$type=ticker$count=12$cols=4$cate=0

Parigi 2030: Il rinascimento sotterraneo del Grand Paris Express

Grand Paris Express: 68 nuove stazioni trasformate in opere d'arte. Pistoletto, Kiefer protagonisti del più grande progetto culturale europeo

La Ville Lumière ridisegna la sua geografia urbana con il più imponente cantiere d'Europa: 200 chilometri di nuove linee e 68 stazioni che, grazie al dialogo tra architetti e artisti, si trasformeranno nella più vasta collezione d'arte pubblica al mondo.

[di Mina Jane]

Grand-Paris-Express-riqualificazione-urbana

Dimenticate la metropolitana come mero luogo di transito, spazio anonimo da attraversare con lo sguardo basso o fisso su uno schermo. Parigi sta compiendo una rivoluzione silenziosa sotto i nostri piedi, riscrivendo il concetto stesso di infrastruttura pubblica. Il Grand Paris Express non si limita a promettere efficienza con le sue quattro nuove linee automatiche; sta edificando un museo diffuso, una galleria d'arte tentacolare che entro il 2030 cucirà insieme il centro e le periferie dell'Île-de-France.

L'ambizione è titanica: investire oltre 36 miliardi di euro non solo per spostare due milioni di passeggeri al giorno, ma per immergerli nella bellezza. Sotto la direzione artistica di José-Manuel Gonçalvès, il progetto ha introdotto il metodo radicale dei "Tandem". Nessun'opera viene paracadutata a posteriori in spazi residui; al contrario, l'artista e l'architetto lavorano in simbiosi fin dalle prime bozze progettuali. «Questa collezione darà vita a un grande museo sotterraneo, aperto a tutti, che rafforzerà l'ambizione urbana del progetto», dichiara Jean-François Monteils, presidente della Société des Grands Projets, sottolineando come l'arte sia diventata materia costitutiva dell'ingegneria.

Gare Champigny Centre Michelangelo Pistoletto & Thomas Richez-Michelangelo Pistoletto - Opacity, Thomas Richez
In questo scacchiere culturale, l'Italia gioca una partita da protagonista assoluta. A Champigny Centre, il maestro dell'Arte Povera Michelangelo Pistoletto lavora con l'architetto Thomas Richez per installare Aimer les différences. Un nastro luminoso che corre lungo le pareti proclamando l'amore per le differenze in sedici lingue, un'estensione del suo celebre "Terzo Paradiso" che trasforma la stazione in un tempio laico di accoglienza.

LEGGI ANCHE: Michelangelo Pistoletto: Il Titano dell'Arte Povera Incontra l'Eternità delle Piramidi di Giza

LuciSullaScenaMagazine è anche su WhatsappÈ sufficiente cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornati.

Spostandoci verso nord, nella stazione di Sevran-Beaudottes, l'artista milanese Loris Cecchini porta la sua poetica delle forme organiche. La sua opera Waterbones, composta da migliaia di moduli d'acciaio che simulano strutture molecolari, dialoga con la luce naturale filtrata dall'architettura di Jean-Marie Duthilleul, creando un'illusione di fluidità biologica che contamina la rigidità del calcestruzzo. Anche Tatiana Trouvé, nata a Cosenza e ormai parigina d'adozione, firma un intervento suggestivo a Bagneux, lavorando sulla disorientazione spaziale e la memoria dei luoghi.

Ma l'impronta italiana non è solo concettuale; è letteralmente la base su cui camminerà Parigi. L'eccellenza industriale di Lea Ceramiche è stata scelta per pavimentare 28 delle nuove stazioni, fornendo oltre 110.000 metri quadrati di superfici tecnologiche capaci di resistere al calpestio di milioni di passi senza perdere la loro eleganza materica.

Saint-Denis Pleyel Prune Nourry
Il panorama internazionale è altrettanto vertiginoso. A Saint-Denis Pleyel, snodo cruciale progettato da Kengo Kuma, l'artista Prune Nourry ha installato 108 veneri realizzate con la terra di scavo dei cantieri, restituendo sacralità alla materia geologica. All'aeroporto di Orly, il portoghese Vhils ha utilizzato i tradizionali azulejos per ritrarre i volti anonimi dei pendolari, perché, come lui stesso afferma, «esiste un legame che unisce il movimento, le persone e le città». A Versailles, Anselm Kiefer evoca la storia e il mito con un'installazione monumentale, mentre a Clichy-Montfermeil JR ricuce le ferite sociali delle banlieues con un immenso collage fotografico degli abitanti.

Il Grand Paris Express si rivela così un'opera di ingegneria sociale prima ancora che trasportistica. Le stazioni diventano nuovi centri di gravità, luoghi dove l'arte non è un lusso per pochi, ma un diritto quotidiano per tutti.

--

LuciSullaScenaMagazine è anche su Whatsapp

È sufficiente cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornati.

COMMENTS

Loaded All Posts Not found any posts VIEW ALL Readmore Reply Cancel reply Delete By Home PAGES POSTS View All RECOMMENDED FOR YOU LABEL ARCHIVE SEARCH ALL POSTS Not found any post match with your request Back Home Sunday Monday Tuesday Wednesday Thursday Friday Saturday Sun Mon Tue Wed Thu Fri Sat January February March April May June July August September October November December Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec just now 1 minute ago $$1$$ minutes ago 1 hour ago $$1$$ hours ago Yesterday $$1$$ days ago $$1$$ weeks ago more than 5 weeks ago Followers Follow THIS PREMIUM CONTENT IS LOCKED STEP 1: Share to a social network STEP 2: Click the link on your social network Copy All Code Select All Code All codes were copied to your clipboard Can not copy the codes / texts, please press [CTRL]+[C] (or CMD+C with Mac) to copy Table of Content