Box office Italia: Minions & Monsters primo in Italia, ma il franchise segna il record negativo negli USA
Minions & Monsters primo al box office Italia con 2,23 milioni. Negli USA è il peggior debutto del franchise. Film italiani invisibili.
Il settimo film della saga Illumination conquista la vetta a Roma e nel mondo, ma in Nord America registra il peggior debutto in 16 anni. Cinema italiano assente dalla top ten.
[di Redazione]
Il weekend Cinetel del 2-5 luglio consegna la vetta della classifica italiana a Minions & Monsters (Universal), al debutto con 2,23 milioni di euro e 281mila presenze in 574 cinema, per una media copia di 3.896 euro. Contando dal mercoledì di uscita il totale sale a 2,79 milioni di euro e 356mila presenze: un esordio solido per il mercato italiano, dove il franchise Illumination ha storicamente mantenuto una presa forte sul pubblico familiare.
Al secondo posto tiene Toy Story 5 (Disney), con 821mila euro e 104mila presenze nel weekend e un cumulato che raggiunge 7,33 milioni di euro e 1,06 milioni di spettatori. Terzo Disclosure Day (Universal) di Steven Spielberg, con 274mila euro nel fine settimana e un totale di 4,52 milioni di euro. Quarta posizione per Supergirl (Warner Bros.), 230mila euro e un cumulato di 1,06 milioni, seguito da Obsession (Universal) con 141mila euro e un totale che dopo otto weekend raggiunge 4,94 milioni di euro e 642mila presenze.
Completano la classifica Backrooms (I Wonder) al sesto posto con 126mila euro e 4,83 milioni complessivi, Scary Movie (Eagle) al settimo con 65mila euro e 4,08 milioni cumulati, e Michael (Universal) che all'undicesimo weekend raccoglie ancora 42mila euro portando il suo totale a 25,47 milioni di euro e 3,17 milioni di spettatori. Chiudono la top ten Cos'è l'amore (Medusa/Movies Inspired), commedia francese di Fabien Gorgeart con 29mila euro, e Il Diavolo veste Prada 2 (Disney) a 19mila euro su un cumulato di 31,95 milioni.
L'incasso complessivo del weekend si attesta a 4,46 milioni di euro per 575mila presenze, in crescita del 13% rispetto al fine settimana precedente ma in calo del 26,70% rispetto allo stesso periodo del 2025, quando debuttava Jurassic World: La rinascita con 3,32 milioni di euro, affiancato da F1 con 898mila euro.
I numeri di giugno e il quadro dell'anno: incassi in crescita, spettatori in lieve flessione
I dati del mese di giugno confermano un andamento disomogeneo. Gli incassi si sono attestati a 31,29 milioni di euro, in crescita del 5,8% rispetto al giugno 2025 ma in calo del 29,8% sul 2024 e in progresso del 28,9% rispetto alla media del triennio 2017-2019. Gli spettatori, però, raccontano una storia leggermente diversa: 4,37 milioni, in flessione del 2,69% sul 2025 e del 32,16% sul 2024, ma ancora in progresso del 15,7% sulla media pre-pandemia. Il dato suggerisce un aumento del prezzo medio del biglietto a fronte di un pubblico che non cresce.
Sul fronte delle quote di mercato, il prodotto statunitense domina con il 52,3% delle presenze pur rappresentando solo il 26,6% dei titoli distribuiti. L'Italia e le coproduzioni italiane si attestano al 30,3% delle presenze con il 33,6% dei film. Seguono Inghilterra (7,1%), Francia (2,7%) e Corea del Sud (1,1%). Tra i distributori, Disney guida con il 19,5% delle presenze, seguita da Universal (18,4%) e Medusa (14,3%).
Il peggior debutto in sedici anni di franchise: Minions & Monsters delude l'America
Se i numeri italiani raccontano un debutto discreto, quelli nordamericani hanno un tono completamente diverso. Minions & Monsters ha aperto al primo posto nel weekend del 4 luglio con 36,4 milioni di dollari in 4.243 cinema, per una media copia di 8.579 dollari. Contando dal mercoledì, il totale domestico a cinque giorni è di 61,4 milioni. È il peggior risultato di apertura nei sedici anni e sette film del franchise Cattivissimo Me/Minions, inferiore persino al debutto del primo Cattivissimo Me nel 2010, che aveva raccolto 56,3 milioni in tre giorni senza aggiustamento per l'inflazione.
