Paolo Calabresi e l'arte dell'inganno: "Tutti gli uomini che non sono" svela i mille volti del dolore
Paolo Calabresi porta a teatro "Tutti gli uomini che non sono". Un'analisi del confine tra finzione e realtà attraverso video e traumi personali.
Dal falso Nicolas Cage ai video inediti, l'attore porta a teatro il cortocircuito tra identità e finzione. Al via il tour dal 21 febbraio con Carolina Di Domenico.
[di Angelo Bruno]
Il palcoscenico si trasforma in uno specchio di identità frammentate nell'ultimo, coraggioso progetto teatrale di Paolo Calabresi, intitolato Tutti gli uomini che non sono. Tratto dal suo omonimo libro, lo spettacolo, scritto e diretto dallo stesso attore, esplora l'affascinante e inquietante labirinto psicologico di un interprete spintosi ben oltre i confini fisiologici della propria professione. Sostenuto dalla produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo, l'autore condivide la scena con Carolina Di Domenico, alla quale è affidato il delicato e fondamentale ruolo della moglie.
La narrazione scava a fondo nelle celebri e clamorose trasformazioni dell'attore in personaggi reali. L'immaginario collettivo ricorda perfettamente la surreale performance del falso Nicolas Cage, accolto con tutti gli onori allo stadio dal presidente del Milan. La genesi di queste operazioni di mimetismo estremo nasconde tuttavia un trauma profondo. Travolto da una serie di eventi dolorosi concentrati in pochissime settimane, Calabresi ha trovato una via d'uscita attraverso un uso totalmente inedito della recitazione. Ha iniziato a rubare l'identità di figure celebri, da John Turturro a Marilyn Manson, fino a un capo africano, agendo nella vita reale all'insaputa di chiunque.
Questo continuo cortocircuito tra finzione e realtà ha finito per invadere inesorabilmente la sua sfera privata, investendo la sua numerosa famiglia e il rapporto coniugale. Lo stesso autore confessa le origini dell'opera: «Per dieci anni ho fatto l’attore infiltrato. Parallelamente al mio lavoro 'normale', mi sono dedicato a fingermi persone realmente esistenti in situazioni reali e all’insaputa di tutti, accumulando molto materiale video che nessuno ha mai visto. Qui lo mostrerò». Lo spettacolo integra infatti filmati originali e del tutto inediti, arricchendo l'esperienza teatrale con una prova documentale di rara potenza visiva.
Il cuore dell'opera risiede nella sua spietata autenticità emotiva. L'attore riflette sul senso ultimo di questo immenso archivio personale: «Ho pensato a lungo su quale destinazione dare alle tante ore di filmati che ho girato in quegli anni. Solo dopo molto tempo ho capito che volevo parlare della perdita di sé stessi, del gioco dell’attore, della confusione tra vero e falso e soprattutto delle cose incredibili che possono nascere dal dolore. Perché non c’è condizione più favorevole di quella di chi non ha nulla da perdere per tirar fuori capacità nascoste».
Il tour nazionale prenderà il via il 21 febbraio 2026 al Teatro Stabile dell’Umbria a Todi. Il viaggio toccherà successivamente numerose piazze italiane, passando per il Teatro Comunale di Thiene dal 24 al 26 febbraio, il Teatro Astra di San Donà di Piave il 27 febbraio e il Teatro Accademico di Castelfranco Veneto il 28 febbraio. A marzo la tournée si sposterà al Sud, raggiungendo il Teatro Comunale Fusco di Taranto il 3 e 4, il Teatro Comunale di Corato il 5, il Teatro Comunale Lembo di Canosa di Puglia il 6 e il Teatro Umberto Giordano di Foggia il 7. Il sipario calerà su questa incredibile confessione teatrale il 17 maggio al Teatro Ambra Jovinelli di Roma, chiudendo un cerchio narrativo ed esistenziale di straordinario impatto.
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