Brad Pitt torna come Cliff Booth nel nuovo film diretto da David Fincher e scritto da Tarantino. Prima in IMAX, poi su Netflix.
Lo spin-off di Once Upon a Time in Hollywood, scritto da Tarantino, debutta nelle sale IMAX il 25 novembre. Su Netflix dal 23 dicembre. Un trittico d'autore che vale già da solo il prezzo del biglietto.
[di Redazione]
Ci sono annunci che sembrano battute. Questo era uno di quelli, arrivato il primo aprile 2025, a CinemaCon, davanti a un pubblico di esercenti già abituati a tutto. Brad Pitt riprende il ruolo di Cliff Booth. Quentin Tarantino firma la sceneggiatura. David Fincher dirige. Netflix produce. La notizia era reale, e il cinema, quello vero, con le poltrone e il grande schermo, se l'è guadagnata.
Date di uscita e strategia distributiva
Netflix ha confermato che The Adventures of Cliff Booth aprirà negli schermi IMAX di tutto il mondo il 25 novembre 2026, con un'esclusiva teatrale di due settimane. Dal 23 dicembre il film sarà disponibile sulla piattaforma streaming, in tempo per le feste. Il titolo prende il posto che era stato riservato a Narnia: il nipote del Mago di Greta Gerwig (clicca qui per leggere la notizia), slittato a febbraio 2027. Circola da settimane la voce di un possibile passaggio festivaliero, Venezia in testa, e la finestra di uscita di novembre ha reso quella pista probabile (clicca qui per leggere i rumors su Venezia).
La trama: Cliff Booth nel 1977
Il film riprende le fila esattamente dove C'era una volta Hollywood le aveva lasciate, ma alza la posta. Siamo nel 1977, una Hollywood diversa da quella dorata del 1969 raccontata da Tarantino: i sogni si sono incrinati, la new wave americana ha cambiato le regole, e Cliff Booth, stuntman, veterano, uomo senza curriculum presentabile, si muove in questo paesaggio con la solita, imperturbabile eleganza di chi non ha mai avuto molto da perdere.
Il cast
Accanto a Pitt, il film schiera un ensemble di notevole peso. Elizabeth Debicki, Carla Gugino, Yahya Abdul-Mateen II, Scott Caan e Peter Weller sono tra le new entry. Il cast completo include anche Matt Groove, JB Tadena, Corey Fogelmanis e Karren Karagulian. Torna invece Timothy Olyphant nel ruolo di James Stacy, già presente nel film del 2019. Di Leonardo DiCaprio, l'altro protagonista di C'era una volta Hollywood, non c'è traccia: lo stesso attore ha chiarito a Deadline a dicembre 2025 di non essere nel progetto, aggiungendo di non vedere l'ora di vederlo come spettatore.
La squadra creativa
Questo è il quarto film insieme per Pitt e Fincher, dopo Se7en (1995), Fight Club (1999) e Il Curioso Caso di Benjamin Button (2008). E Fincher, com'è sua abitudine, porta con sé l'intera famiglia. Erik Messerschmidt firma la fotografia, già al suo fianco su Mank e Mindhunter. Kirk Baxter, due Oscar vinti proprio con Fincher, per The Social Network e Millennium - Uomini che odiano le donne, cura il montaggio. Donald Graham Burt si occupa della scenografia, Trish Summerville dei costumi, Ren Klyce del suono. Trent Reznor e Atticus Ross compongono la colonna sonora. Il budget si aggira intorno ai 200 milioni di dollari, cifra record per entrambi i registi coinvolti nel progetto.
Tarantino dietro le quinte
La genesi del progetto racconta qualcosa di interessante sull'autore, e sulla differenza tra scrivere e dirigere. Tarantino aveva scritto la sceneggiatura di Cliff Booth pensando di dirigerla lui stesso, come decimo e ultimo film della sua carriera. Ma una volta completata, si è trovato davanti a un problema: la amava, e proprio per questo non poteva girarla. Al podcast The Church of Tarantino nell'agosto 2025 ha spiegato di aver sentito di stare camminando sullo stesso terreno già battuto con C'era una Volta a Hollywood e che il suo film finale doveva essere qualcosa di radicalmente nuovo, territorio inesplorato, qualcosa che lo rimettesse in uno stato di non-sapere. Così ha ceduto il copione a Fincher. Non come ripiego: come soluzione elegante. «Ho il meglio dei due mondi», ha detto. «Ho Brad, ho il mio regista preferito, David Fincher, a dirigerlo.» E sul copione stesso ha aggiunto di aver consegnato a Fincher «un romanzo gigantesco scritto in forma di sceneggiatura». Tarantino resta il più convinto sostenitore del film, anche da fuori campo.
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