L'urgenza di raccontare: concluse le riprese di Se Domani Non Torno diretto da Paola Randi

Scopri i dettagli di "Se Domani Non Torno", il nuovo film di Paola Randi ispirato al libro di Gino Cecchettin. Al cinema dal 2026.

Ispirata a "Cara Giulia" di Gino Cecchettin, la pellicola con Filippo Timi debutterà nelle sale nel 2026, promettendo di scavare a fondo nella nostra memoria emotiva.

[di Alex M. Salgado]

Sabrina Martina - Cara Giulia

Il cinema italiano si prepara ad accogliere un'opera dal profondo impatto emotivo e culturale con la conclusione ufficiale delle riprese di Se Domani Non Torno. La pellicola, diretta dalla sapiente e sensibile cinepresa di Paola Randi, si prefigge l'ambizioso compito di trasporre sul grande schermo una narrazione intima, essenziale per la nostra coscienza collettiva. Il tessuto narrativo del progetto trae la sua linfa vitale da due anime distinte e potentissime: da un lato, trae libera ispirazione dalle pagine di Cara Giulia, l'opera memoriale edita da Rizzoli e scritta a quattro mani da Gino Cecchettin con Marco Franzoso; dall'altro, riconosce la sua genesi concettuale nei celebri versi della poesia di Cristina Torres Cáceres, un testo ormai consacrato a livello globale come simbolo irrinunciabile della lotta contro la violenza sulle donne.

La produzione, guidata con visione da Notorious Pictures in sinergia con Mediaset e Sky, ha voluto precisare il fine ultimo del progetto: il lungometraggio trascende la mera ricostruzione di cronaca per abbracciare l'urgenza di raccontare una storia capace di scavare più a fondo nell'animo dello spettatore, evitando deliberatamente di aggiungere inutile clamore a un dolore già profondamente radicato nella società. La sceneggiatura, firmata dalla stessa Randi in collaborazione con Lisa Nur Sultan, promette di restituire questa complessità con grande rigore autoriale.

Il set, durato sei intense settimane di lavorazione, si è avvalso quasi interamente delle atmosfere del Veneto, trasformando il territorio non solo in uno sfondo, ma in un vero e proprio paesaggio emotivo. A infondere vita in queste dinamiche familiari troviamo un cast chirurgicamente selezionato, capace di reggere il peso di un'interpretazione così delicata. Filippo Timi metterà il suo indiscusso spessore drammatico al servizio della figura di Gino Cecchettin, mentre il volto della protagonista Giulia sarà affidato alla giovane e talentuosa Sabrina Martina. L'ecosistema familiare vedrà inoltre le interpretazioni di Tecla Bossi nel ruolo della sorella Elena e di Tommaso Allione nei panni del fratello Davide.

L'attesa per la visione in sala culminerà il 5 novembre 2026. Una data di distribuzione dal forte valore simbolico, scelta per segnare esattamente i tre anni dalla tragica scomparsa di Giulia. Un appuntamento col cinema che si preannuncia come un rito collettivo di riflessione e memoria.

A testimonianza dell'innesco emotivo che ha generato quest'opera, riportiamo integralmente la forza devastante della poesia originaria di Cristina Torres Cáceres.

Se domani non rispondo alle tue chiamate, mamma.

Se non ti dico che non torno a cena. Se domani, il taxi non appare.

Forse sono avvolta nelle lenzuola di un hotel, su una strada o in un sacco nero (Mara, Micaela, Majo, Mariana).

Forse sono in una valigia o mi sono persa sulla spiaggia (Emily, Shirley).

Non aver paura, mamma, se vedi che sono stata pugnalata (Luz Marina).

Non gridare quando vedi che mi hanno trascinata per i capelli (Arlette).

Cara mamma, non piangere se scopri che mi hanno impalata (Lucía).

Ti diranno che sono stata io, che non ho urlato abbastanza, che era il modo in cui ero vestita, l'alcool nel sangue.

Ti diranno che era giusto, che ero da sola.

Che il mio ex psicopatico aveva delle ragioni, che ero infedele, che ero una puttana.

Ti diranno che ho vissuto, mamma, che ho osato volare molto in alto in un mondo senza aria.

Te lo giuro, mamma, sono morta combattendo.

Te lo giuro, mia cara mamma, ho urlato tanto forte quanto ho volato in alto.

Ti ricorderai di me, mamma, saprai che sono stata io a rovinarlo quando avrai di fronte tutte le donne che urleranno il mio nome.

Perché lo so, mamma, tu non ti fermerai.

Ma, per carità, non legare mia sorella.

Non rinchiudere le mie cugine, non limitare le tue nipoti.

Non è colpa tua, mamma, non è stata nemmeno mia.

Sono loro, saranno sempre loro.

Lotta per le vostre ali, quelle ali che mi hanno tagliato.

Lotta per loro, perché possano essere libere di volare più in alto di me.

Combatti perché possano urlare più forte di me.

Perché possano vivere senza paura, mamma, proprio come ho vissuto io.

Mamma, non piangere le mie ceneri.

Se domani sono io, se domani non torno, mamma, distruggi tutto.

Se domani tocca a me, voglio essere l'ultima.

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