How to Feed the Planet al Cinema Azzurro Scipioni: il 23 giugno il documentario di De Augustinis a Roma
Martedì 23 giugno al Cinema Azzurro Scipioni la proiezione di How to Feed the Planet con il regista Francesco De Augustinis.
Un'inchiesta giornalistica globale su cibo, conflitti e sostenibilità. Dialogo in sala con Slow Food Roma e Green&Blue di Repubblica.
[di Redazione]
How to Feed the Planet (Come nutrire il Pianeta), il documentario di Francesco De Augustinis, arriva al Cinema Azzurro Scipioni di Roma martedì 23 giugno con una proiezione speciale e dibattito in sala. L'appuntamento è alle ore 21 in via degli Scipioni 82 (Metro A – Ottaviano): al termine del film, il regista dialogherà con Paolo Venezia di Slow Food Roma e con il giornalista Marino Midena di Green&Blue, il supplemento ambientale di Repubblica.
Un'inchiesta giornalistica da 73 minuti sui sistemi alimentari globali
Produzione indipendente One Earth Doc, distribuito da Nfilm e già in sala dal 26 maggio, How to Feed the Planet pone una domanda scomoda: come garantire cibo a quasi 10 miliardi di persone nel 2050 quando le risorse naturali sono già sotto pressione per l'attività umana? De Augustinis non risponde con proiezioni demografiche o grafici, ma con un'indagine che attraversa continenti e sistemi produttivi: dal Cilento all'Argentina, dall'Ucraina al bacino del fiume Congo, il film ricostruisce come diete, lobby agroalimentari e conflitti armati siano parte della stessa equazione.
La dieta mediterranea come strumento di marketing
Uno dei nuclei più discussi del documentario riguarda la dieta mediterranea. Non quella teorizzata dallo scienziato Ancel Keys nel secondo dopoguerra, ma la versione che ne è derivata con l'industrializzazione della produzione alimentare. De Augustinis sostiene che il modello sia stato progressivamente svuotato del suo significato originario, ridotto a un marchio capace di influenzare esportazioni e normative europee più nell'interesse economico che in quello ambientale e sanitario. Il viaggio parte proprio dal Cilento, per risalire alle origini del concetto, e arriva fino a Boston, dove i principi della dieta mediterranea originale hanno trovato una nuova declinazione scientifica.
Dal grano dell'Ucraina al Congo: il cibo come posta geopolitica
Il film porta sullo schermo una lettura dei conflitti contemporanei che raramente entra nel dibattito mainstream: molte delle crisi più acute degli ultimi anni non si combattono solo per il controllo di petrolio o minerali, ma anche, e sempre di più, per l'accaparramento di terre agricole e risorse idriche. L'Ucraina, diventata nel giro di pochi anni il principale granaio europeo, ne è l'esempio più evidente. Ma anche la Repubblica Democratica del Congo offre un caso emblematico: le comunità rurali si trovano a fare i conti con l'avanzata dell'agribusiness internazionale in un Paese che figura ogni anno ai vertici delle classifiche delle crisi alimentari globali.
Il capitolo finale del progetto One Earth
How to Feed the Planet chiude il ciclo documentaristico avviato da De Augustinis nel 2019 con il progetto One Earth Doc. Dopo Deforestazione Made in Italy (2019), ONE EARTH – Tutto è connesso (2021), Until the End of the World (2024) e Dying Lochs (2025), questo film tenta di rispondere alla domanda che i lavori precedenti lasciavano aperta. Il regista è giornalista e collabora con Mongabay, Corriere della Sera, Euronews e Domani; ha condotto inchieste internazionali con il supporto del Pulitzer Center, di Journalismfund Europe e dell'Earth Journalism Network. Il film è stato presentato in anteprima ad aprile al Festival delle Terre di Roma ed è in selezione al Festival Cinemambiente di Torino questo mese.
Prenotazione consigliata: azzurroscipioni.it/how-to-feed-the-planet-di-francesco-de-augustinis
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