Michelangelo Pistoletto porta il Terzo Paradiso alle Piramidi di Giza per "Forever is Now 2025". Un evento epocale tra Arte Povera e antico Egitto.
Il maestro italiano Michelangelo Pistoletto protagonista di "Forever is Now" alle Piramidi di Giza, un dialogo tra arte contemporanea, storia millenaria e il suo iconico Terzo Paradiso.
[di Mina Jane]
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| Michelangelo Pistoletto |
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| Venere degli Stracci |
Nato a Biella nel 1933, Pistoletto ha impresso una svolta rivoluzionaria al linguaggio artistico sin dagli anni '60. I suoi celeberrimi Quadri Specchianti, concepiti tra il 1961 e il 1962, scardinarono la prospettiva rinascimentale convenzionale, immettendo direttamente lo spettatore e il fluire del tempo reale nel cuore dell'opera, un gesto che si rivelerà fondativo per tutta la sua ricerca successiva. Di lì a poco, con gli Oggetti in Meno (1965-1966), Pistoletto infranse l'idea di uno stile univoco, spianando la via all'Arte Povera, movimento poi teorizzato da Germano Celant nel 1967. Di questa corrente, che propugnava l'impiego di materiali poveri e quotidiani – come stracci, legno, terra – per interrogare le convenzioni e il sistema dell'arte con un linguaggio più diretto e radicato, Pistoletto è stato protagonista indiscusso. Opere emblematiche come la Venere degli Stracci (1967) incarnano potentemente questo approccio, sfidando le gerarchie culturali. Accanto a essa, si colloca per importanza concettuale anche La Mela Reintegrata, un simbolo potente del suo Terzo Paradiso, che invita a una ricucitura tra natura e artificio, quest'ultimo evocato persino nel celebre logo della mela morsicata della Apple, per tendere a un nuovo equilibrio globale.
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| La mela reintegrata |
Il percorso di Pistoletto è un'evoluzione costante: dall'introspezione dei primi lavori verso un impegno sempre più marcato con le dinamiche sociali, culminato nel Progetto Arte (1994)
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| Courtesy Art Egypte Jean-Marie Appriou, Vessel of Time, 2024, bronzo e argilla del Nilo color ocra. |
La presenza di Pistoletto a Giza trascende, dunque, i confini dell'evento puramente artistico per elevarsi ad autentico atto di diplomazia culturale, impreziosito ulteriormente dall'istituzione di un programma di residenza destinato a un giovane artista egiziano presso l'Accademia Unidee di Biella. Immaginiamo così la sua installazione al cospetto delle Piramidi – luoghi che incarnano la grandezza del passato e lanciano una perenne sfida all'eternità – caricarsi di una risonanza profonda. Sarà un invito a meditare sul lungo cammino dell'umanità, sulla responsabilità che ci incombe di plasmare un futuro sostenibile attingendo alla saggezza ancestrale e, al contempo, abbracciando la vibrante creatività del presente. Si profila così un dialogo intessuto tra passato, presente e futuro, la cui eco è destinata a propagarsi ben oltre i confini del deserto e l'inesorabile scorrere del tempo.
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