Tutti i vincitori della Berlinale: Orso d'Oro a Yellow Letters. Serata finale accesa dai discorsi pro-Gaza di Osta, Alkhatib e Alper.
La giuria di Wenders spiazza la critica premiando Yellow Letters. I vincitori trasformano il palco in un appello per la Palestina, mentre Tricia Tuttle difende a spada tratta la rassegna.
[di Alex M. Salgado]
La 76esima edizione della Berlinale si chiude con una cerimonia vibrante, politicamente accesa e pronta a sfidare radicalmente le aspettative della critica internazionale. La giuria presieduta da Wim Wenders ha sorpreso gli addetti ai lavori assegnando l'Orso d'Oro a Yellow Letters di Ilker Çatak e il Gran Premio della Giuria a Salvation del regista turco Emin Alper. Wenders ha elogiato il film vincitore descrivendolo come un dramma sul "linguaggio politico del totalitarismo in opposizione al linguaggio empatico del cinema". Il riconoscimento per la miglior regia è andato a Grant Gee per Everybody Digs Bill Evans.
Il clima della serata finale ha riflesso interamente le profonde tensioni geopolitiche dei giorni scorsi, trasformando il palco in un potente megafono per la questione palestinese. Marie-Rose Osta, vincitrice dell'Orso d'Oro per il Miglior Cortometraggio con l'opera Someday a Child, ha denunciato duramente i bombardamenti israeliani. Nel suo discorso ha affermato: "In realtà i bambini a Gaza, in tutta la Palestina e nel mio Libano non hanno superpoteri per proteggersi dalle bombe israeliane [...] Nessun bambino dovrebbe aver bisogno di superpoteri per sopravvivere a un genocidio autorizzato dai poteri di veto e dal collasso del diritto internazionale".
Sulla stessa lunghezza d'onda si è sintonizzato Abdallah Alkhatib, a cui è andato il premio per la Miglior Opera Prima (Perspectives) per Chronicles From the Siege. Il regista ha portato sul palco una bandiera palestinese e ha criticato apertamente il governo tedesco per la sua complicità nelle azioni di Israele, chiudendo l'intervento con un vigoroso appello a "liberare la Palestina". Emin Alper, insignito dell'Orso d'Argento Gran Premio della Giuria per Salvation, ha espresso solidarietà globale ricordando al pubblico in sala: "Il popolo della Palestina, non siete soli. Il popolo dell'Iran che soffre sotto la tirannia, non siete soli".
A tirare le fila di un'edizione definita da lei stessa "emotivamente carica" è stata la direttrice Tricia Tuttle. Con le lacrime agli occhi, ha ammesso le complessità di un festival svoltosi "in un mondo crudo e fratturato, popolato da persone portatrici di molto dolore e rabbia". Tuttle ha abbracciato le sfide pubbliche affrontate in questi giorni: "Siamo anche stati sfidati pubblicamente quest'anno: e questo è un bene". Ha difeso la libertà di espressione, per poi sigillare la rassegna con un'affermazione definitiva: "Se questa Berlinale è stata carica di emozioni, non è un fallimento della Berlinale, e non è un fallimento del cinema; è la Berlinale che fa il suo lavoro, ed è il cinema che fa il suo lavoro".
I Vincitori della Berlinale 2026
Orso d'Oro per il Miglior Film: Yellow Letters, regia di Ilker Çatak
Orso d'Argento Gran Premio della Giuria: Salvation, regia di Emin Alper
Orso d'Argento Premio della Giuria: Queen at Sea, regia di Lance Hammer
Orso d'Argento per il Miglior Regista: Grant Gee per Everyone Digs Bill Evans
Orso d'Argento per la Miglior Interpretazione da Protagonista: Sandra Hüller per Rose
Orso d'Argento per la Miglior Interpretazione da Non Protagonista: Anna Calder-Marshall e Tom Courtenay per Queen at Sea
Orso d'Argento per la Miglior Sceneggiatura: Geneviève Dulude-de Celles per Nina Roza
Orso d'Argento per lo Straordinario Contributo Artistico: Anna Fitch per Yo (Love Is a Rebellious Bird)
GFF First Feature Award (Perspectives): Chronicles From the Siege, regia di Abdallah Alkhatib
Menzione Speciale (Perspectives): Forest High (Forêt Ivre), regia di Manon Coubia
Berlinale Documentary Award: If Pigeons Turned to Gold, regia di Pepa Lubojacki
Orso d'Oro per il Miglior Cortometraggio: Someday a Child, regia di Marie-Rose Osta
Orso d'Argento Premio della Giuria (Cortometraggio): A Woman's Place Is Everywhere, regia di Fanny Texier
CUPRA Filmmaker Award: Jingkai Qu per Kleptomania
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