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Omicidio Reiner: Hollywood piange il regista di MISERY e HARRY TI PRESENTO SALLY

Addio a Rob Reiner e moglie, uccisi a LA. Indagato il figlio. Dal genio di Misery al dramma di Being Charlie: il lutto del cinema.

Trovati morti Rob Reiner e la moglie Michele. Indagato il figlio Nick. Il ricordo di Stephen King e il presagio del film "Being Charlie".

[di Alex M. Salgado]

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C'è un silenzio assordante oggi a Brentwood, un silenzio che fa più rumore delle risate registrate di Arcibaldo o delle urla strazianti di Misery non deve morire. La notizia della morte di Rob Reiner e di sua moglie Michele Singer non è solo un fatto di cronaca nera che macchia le colline di Los Angeles; è la fine brutale di un capitolo fondamentale della storia del cinema americano. E il fatto che il principale indiziato sia il figlio Nick, trasforma questa tragedia in un dramma shakespeariano che nessuno sceneggiatore avrebbe mai avuto il coraggio di scrivere.

Director Rob Reiner, Kathy Bates, and James Caan on the set of Misery
Rob Reiner, Kathy Bates e James Caan sul set di Misery
Dal sorriso all'incubo: l'eclettismo di un genio In queste ore, molti ricordano Reiner per Harry ti presento Sally o La storia fantastica, pellicole che hanno definito il concetto moderno di commedia e favola. Ma limitarlo a questo sarebbe un torto alla sua maestria. Rob Reiner possedeva una dote rara: l'eclettismo assoluto. È stato l'uomo capace di portarci nelle profondità dell'amicizia adolescenziale con Stand By Me, per poi, pochi anni dopo, chiuderci in una stanza isolata dalla neve con Misery non deve morire (1990). Con Misery, Reiner non solo regalò l'Oscar a Kathy Bates, ma dimostrò al mondo che il "Meathead" della TV sapeva orchestrare la tensione e l'orrore psicologico con la stessa maestria di Hitchcock. Sapeva farci ridere fino alle lacrime e, un attimo dopo, raggelarci il sangue.
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"Being Charlie": quando il cinema è un presagio 

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Ma è impossibile oggi, alla luce delle indagini che puntano il dito contro il figlio Nick, non pensare a Being Charlie (2015). Quel film, diretto da Rob e scritto proprio insieme a Nick, era un tentativo disperato e coraggioso di esorcizzare i demoni della dipendenza che tormentavano il ragazzo. Era un atto d'amore paterno, un modo per dire: "Vedo il tuo dolore, trasformiamolo in arte". Rivedere oggi quelle scene, sapendo che quella stessa oscurità che padre e figlio avevano combattuto insieme sullo schermo potrebbe aver inghiottito la realtà, è devastante. È la dimostrazione più crudele che, a volte, l'amore e l'arte non bastano a fermare la caduta.

Il cordoglio di una comunità orfana 

La reazione di Hollywood è stata immediata e viscerale, segno che Reiner non era solo ammirato, ma profondamente amato. Oltre alle parole istituzionali di Barack Obama, che ha ricordato la sua fede nella bontà, sono le voci dei colleghi a restituirci la dimensione dell'uomo. Billy Crystal, compagno di mille avventure, si è chiuso in un silenzio stampa che vale più di mille parole, mentre fonti vicine riferiscono che sia assolutamente distrutto. Jamie Lee Curtis, che con Reiner condivideva non solo set ma anche battaglie civili, ha scritto: "Hanno spento una delle luci più brillanti. Rob non era solo un regista, era una bussola morale per tutti noi". Anche Stephen King, solitamente restio ai commenti personali, ha voluto omaggiare il regista che meglio di chiunque altro ha saputo adattare le sue opere: "Rob ha capito 'Misery' e 'The Body' (Stand By Me) meglio di quanto li avessi capiti io scrivendoli. Ho perso un grande interprete della mia anima".

Mentre la polizia della California prosegue il suo lavoro tra i nastri gialli che circondano la villa, noi restiamo con le sue opere. Pellicole che ci hanno insegnato che l'amicizia dura per sempre, che l'amore può nascere dopo anni di amicizia e che, purtroppo, i mostri a volte non sono sotto il letto, ma siedono al nostro stesso tavolo.

Addio, Rob. E grazie per averci detto la verità, anche quando facevi finta che fosse solo un film.

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