Il trl di Dune: Parte Tre è on line: 17 anni dopo, Paul e Chani si ritrovano in un capitolo più oscuro, teso e personale che mai.Al cinema a dicembre.
Il capitolo conclusivo della trilogia di Denis Villeneuve ha finalmente un volto: più oscuro, più personale, più urgente.
[di Redazione]
C'è una domanda sospesa nell'aria all'inizio del trailer di Dune: Parte Tre, una domanda sussurrata con la delicatezza di chi sa che ogni parola pesa quanto un granello di spezia: "Se fosse una femmina, come la chiameremmo?" È Chani che parla a Paul, e in quella frase si comprime tutto il peso di un'epopea, l'amore interrotto, il tempo che scorre, la vita che, nonostante l'impero e la profezia, vuole comunque nascere.
Denis Villeneuve ha scelto di aprire con questa scena il primo trailer ufficiale del film, presentato in anteprima mondiale in un evento esclusivo all'AMC Century City di Los Angeles. Una scelta che dice tutto sulla natura di questo terzo capitolo: non una conclusione trionfante, ma una storia d'amore sotto assedio, quella tra Paul Atreides e Chani, costretta a sopravvivere in mezzo alle macerie del potere.
E tu che hai seguito questa saga fin dall'inizio, che hai attraversato le dune digitali di Parte Uno e vissuto la furia di Parte Due, sai già che Villeneuve non ti darà ciò che ti aspetti. Te lo darà di più. E diversamente.
Un film nuovo, dentro un universo familiare
Il regista canadese, candidato all'Oscar, lo ha detto chiaramente durante l'evento di lancio: "Se il primo film era contemplazione, un ragazzo che esplora un mondo nuovo, e il secondo era un film di guerra, questo è un thriller. Teso, adrenalinico, più muscolare." Non è nostalgia quella che lo ha spinto a tornare così presto sul set, ma urgenza. Un'urgenza creativa che lo ha svegliato di notte, inseguito da immagini e scene che non riusciva a scacciare.
Dune: Parte Tre è basato su Messia di Dune di Frank Herbert ed è ambientato 17 anni dopo gli eventi del secondo film. Paul Atreides non è più il giovane predestinato che scende tra i Fremen: è un imperatore che vede il futuro, quasi invincibile, schiacciato dal peso di un potere che non ha scelto davvero. Attorno a lui, qualcuno trama per abbatterlo. E lui, un essere che può vedere tutto tranne come liberarsi da sé stesso, cerca disperatamente una via d'uscita dal ciclo di violenza che ha innescato.
Timothée Chalamet e Zendaya tornano nei ruoli di Paul e Chani, con Florence Pugh nel ruolo della Principessa Irulan, Javier Bardem come Stilgar e Jason Momoa nel ruolo di Duncan Idaho, sì, lui, quello che credevi morto per sempre nel primo film. "Torna esattamente nel momento giusto della storia", ha spiegato Villeneuve. "Paul sta lottando con la sua identità, e avere quella figura rassicurante degli Atreides che torna dal passato avrà un impatto enorme."
I nuovi volti: Pattinson e Anya Taylor-Joy entrano in scena
Se c'è una cosa che un buon capitolo conclusivo sa fare, è allargare il mondo proprio mentre lo chiude. Dune: Parte Tre introduce due nuovi personaggi destinati a lasciare il segno.
Robert Pattinson veste i panni di Scytale, un personaggio ambiguo e sfuggente che nell'evento di lancio lo stesso attore ha descritto con ironica onestà: "Non direi che è un cattivo convenzionale. Potrebbe persino essere un buono. Chi lo sa. Lo scoprirò anch'io quando vedrò il film." Pattinson, che aveva già espresso il suo desiderio di entrare nel mondo di Dune sul set di The Drama, il film A24 in cui recita accanto a Zendaya, ha ricevuto una chiamata inaspettata mesi dopo. Un ruolo che, stando alle sue parole, ha un look "straordinario, incredibile".
Anya Taylor-Joy, intravista in un brevissimo cameo alla fine di Parte Due, torna in grande stile nel ruolo di Alia Atreides, sorella minore di Paul. "Alia porta il peso e la saggezza di generazioni intere nella sua mente. Non è mai davvero sola in una conversazione," ha detto l'attrice, che ha aggiunto con un sorriso: "È tutto, ovunque, tutto insieme". Il legame con il fratello è il centro gravitazionale del personaggio: "È l'unica persona che l'ha sempre compresa, ancor prima che nascesse."
La visione di Villeneuve: pellicola, IMAX e una storia personale
Per girare questo capitolo conclusivo, Villeneuve ha fatto una scelta audace: tornare alla pellicola. La maggior parte del film è stata girata in 65 millimetri, incluse alcune sequenze in IMAX su film. Il risultato promette un'esperienza visiva stratificata, quasi sinestetica: la morbidezza organica della pellicola a contrasto con la crudezza tagliente del digitale, proprio come il conflitto interiore di Paul Atreides tra umanità e leggenda.
Hans Zimmer tornerà a comporre la colonna sonora, ma anche la musica, ha anticipato il regista, avrà un tono diverso, in linea con il nuovo spirito del film. "Voglio che il pubblico sia eccitato e, in un certo senso, sconvolto nel senso buono del termine. Sorpreso dalla direzione che abbiamo dato alla storia."
Villeneuve ha definito questo il suo film più personale. E si capisce: al netto di imperatori, congiure e sands stellari, Dune: Parte Tre è la storia di due persone che si amano in un mondo che non glielo permette. Paul e Chani come metafora di chiunque abbia mai cercato di restare umano mentre il mondo chiedeva loro di diventare qualcosa d'altro.
Dune: Parte Tre arriverà nelle sale a dicembre, distribuito da Warner Bros. Pictures. I character poster sono già online, e il trailer è disponibile su YouTube, ma quella domanda di Chani continua a risuonare. "Se fosse una femmina, come la chiameremmo?"
Forse la vera domanda che Villeneuve ci pone, dopo tre film e quasi un decennio di lavoro, non riguarda i personaggi. Riguarda noi: cosa sopravvive, di noi, quando il potere e il tempo hanno finito di fare il loro lavoro? E cosa siamo disposti a sacrificare per non perdere le persone che amiamo?
A dicembre, nel buio di una sala cinema, preferibilmente IMAX, forse troveremo qualche risposta.
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