Box office italiano 4-7 giugno: Scary Movie a 1,89 milioni, Backrooms a 3,52 milioni totali. Il cinema italiano sprofonda all'undicesimo posto.
I dati Cinetel del weekend 4-7 giugno 2026 premiano meme, creepypasta e franchise zombie. Il cinema italiano? Undicesimo posto, 70mila euro.
[di Alex M. Salgado]
Siamo bloccati in un loop lisergico di nostalgia e orrore algoritmico, e i numeri parlano con la freddezza chirurgica di un medico legale. Il botteghino cinematografico italiano, spulciato attraverso i gelidi dati Cinetel del weekend 4-7 giugno 2026, restituisce la fotografia impietosa di un mercato dominato dalla psicosi di massa per il creepypasta e dalla resurrezione di franchise zombie. La sala si è definitivamente trasformata in un parco attrazioni per esperienze sensoriali e jump scare collettivi. Nel frattempo, la settima arte italiana è costretta a guardare il proprio funerale dal fondo del baratro.
Il reboot di Scary Movie conquista il box office italiano
Mettetevi comodi e analizzate il delirio. Il reboot di Scary Movie, riesumato dal cimitero dei meme di inizio millennio, divora la concorrenza incassando 1,89 milioni di euro nel weekend in 378 cinema, con una media di 5.007 euro per sala che non lascia spazio a interpretazioni. La Generazione Z e i Millennial hanno una fame feroce di escapismo irriverente e sono disposti a pagare profumatamente per saziarla. I numeri lo certificano: il botteghino premia le macchine da evento e snobba tutto il resto. E nel caso non bastasse, al quinto posto debutta anche Masters of the Universe con 451mila euro in 345 cinema: i franchise degli anni Ottanta, come certi zombi cinematografici, sono ufficialmente immortali.
Backrooms e folklore di internet: quando il creepypasta diventa oro da sala
Al secondo posto troviamo Backrooms, che rastrella 791mila euro nel weekend e sale a 3,52 milioni di incasso complessivo con 430mila spettatori. Parliamo di una follia generata nei meandri oscuri di 4chan e Reddit, basata sull'angoscia opprimente degli spazi liminali, improvvisamente trasmutata in oro puro per il grande schermo. Il folklore di internet ha preso il controllo totale della distribuzione tradizionale. A chiudere il podio si piazza The Amazing Digital Circus, che debutta con 785mila euro in 188 cinema. Nato come serie animata indipendente su YouTube, personaggi intrappolati in un videogioco distorto, un'estetica surreale e vagamente claustrofobica che ha conquistato milioni di giovanissimi, dimostra limpidamente come le enormi fanbase digitali vengano oggi munte con una spietata e geniale precisione commerciale. Le web IP muovono i milioni e dettano la nuova linea editoriale dell'intrattenimento globale.
Cinema italiano fuori classifica: Smart Working all'undicesimo posto
E il cinema italiano all'interno di questo ecosistema febbricitante? Sparito dai radar, evaporato nel nulla. Bisogna sprofondare fino all'undicesima posizione per trovare Smart Working, il miglior incasso nazionale del weekend, capace di raccimolare 70mila euro in 290 cinema — una media di 243 euro per sala. Una disfatta epocale e inappellabile.
I vecchi drammi borghesi e le commedie domestiche languono nell'indifferenza generale. Il pubblico contemporaneo concepisce l'esperienza in sala quasi esclusivamente come un rito collettivo estremo, dove la concettualità virale esplode su proporzioni epiche. Il totale del weekend italiano si attesta a 5,98 milioni di euro con 717mila presenze, segnando un +64,26% rispetto all'analogo weekend del 2024: il mercato cresce, ma non cresce per noi. Se i produttori nazionali continueranno a ignorare l'abisso digitale e i codici comunicativi delle community online, i multiplex rimarranno il recinto di caccia esclusivo di entità nate tra un post virale e un algoritmo. E il cinema nostrano svanirà silenziosamente come un brutto ricordo nel buio della sala.
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