Il confronto con i precedenti capitoli è impietoso. Cattivissimo Me 4, uscito nello stesso slot festivo nel 2024, aveva debuttato con 122,6 milioni di dollari nei cinque giorni. Minions: Come Gru diventa cattivissimo nel 2022 ne aveva raccolti 123 milioni. Universal puntava a 80 milioni nel periodo esteso del 4 luglio: il risultato effettivo è rimasto oltre 18 milioni sotto quella soglia.
Il dato più controintuitivo riguarda la ricezione critica. Minions & Monsters ha ottenuto il 91% su Rotten Tomatoes, il miglior punteggio della storia Illumination. Eppure il gradimento del pubblico racconta un'altra storia. L'ipotesi circolata tra gli analisti è che il film, ambientato nella Hollywood degli anni Venti e costruito come omaggio al cinema muto, risulti troppo sofisticato per il target familiare che ha reso il franchise un colosso commerciale. Evidentemente, sette film in sedici anni sono più di quanto qualsiasi franchise di animazione abbia mai tentato, e il pubblico comincia a mostrare segni di stanchezza.
Nel complesso i primi dieci film della classifica USA hanno incassato 117 milioni di dollari, in calo del 20,9% sul weekend precedente, del 23,1% sul 2025 e del 22,7% sul 2024.
I mercati internazionali salvano i conti del weekend
Il bilancio cambia radicalmente guardando fuori dai confini nordamericani. In 71 territori, Minions & Monsters ha raccolto 85 milioni di dollari nel weekend, portando il totale internazionale a 98,4 milioni. Sommato al dato domestico, il cumulato mondiale raggiunge circa 159,8 milioni di dollari.
Sul piano economico, il film è tutt'altro che in difficoltà. Il budget di produzione ammonta a 85 milioni di dollari, sensibilmente inferiore ai 100 milioni dei capitoli precedenti e un terzo del costo di Toy Story 5 (250 milioni). Con quasi 160 milioni già incassati nel mondo, il ritorno in positivo è una questione di poche settimane, a cui si aggiungeranno le entrate dal merchandising, storicamente molto rilevante per il franchise.
Cinema italiano assente dalla top ten: Cinema Revolution non basta senza prodotto
Il dato più significativo per il mercato italiano, al di là dei numeri dei blockbuster, riguarda l'assenza pressoché totale del cinema nazionale dalla classifica. Nessun film italiano figura nella top ten del weekend. L'unico titolo italiano è Separazioni di Stefano Chiantini (Fandango), dramma in bianco e nero con Barbora Bobulova e Adriano Giannini presentato al Torino Film Festival, che debutta al 18° posto con appena 13mila euro in 36 cinema e una media di 359 euro per sala. Da segnalare anche il rientro in sala di After Life di Hirokazu Kore-eda (Bim), che in sette giorni di programmazione raggiunge quasi 7mila euro con una media weekend di 767 euro su 9 schermi.
La campagna Cinema Revolution, attiva dal 19 giugno e valida fino al 20 settembre con biglietti a 3,50 euro per tutti i film italiani ed europei, è in pieno svolgimento. Ma l'incentivo al prezzo non può compensare la rarefazione dell'offerta. I film europei presenti in classifica, come la commedia francese Cos'è l'amore e il dramma Love Letters, rientrano nel perimetro dell'iniziativa, ma i loro risultati restano marginali. Separazioni è un film d'autore concepito per un pubblico di nicchia, non un titolo in grado di testare la capacità della campagna di attrarre spettatori. Nel periodo estivo, la produzione nazionale cede strutturalmente il passo ai blockbuster americani, e Cinema Revolution, pur meritoria nella sua funzione di stimolo alla domanda, si trova a promuovere un'offerta che semplicemente non c'è. Il problema, in altri termini, non è il biglietto a 3,50 euro: è la mancanza di film italiani con la distribuzione e il richiamo necessari a riempire le sale in estate.
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