Miles Davis, il giorno dopo il centenario: come il mondo ha celebrato i suoi cent'anni

Il 26 maggio il mondo ha celebrato il centenario di Miles Davis: concerti, omaggi, maratone televisive. E un'estate italiana tutta dedicata a lui.

Il 26 maggio 2026 il mondo si è fermato per Miles Davis. Da Amburgo a Brooklyn, da Perugia a Tokyo e un'estate italiana che continuerà a suonare la sua musica fino ad agosto 

[di Redazione]

Miles Davis

Ieri, 26 maggio, Miles Davis avrebbe compiuto cent'anni. Non li avrebbe festeggiati — lo avevamo scritto qui su queste pagine qualche giorno fa [clicca qui per leggere l'articolo], e lo ripetiamo volentieri perché è forse la frase più giusta che si possa dire di lui. Ma il mondo, intorno a quella data, ha fatto esattamente quello che Davis probabilmente avrebbe trovato insieme commovente e inutile: si è fermato. Ha ricordato. Ha suonato.

Come il mondo ha risposto

Da Amburgo alla California, da Tokyo a Perugia, ieri è stata una giornata strana e bella. Alla Elbphilharmonie di Amburgo una formazione internazionale con Marcus Miller e Ravi Coltrane ha reinterpretato i suoi capolavori, figli e nipoti artistici di Davis che riportano in vita quella musica con la consapevolezza di chi sa di non poterla eguagliare, ma ci prova lo stesso. A Brooklyn è stato presentato The Voice of Miles, progetto orchestrale immersivo che unisce registrazioni originali della tromba di Davis con nuove orchestrazioni e immagini tratte dal documentario Birth of the Cool, la tecnologia al servizio della memoria, per una volta senza colonizzarla. Anche la BBC Proms ha inserito un concerto dedicato al centenario nella propria stagione 2026, confermando come Davis non sia mai diventato patrimonio di nicchia: è ancora musica che chiede di essere sentita ad alto volume, in pubblico, con altri esseri umani vicini.

In Italia il tributo più intimo è arrivato da Umbria Jazz, che sul proprio sito ha pubblicato un ricordo dei concerti di Davis al festival, dal 1984 a Terni, dove suonò gratis per tutti eseguendo per la prima volta Time After Time di Cyndi Lauper, innocua canzoncina pop che con lui diventò uno struggente standard jazz, al 1985 a Perugia con un pubblico da evento rock allo stadio Curi. Un ricordo che vale più di molte analisi: Davis che scende dal palco e suona tra i fotografi impazziti, elegantissimo nella sua controllata stravaganza. L'immagine che lo racconta meglio di qualsiasi saggio.

Su Mezzo TV, il canale satellitare internazionale dedicato alla musica, la serata del 26 maggio è stata una maratona: Miles Davis in Munich (1988), Miles Davis – Newport in Paris (1969) con Chick Corea e Wayne Shorter, e una formazione internazionale registrata al Blue Note di Tokyo. Tre ore di Davis ininterrotto, come dovrebbe essere.

📲 Luci Sulla Scena Magazine è anche su WhatsApp. Vuoi leggere i nostri approfondimenti più comodamente? → Iscriviti al canale!

L'estate che verrà

Il centenario non finisce ieri. In Italia, la stagione estiva della Casa del Jazz di Roma, Summertime 2026, dal 13 giugno al 7 agosto, è costruita in larga parte attorno a lui. Il 16 giugno Stefano Di Battista porta in scena il tributo We Love Miles, prodotto dalla Fondazione Musica per Roma in prima assoluta. Il 23 giugno Roberto Gatto omaggia Miles Davis e John Coltrane insieme, due centenari che si incrociano, due modi opposti e complementari di fare jazz. Il 17 luglio Fabrizio Bosso esegue Sketches of Spain di Davis e Gil Evans sulle partiture originali, con la Casa Del Jazz Orchestra diretta da Mario Corvini. Il 29 giugno Israel Galván e Michael Leonhart portano in scena A New Sketches of Spain, danza flamenca e tromba, un dialogo tra linguaggi che Davis avrebbe probabilmente apprezzato, lui che non ha mai creduto che i confini tra i generi fossero obbligatori.

A Pordenone, intanto, prosegue fino al 12 luglio la mostra immersiva Miles Davis 100 – Listen to This! a Villa Cattaneo, con oltre duemila registrazioni in un database di ascolto unico al mondo, il modo più onesto di celebrare un uomo che ha passato la vita a dire: ascolta.

Quello che rimane

C'è una cosa curiosa nei centenari dei grandi artisti. Più ci si avvicina alla data, più ci si rende conto che non si sta celebrando qualcuno che non c'è più, si sta prendendo atto che la sua musica è ancora più viva di molte cose prodotte ieri. Kind of Blue suona ancora come qualcosa che non è stato del tutto capito. Bitches Brew suona ancora come un disco che qualcuno farà nel futuro.

Davis non si sarebbe girato indietro. Ma noi, il giorno dopo il suo centesimo compleanno, possiamo farlo e quello che vediamo non è la polvere di un archivio. È una partitura ancora aperta.

--

LuciSullaScenaMagazine è anche su Whatsapp

È sufficiente cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornati.

COMMENTS

Loaded All Posts Not found any posts VIEW ALL Readmore Reply Cancel reply Delete By Home PAGES POSTS View All RECOMMENDED FOR YOU LABEL ARCHIVE SEARCH ALL POSTS Not found any post match with your request Back Home Sunday Monday Tuesday Wednesday Thursday Friday Saturday Sun Mon Tue Wed Thu Fri Sat January February March April May June July August September October November December Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec just now 1 minute ago $$1$$ minutes ago 1 hour ago $$1$$ hours ago Yesterday $$1$$ days ago $$1$$ weeks ago more than 5 weeks ago Followers Follow THIS PREMIUM CONTENT IS LOCKED STEP 1: Share to a social network STEP 2: Click the link on your social network Copy All Code Select All Code All codes were copied to your clipboard Can not copy the codes / texts, please press [CTRL]+[C] (or CMD+C with Mac) to copy Table of Content