Tutti i film in corsa per Venezia 2026: da The Adventures of Cliff Booth di Fincher ai titoli italiani di Moretti, Martone e Pallaoro.
Mentre Cannes è ancora in corso, si intensificano le voci sui titoli che potrebbero debuttare al Lido a settembre: Netflix, grandi autori e un nutrito contingente italiano.
[di Redazione]
La stagione dei festival non è ancora entrata nel vivo, ma mentre i titoli in concorso si svelano uno dopo l'altro sulla Croisette, le conversazioni nel milieu cinematografico si spostano già verso il Lido. La prossima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, 83ª edizione, in programma dal 2 al 12 settembre 2026, si annuncia come uno degli appuntamenti più attesi degli ultimi anni, con una serie di progetti ad alto profilo che potrebbero trovare la propria première mondiale tra il Palazzo del Cinema e la Sala Darsena.
Netflix punta su due colpi grossi
La piattaforma di streaming si presenta con due carte potenzialmente decisive. La più discussa è The Adventures of Cliff Booth, sequel di Once Upon a Time in Hollywood: sceneggiato da Quentin Tarantino e diretto da David Fincher, prima volta dagli anni '90 che qualcuno porta sullo schermo un testo del regista texano senza dirigerlo in prima persona, il film vede Brad Pitt riprendere il ruolo del cascatore Cliff Booth con un budget stimato intorno ai 200 milioni di dollari. Un'uscita prevista per l'estate lascia aperta la possibilità di una prima veneziana. L'altro titolo è Here Comes the Flood, thriller di rapine firmato dal brasiliano Fernando Meirelles (City of God, I due Papi) con Denzel Washington, Robert Pattinson e Daisy Edgar-Jones in un gioco di doppi inganni tra una guardia di banca, una cassiera e un ladro professionista.
Le grandi scommesse dei major
Il titolo più chiacchierato rimane Digger di Alejandro G. Iñárritu, commedia nera prodotta da Warner Bros. e Legendary con Tom Cruise nel ruolo di un miliardario che scatena una catastrofe e si convince di esserne il salvatore. L'uscita prevista il 2 ottobre renderebbe Venezia la finestra logica per una première: resta però da capire se Warner Bros. e Legendary decideranno di percorrere questa strada. Di tutt'altra natura è Wild Horse Nine di Martin McDonagh (Gli Spiriti dell'Isola), ambientato nel Cile del 1973 poco prima del golpe che rovesciò Allende, una dark comedy che segue due agenti CIA da Santiago all'Isola di Pasqua, con John Malkovich, Sam Rockwell, Steve Buscemi e Tom Waits. Searchlight ne ha già fissato l'uscita in sala per il 6 novembre: anche qui, una première veneziana sarebbe coerente con la strategia awards. Altri candidati segnalati includono The Statement, satira di Tom McCarthy; Tender Loving Care di Mike Leigh; e una serie di nomi di rilievo come Werner Herzog con Bucking Fastard (Rooney e Kate Mara), Andrew Haigh con A Long Winter (Ebon Moss-Bachrach e Caitriona Balfe), Paul Schrader con The Basics of Philosophy (Bill Pullman, Sofia Boutella) e il documentario su Elon Musk di Alex Gibney.
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La stagione del glamour e delle storie personali
Sul fronte del tappeto rosso, Bunker di Florian Zeller porta al Lido la coppia reale Javier Bardem e Penélope Cruz in un thriller dalle tinte cupe. Più personale è il percorso di Let Love In di Felix van Groeningen (Le 8 Montagne), che attinge direttamente alla relazione reale del regista con la co-sceneggiatrice e protagonista Charlotte Vandermeersch. Tra i film guidati da registe, A Woman Unknown di May el-Toukhy; l'horror The Wolf Will Tear Your Immaculate Hands di Nathalie Álvarez Mesén con Alexander Skarsgård; The Difficult Bride della bangladese Rubaiyat Hossain; e soprattutto Being Heumann di Siân Heder, già vincitrice del premio Oscar per la sceneggiatura di CODA, il film che Apple portò fino alla vittoria come Miglior Film nel 2022. Il nuovo progetto, sempre per Apple, racconta la storica protesta per i diritti dei disabili guidata da Judy Heumann nel 1977.
Il contingente italiano
Venezia ospita tradizionalmente la produzione nazionale con generosità, e l'edizione 2026 potrebbe non fare eccezione. I titoli più attesi includono The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, storia d'amore con Alicia Vikander, Luca Marinelli e Susan Sarandon; Scherzetto di Mario Martone, ambientato a Napoli con Toni Servillo; e il biopic animato I'm Still Alive di Roberto Saviano, co-diretto da Ivan Cappiello. Ci sono poi Bianco di Daniele Vicari, dedicato all'alpinismo, e Nessun Dolore di Gianni Amelio. Tra i candidati anche Succederà questa notte di Nanni Moretti, dramma romantico con Louis Garrel e Jasmine Trinca: il film, atteso inizialmente a Cannes, ha mancato la Croisette per i ritardi in post-produzione legati alla salute del regista, e il suo approdo veneziano, se avverrà nel 2026, non è ancora certo.
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Le voci internazionali
Oltre ai titoli già citati, il panorama si arricchisce di prospettive geografiche diverse: il regista britannico Shane Meadows torna al cinema con Chork, il suo primo lungometraggio da oltre un decennio; il russo in esilio Kirill Serebrennikov concorre con After, film in lingua francese con Ludivine Sagnier, Fanny Ardant, Vincent Macaigne, Guillaume Gallienne e Louis Garrel; e dalla Francia arrivano anche A Good Little Soldier di Stéphane Brizé con Alba Rohrwacher e Vincent Lindon, e A Place to Heal di Cédric Kahn, ambientato in un reparto di psichiatria adolescenziale. Il brasiliano Fellipe Barbosa propone invece Leila et la Nuit, dramma familiare ambientato in Marocco.
La selezione ufficiale della Mostra sarà annunciata nei prossimi mesi. Le indiscrezioni raccolte a Cannes fotografano un panorama vivace, ma nessuno dei titoli citati ha ancora ricevuto conferma ufficiale dalla Biennale.
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