Box office, weekend 25-28 giugno: Toy Story 5 ancora primo, ma Supergirl debutto flop. Disclosure Day non decolla, cinema italiano fuori dalla Top Ten
Il film Pixar resta primo con 1,65 milioni di euro, ma il vero racconto del weekend è il debutto fiacco di Supergirl e il crollo di Disclosure Day di Spielberg, ormai lontano dal pareggio.
[di Redazione]
Il gioco, questa settimana, cambia verso. Se sette giorni fa il box office italiano celebrava il ritorno di Woody e compagni, il weekend del 25-28 giugno racconta una storia diversa: quella di un mercato che rallenta, di un supereroe che precipita prima ancora di spiccare il volo, e di uno Spielberg che fatica a trovare la sua orbita. Toy Story 5 resta primo, ma con un calo netto rispetto al debutto: 1,65 milioni di euro e 209mila presenze, per una media di 2.855 euro a sala, che portano il totale italiano a 5,85 milioni di euro e 864mila spettatori complessivi.
La top ten Cinetel: il weekend del 25-28 giugno
Al secondo posto arriva il debutto più atteso e più deludente della settimana: Supergirl (Warner Bros.) si ferma a 630mila euro e 79mila presenze in 404 cinema, con una media di appena 1.561 euro a sala — un avvio fiacco per un cinecomic che porta il nome di uno degli universi narrativi più redditizi di Hollywood. Terzo gradino per Disclosure Day (Universal), 493mila euro nel weekend per un totale italiano di 4,08 milioni di euro e 591mila presenze. Quarto posto per Obsession (Universal), che al suo settimo weekend aggiunge 165mila euro a un bottino complessivo di 4,71 milioni di euro; quinta posizione per Scary Movie (Eagle) con 133mila euro, che porta il totale a 3,95 milioni di euro e 524mila spettatori.
Backrooms (I Wonder) è sesto con 84mila euro, per un totale di 4,67 milioni di euro e 603mila spettatori. Seguono due debutti pressoché identici nelle cifre ma agli antipodi nei toni: settimo Jackass: Best and last (Eagle), 60mila euro in 170 cinema (media: 357 euro), e ottavo Piccolo miracolo (01), stessa cifra ma in 255 sale (media: 236 euro). Chiudono la top ten Michael (Universal), che al decimo weekend si ferma a 50mila euro ma vanta ormai un totale di 25,4 milioni di euro e 3,16 milioni di spettatori, e Ricchi da morire (Lucky Red), nono fine settimana, anch'esso a 50mila euro.
Tra gli altri debutti, da segnalare Cos'è l'amore (Medusa/Movies Inspired) all'undicesimo posto con 44mila euro in 124 cinema (media: 360 euro), e Good luck, have fun, don't die (Vertice360), dodicesimo con 32mila euro in 102 sale (media: 313 euro). Più indietro Carry on Jatta 4 (G&B), Kontinental 25 (I Wonder), Chao (Adler) e Avemmaria (Europictures), tutti sotto i 20mila euro. Escono dalla top ten Allora balliamo (Fandango, 78mila euro), Fuze (01, 122mila euro) e Masters of the Universe (Eagle, 891mila euro). Il weekend nel suo complesso segna una frenata netta: 3,91 milioni di euro e 509mila presenze, in calo del 28% sul fine settimana precedente e del 7,57% sullo stesso periodo del 2025, quando il debutto di F1 aveva incassato da solo 1,57 milioni di euro, seguito da Dragon Trainer a 763mila euro.
Cinema italiano: due soli titoli, entrambi fuori dalla top five
Tra i debutti della settimana, il cinema italiano si presenta con due titoli. L'ottavo posto va a Piccolo Miracolo di Guido Chiesa, con Marco D'Amore e Greta Scarano, quest'ultima premiata come Miglior Interprete Femminile al Festival di Taormina, dove il film ha debuttato in concorso. Tratto dal romanzo La grazia del demolitore di Fabio Bartolomei, racconta lo scontro tra un rampollo di costruttori romani e l'ultima inquilina di un palazzo destinato alla demolizione. L'esordio in classifica è di 60mila euro in 255 cinema, con una media di 236 euro a sala — identica, euro più euro meno, a quella di Jackass: Best and last, che lo precede di una sola posizione.
Più indietro, ventunesimo, Avemmaria, opera prima alla regia di Fortunato Cerlino — attore noto al grande pubblico per il ruolo di Don Pietro Savastano in Gomorra — tratta dal suo romanzo autobiografico Se vuoi vivere felice (Einaudi, 2018). Il film, interpretato da Salvatore Esposito e Marianna Fontana e ambientato nella periferia napoletana degli anni Ottanta, è già passato dal Torino Film Festival e ha aperto il Baarìa Film Festival prima dell'uscita in sala. In classifica debutta con 11mila euro in 42 cinema e una media di 263 euro a sala: un esordio defilato, su una distribuzione che punta più sulle sale di prossimità che sul grande schermo.
