Sirāt di Oliver Laxe arriva su MUBI il 13 febbraio. Candidato Oscar 2026, il film è un'odissea viscerale nel deserto prodotta da Pedro Almodóvar.
Il film vincitore del Premio della Giuria a Cannes e candidato agli Academy Awards 2026 debutta in streaming il 13 febbraio. Un’odissea viscerale tra rave culture e misticismo prodotta da Pedro Almodóvar.
[di Redazione]
C’è un cinema che si guarda e un cinema che si attraversa, lasciando che le immagini scorrano addosso come sabbia portata dal vento. Sirāt, l'ultima opera del visionario regista franco-spagnolo Oliver Laxe, appartiene decisamente alla seconda categoria. Dopo aver conquistato la critica sulla Croisette vincendo il Premio della Giuria al Festival di Cannes 2025 e aver incassato cinque European Film Awards, il film si prepara al suo debutto in esclusiva su MUBI dal 13 febbraio, offrendo al pubblico l'opportunità di immergersi in un'esperienza sensoriale prima della fatidica notte degli Oscar, dove concorre come Miglior Film Internazionale e Miglior Sonoro.
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La forza di Sirāt risiede nella sua capacità di sfidare le convenzioni narrative. Come ha sottolineato la critica internazionale, siamo di fronte a un'opera ibrida che mescola il road movie con il rito ancestrale. Le parole di Cinematografo restituiscono perfettamente la natura dell'operazione: «Quello che stai guardando non è un film. È una danza. È un rito. È un richiamo». Laxe orchestra una sinfonia visiva che mette alla prova i limiti fisici e psicologici dei suoi protagonisti e, di riflesso, dello spettatore.
Il comparto tecnico gioca un ruolo fondamentale in questa immersione. Non è un caso che il film abbia trionfato agli EFA per la miglior fotografia (Maura Herce), il miglior montaggio (Cristóbal Fernández) e soprattutto il miglior sonoro (Laia Casanovas). L'audio è l'architrave su cui si regge l'intera struttura emotiva del film, un tappeto sonoro che guida la discesa negli inferi o l'ascesa verso la trascendenza, a seconda di come si voglia interpretare il cammino dei personaggi.
Prodotto, tra gli altri, da Pedro e Agustín Almodóvar per El Deseo, Sirāt rappresenta un pezzo di cinema europeo coraggioso, viscerale e necessario. Mentre Libération lo definisce un «road movie affascinante e ipnotico fino all’ultimo istante», la sua candidatura agli Academy Awards e ai BAFTA conferma come l'industria sia pronta a riconoscere opere che osano abbandonare la sicurezza della narrazione classica per abbracciare l'incertezza del viaggio. Dal 13 febbraio, quel viaggio sarà a portata di clic, pronto a trascinarci in un Marocco mai visto prima.
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