Il percorso che mette la coppia alla prova
Luchetti, insieme agli sceneggiatori Enrico Audenino, Davide Lantieri e Serena Patrignanelli, costruisce un racconto che ha il merito di non trasformare la genitorialità in una questione esclusivamente morale. Al centro non c’è soltanto il desiderio di avere un figlio, ma tutto ciò che questo comporta per due individui chiamati a confrontarsi con le proprie fragilità, con il passato e con un futuro che improvvisamente smette di appartenere soltanto a loro. Il percorso burocratico dell’adozione diventa così anche un’occasione per mettere a nudo le contraddizioni di una coppia, senza che il film perda mai la propria leggerezza.
Parole che suonano vere
A funzionare è soprattutto la scrittura dei dialoghi, che restituisce una naturalezza sempre più rara nella commedia italiana contemporanea. Le discussioni tra Simone e Lucia non sembrano costruite per strappare necessariamente una risata, ma nascono dalle loro differenze, da quel modo tutto personale di volersi bene senza riuscire sempre a comprendersi. È proprio qui che Luchetti trova la dimensione più riuscita del film, lasciando convivere comicità e malinconia senza che l’una finisca per soffocare l’altra. Fondamentale, naturalmente, il contributo dei due interpreti. Elio Germano conferma la propria straordinaria capacità di rendere credibili anche le più piccole sfumature emotive, passando dalla goffaggine alla commozione con naturalezza. Al suo fianco, Maria Chiara Giannetta è una rivelazione: offre una prova altrettanto convincente, dando vita a una Lucia energica, contraddittoria e profondamente umana. Tra i due si stabilisce un’intesa che costituisce il vero motore del racconto, capace di sostenere tanto i momenti più divertenti quanto quelli maggiormente drammatici.
Uno sguardo più indulgente del solito
Dopo le tensioni familiari di Lacci (2020) e le inquietudini di Confidenza (2024), Luchetti sembra voler concedere ai propri personaggi una possibilità diversa. Non rinuncia a raccontarne le debolezze, né pretende di risolvere le difficoltà della vita attraverso una facile riconciliazione, ma sceglie di osservarli con una tenerezza che non scivola mai nel sentimentalismo gratuito.
Una fiducia che il cinema italiano aveva smarrito
Noi, un po’ meglio è dunque una commedia attualissima, che funziona proprio perché non pretende di essere altro. Un film che torna a fidarsi della forza di una buona storia, dei suoi interpreti e soprattutto della capacità dello spettatore di riconoscersi nelle imperfezioni altrui.
Noi, un po’ meglio è prodotto da Lucky Red. Accanto a Elio Germano e Maria Chiara Giannetta recitano Anna Bonaiuto, Ilaria Spada, Caterina Guzzanti, Dajana Roncione, Jacopo Olmo Antinori, Francesca Romana De Martini e Filippo Nigro. È disponibile su Netflix dal 29 ottobre.
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