Nessuno dei due titoli entra dunque nella top ten, che resta appannaggio quasi esclusivo delle major americane e dei distributori internazionali. Il dato di sistema conferma la tendenza già osservata la settimana scorsa: la quota di mercato delle produzioni italiane e delle coproduzioni scende leggermente al 30,8% delle presenze sull'anno in corso (dal 31,4% della rilevazione precedente), a fronte del 33,5% dei film in circolazione. Restano comunque la quota più alta d'Europa, davanti a Inghilterra (7%), Francia (2,7%), Corea del Sud (1,2%) e Spagna (1%). Sul mese, il quadro è più severo: dal 1° al 28 giugno gli incassi complessivi sono cresciuti dell'8,64% sul 2025, ma sono calati del 24,85% sul 2024, con gli spettatori in flessione del 28,22% sul 2024 — un segnale che il mercato di giugno, pur in salute sull'anno solare, fatica a reggere il confronto con la stagione estiva di due anni fa.
Il flop si chiama Supergirl. E Disclosure Day non si riprende
Se in Italia il dato è di rallentamento, negli Stati Uniti il debutto di Supergirl si configura come qualcosa di più severo: un disastro finanziario. Il film ha aperto con 38 milioni di dollari negli USA e una proiezione internazionale di altri 30 milioni, circa 63 milioni di dollari nel mondo, a fronte di un budget dichiarato di 186 milioni. Le stime sulle perdite divergono parecchio a seconda della fonte: Deadline parla di 125 milioni di dollari, Variety di 100, mentre la Warner Bros, secondo la stampa di settore, starebbe comunicando ai diversi trade soglie di pareggio diverse — tra i 275 e i 315 milioni di dollari — generando una certa confusione che, secondo alcuni osservatori, sarebbe tutt'altro che casuale. Applicando la più prudente regola del moltiplicatore 2x sul budget, la soglia di pareggio realistica sfiorerebbe i 372 milioni di dollari: con un incasso lifetime stimato tra i 200 e i 210 milioni, il film rischierebbe di collocarsi tra i flop più pesanti del nuovo secolo, in una compagnia che include titoli come John Carter e The Marvels. Per DC Studios, guidato da James Gunn e Peter Safran, si tratterebbe di un colpo non da poco a un piano di rilancio dell'universo cinematografico che proprio sul personaggio di Kara Zor-El puntava molte delle sue carte.
Non va meglio a Disclosure Day, il ritorno di Steven Spielberg al cinema di fantascienza dopo La guerra dei mondi. Il film, prodotto con un budget dichiarato di 115 milioni di dollari, si è fermato questo weekend a 8,1 milioni negli Stati Uniti, portando il totale domestico a 94,38 milioni di dollari — sotto la soglia psicologica dei 100 milioni — e il totale internazionale a 99,3 milioni in 81 territori. Il conto complessivo, tra Nord America e mercati esteri, si avvicina ai 194 milioni di dollari: lontano dai circa 300 milioni che, secondo le stime di settore, servirebbero per rientrare nei costi. È il primo vero passo falso dell'ultimo decennio per un regista il cui ultimo successo inequivocabile resta Ready Player One, che nel 2018 aveva incassato 607 milioni di dollari nel mondo.
Mercati internazionali: tra Mondiali, Toy Story 5 e il debutto cinese di Crossing
Sui mercati esteri, Toy Story 5 resta il film da battere: altri 89,1 milioni di dollari in 49 territori portano il totale internazionale a 287,8 milioni e, sommato al Nord America, a 585 milioni di dollari complessivi. I mercati di punta restano il Messico (48 milioni), il Regno Unito (37,8) e la Cina (29,8). Supergirl, fuori dai confini americani, non trova consolazione: 30 milioni di dollari in 77 territori, con il Messico primo mercato a soli 3,4 milioni, seguito da Australia, Brasile, Giappone e Cina, tutti sotto i 2 milioni. Obsession prosegue con regolarità (13,7 milioni in 74 territori, 136,2 complessivi), così come Backrooms (11,5 milioni in 58 territori, 145,9 in totale).
Da segnalare il debutto cinese di Crossing, dedicato alla Lunga Marcia guidata da Mao Zedong, che apre con 11,2 milioni di dollari (12,3 contando le anteprime) — un dato che racconta quanto il mercato cinese continui a premiare le produzioni a tema storico-nazionale. Debutta anche Minions & Monsters in 10 territori, con la Francia in testa a 6,1 milioni di dollari e l'Australia a 2,3. Proprio in Francia, peraltro, le temperature record delle ultime settimane hanno avuto un effetto collaterale insolito: tra il 17 e il 23 giugno gli ingressi nelle sale sono cresciuti del 52% sulla settimana precedente, complice l'aria condizionata e il richiamo del grande schermo nei giorni più caldi dell'estate.
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