Le nozze siciliane di Dua Lipa tra Villa Valguarnera blindata, Elton John e la rivolta dei palermitani. Il racconto di un weekend assurdo.
Tre giorni di festeggiamenti blindati tra Palermo e Bagheria, Elton John sotto le stelle di Sicilia, piazze requisite e una domanda secca sui muri: "Palermo is not for rent."
[di Massimo Righetti]
Il primo problema da risolvere, quando organizzi un matrimonio da un milione e mezzo di sterline in Sicilia, è trovare un imbianchino disponibile di notte per coprire "Palermo is not for rent", slogan decisamente poco glamour, con due mani di bianco fresco. Copri quello che scomoda, paga quello che protesta, fotografa il resto per i giornali. Il resto, dicono, è il matrimonio dell'anno.
Dua Lipa e Callum Turner, già sposati civilmente il 31 maggio all'Old Marylebone Town Hall di Londra, davanti a una cerchia ristretta, hanno scelto la Sicilia per le nozze vere: tre giorni di festeggiamenti da circa un milione e mezzo di sterline, Villa Valguarnera a Bagheria come teatro principale, e i residenti a guardare il circo dalle barricate.
Villa Valguarnera, il Gattopardo e la fortezza a noleggio
L'aria profuma di soldi, panelle e gelsomino. Per mesi gli organizzatori avevano camuffato i preparativi da produzione cinematografica. D'altra parte, Villa Valguarnera è già stata set del Gattopardo di Netflix. A spacciare una festa per un set, in quella villa, ci vuole poco. La Sicilia barocca conosce il copione. Sabato sera, la sposa si è materializzata avvolta in una creazione sartoriale di Atelier Versace, Donatella era tra gli invitati, dettaglio che semplifica la catena logistica in modo encomiabile. Davanti a oltre duecento ospiti selezionati, tra i confermati Charli XCX, Mark Ronson, Troye Sivan con Madonna data per presente da più fonti, è salito sul palco sir Elton John, che ha fatto esattamente quello che ci si aspettava: si è seduto al pianoforte e ha intonato Your Song. L'élite globale in lacrime in giardino, in Sicilia, a giugno. Regalo di nozze definitivo. Niente da aggiungere.
Quattro DJ e le cassate di Tony Lo Coco
Come contorno sonoro per far ballare l'alta società fino all'alba, la coppia ha messo sotto contratto quattro DJ internazionali di profilo alto, i cui nomi restano uno dei pochi segreti ben custoditi della serata, insieme al totale della sicurezza privata. E per placare gli stomaci, lo chef stellato Tony Lo Coco ha servito ai tavoli cassate e cannoli, infarcendo di zucchero i coperti. Tecnica collaudata: puoi blindare le piazze, ma i cannoli siciliani fanno capitolare chiunque.
Palermo is not for rent: la città non ci sta
Eppure, fuori dai cancelli dorati e dalle piazze transennate, l'atmosfera si tagliava col coltello. Il capoluogo siciliano ha risposto all'invasione vip mostrando i denti. La chiusura al pubblico di Piazza Croce dei Vespri e di Piazza Sant'Anna, i divieti di volo per i droni, la security che spegneva i cellulari di chiunque si avvicinasse agli ingressi, qualche residente invitato a firmare un NDA, qualche anziana gentilmente pregata di allontanarsi dalla propria piazza: tutto questo ha fatto da innesco. Il gruppo Apro Palermo, già attivo contro il sovraffollamento turistico, ha tappezzato i muri della città con manifesti che recitavano chiaramente: "Palermo is not for rent" e "La nostra piazza non è il vostro salotto". I ribelli urbani hanno scritto a caratteri cubitali: "Gli spazi pubblici appartengono a tutti. Rivendichiamo il diritto di viverli, liberi dal profitto privato". Quando gli organizzatori hanno strappato i cartelli, la risposta è arrivata sotto forma di graffiti tenaci e insulti scritti sul marmo di Piazza Croce dei Vespri. Il sindaco Roberto Lagalla ha offerto la sua lettura del fine settimana: «ritorno pubblicitario eccezionale per Palermo». Presumibilmente, l'anziana invitata ad allontanarsi dalla propria piazza non era inclusa nel calcolo.
Cinquemila euro e buonanotte
La coppia ha fatto recapitare cinquemila euro agli inquilini degli appartamenti che si affacciavano sulle aree requisite e riconvertite in parcheggi VIP. Il gesto ha una sua logica interna, cristallina nella sua assurdità: se uno spazio pubblico ha un prezzo, e Piazza Croce dei Vespri ne aveva uno, circa diecimila sterline per il noleggio del weekend, allora anche il disagio dei residenti ne deve avere uno. La matematica dell'oligarchia è semplice e coerente. Peccato che chi vive in quella piazza non stesse vendendo niente.
Quello che i cinquemila euro non riuscivano a comprare era la risposta alla domanda fondamentale: "perché non posso attraversare la mia piazza?" Non c'era un modulo per questo, non c'era una voce nel capitolato. C'era un assegno, e la ragionevole aspettativa che bastasse. Qualcuno, da qualche parte nella catena organizzativa, ha davvero pensato che la questione fosse economica, che la gente protestasse per un rimborso spese e non per un principio. È, forse, l'unica cosa più sconcertante dei fuochi d'artificio alle tre di notte.
Ci ha pensato il Telegraph a chiudere il cerchio a modo suo, titolando "Il covo della mafia ospita il matrimonio dell'anno": un contributo al senso generale della serata che i palermitani, già esausti dal weekend, non hanno particolarmente apprezzato. Due offese in tre giorni: la città sequestrata, poi diffamata. Ritorno pubblicitario eccezionale.
Il matrimonio dell'anno si chiude così: lusso barocco, graffiti coperti con la calce, un assegno recapitato sotto la porta come buonuscita dalla propria piazza. Sotto le stelle del Mediterraneo, il glamour più estremo e la rabbia popolare hanno ballato insieme per tre giorni. Il DJ set era incluso nel prezzo. Il dissenso, a quanto pare, no.
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