Ai Musei Vaticani al via il restauro quinquennale della Loggia di Raffaello: 1.300 mq, laser, 5,5 milioni di dollari.
WMF e Stephen A. Schwarzman Foundation finanziano l'intervento con 5,5 milioni. Venti restauratori, laser e 1.300 metri quadri di decorazioni rinascimentali.
[di Mina Jane]
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| Vista della Seconda Loggia (Copyright © Governatorato SCV – Direzione dei Musei) |
Dopo oltre mezzo secolo dall'ultimo intervento parziale, i Musei Vaticani avviano il restauro più ambizioso mai intrapreso sulla Loggia di Raffaello: cinque anni di lavori sull'ala ovest della Seconda Loggia del Palazzo Apostolico, finanziati con 5,5 milioni di dollari dal World Monuments Fund (WMF) grazie al sostegno della Stephen A. Schwarzman Foundation. Il progetto, presentato dalla Direttrice Barbara Jatta alla Galleria Lapidaria dei Musei Vaticani, non si limita al recupero conservativo di 1.300 metri quadri di decorazioni cinquecentesche: comprende un programma formativo internazionale e un piano di documentazione digitale rivolto al grande pubblico.
La Loggia di Raffaello: storia e stato di conservazione
Progettata dall'Urbinate e decorata tra il 1517 e il 1519 dagli allievi della sua bottega per papa Leone X de' Medici (1513-1521), la Seconda Loggia fu da subito riconosciuta come una delle più alte espressioni del Rinascimento applicato all'architettura. Il corridoio è lungo 65 metri e largo 4, suddiviso in tredici campate: le prime dodici ospitano cicli pittorici tratti dall'Antico Testamento, l'ultima è dedicata al Nuovo. Giulio Romano fu responsabile delle scene bibliche sulle volte; Giovanni da Udine degli elementi botanici, delle grottesche e degli stucchi all'antica; alcune grottesche sono attribuite a Perin del Vaga.
Lo stato conservativo attuale è il risultato di cinque secoli di storia e di un intervento ottocentesco rivelatosi, nel lungo periodo, controproducente. Tra il 1813 e il 1814, sotto la supervisione di Antonio Canova, le arcate del lato est della Loggia furono chiuse con vetrate: una misura che, pur proteggendo lo spazio dalle intemperie, impedì il naturale ricambio d'aria e favorì la stagnazione dell'umidità proveniente dal piano superiore. A complicare la situazione è la straordinaria varietà delle tecniche decorative presenti: le grottesche, realizzate a secco su stucco romano, richiedono un approccio conservativo radicalmente diverso rispetto ai festoni e ai fondi in azzurrite, eseguiti con finiture a tempera o a calce su basi ad affresco.
La tecnologia laser e il cantiere pilota
Prima di avviare il restauro su scala complessiva, i Musei Vaticani hanno condotto un cantiere pilota sulla sesta campata, articolato in due fasi: da gennaio 2019 a settembre 2020 e da gennaio 2023 a dicembre 2024. Le conclusioni hanno orientato verso una pulitura a secco, per tutelare le delicate stesure originali dai rischi legati a qualsiasi procedura per via chimica.
"L'osservazione della superficie ha evidenziato la necessità di adottare una metodologia di pulitura a secco", spiega Paolo Violini, capo restauratore del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali Lignei dei Musei Vaticani. "A questa esigenza ha risposto egregiamente la tecnologia laser. Dopo una serie di test con diverse tipologie e modalità operative, si è scelto un modello "a fibra attiva", molto versatile nella gestione del livello di pulitura, che consente un controllo accurato e dettagliato."
Il cantiere: venti restauratori per 1.300 metri quadri
L'intervento sarà condotto da un'équipe di oltre venti restauratori dei Musei Vaticani in stretta sinergia con la Direzione dei Musei, il Reparto per l'Arte dei secoli XV-XVI, il Gabinetto di Ricerche Scientifiche e l'Ufficio del Conservatore. La superficie decorata da trattare ammonta a circa 1.300 metri quadri. A completamento del restauro, i Patrons of the Arts in the Vatican Museums, sostenitori dei Musei Vaticani da oltre quarant'anni, finanzieranno l'installazione di un nuovo impianto di illuminazione e di nuove vetrate filtranti, capaci di bloccare i raggi ultravioletti e ridurre il calore in ingresso senza compromettere la qualità ottica ed estetica degli spazi.
"Legacy of Raphael: The Vatican and Beyond"
Il restauro dell'ala ovest rientra in un programma più ampio promosso dal WMF: "Legacy of Raphael: The Vatican and Beyond", finanziato dalla Stephen A. Schwarzman Foundation con una donazione complessiva di 14,275 milioni di dollari. Il programma comprende, oltre al restauro, un piano di documentazione digitale per il grande pubblico e un programma formativo sulla conservazione delle pitture murali rivolto a professionisti del patrimonio culturale provenienti da tutto il mondo, con attività pianificate sia in Vaticano sia alla Villa Imperiale di Pesaro.
"La Loggia di Raffaello è uno dei complessi artistici più importanti e più delicati al mondo", ha dichiarato Bénédicte de Montlaur, Presidente e CEO del WMF. "Il WMF vuole condividere con il mondo questa straordinaria eredità attraverso un innovativo intervento di conservazione, una vasta attività di documentazione e un programma formativo per professionisti del patrimonio provenienti da tutto il mondo."
Stephen A. Schwarzman, Presidente della fondazione, ha sottolineato il valore duraturo dell'investimento in competenze: "La formazione di queste competenze rappresenta uno degli investimenti più duraturi che possiamo compiere per il nostro patrimonio culturale comune."
L'ambizione del programma va oltre la sola conservazione del monumento: accanto all'intervento diretto sulla Loggia, il progetto punta a formare una generazione di conservatori specializzati nelle metodologie scientifiche più avanzate e a costruire un archivio metodologico e digitale condivisibile. Il risultato atteso non è solo una Loggia restituita alla sua leggibilità originaria, ma un modello operativo che potrà essere applicato ad altri contesti del patrimonio mondiale.
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