Addio a Rob Reiner e moglie, uccisi a LA. Indagato il figlio. Dal genio di Misery al dramma di Being Charlie: il lutto del cinema.
Trovati morti Rob Reiner e la moglie Michele. Indagato il figlio Nick. Il ricordo di Stephen King e il presagio del film "Being Charlie".
[di Alex M. Salgado]
C'è un silenzio assordante oggi a Brentwood, un silenzio che fa più rumore delle risate registrate di Arcibaldo o delle urla strazianti di Misery non deve morire. La notizia della morte di Rob Reiner e di sua moglie Michele Singer non è solo un fatto di cronaca nera che macchia le colline di Los Angeles; è la fine brutale di un capitolo fondamentale della storia del cinema americano. E il fatto che il principale indiziato sia il figlio Nick, trasforma questa tragedia in un dramma shakespeariano che nessuno sceneggiatore avrebbe mai avuto il coraggio di scrivere.
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| Rob Reiner, Kathy Bates e James Caan sul set di Misery |
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"Being Charlie": quando il cinema è un presagio
Il cordoglio di una comunità orfana
La reazione di Hollywood è stata immediata e viscerale, segno che Reiner non era solo ammirato, ma profondamente amato. Oltre alle parole istituzionali di Barack Obama, che ha ricordato la sua fede nella bontà, sono le voci dei colleghi a restituirci la dimensione dell'uomo. Billy Crystal, compagno di mille avventure, si è chiuso in un silenzio stampa che vale più di mille parole, mentre fonti vicine riferiscono che sia assolutamente distrutto. Jamie Lee Curtis, che con Reiner condivideva non solo set ma anche battaglie civili, ha scritto: "Hanno spento una delle luci più brillanti. Rob non era solo un regista, era una bussola morale per tutti noi". Anche Stephen King, solitamente restio ai commenti personali, ha voluto omaggiare il regista che meglio di chiunque altro ha saputo adattare le sue opere: "Rob ha capito 'Misery' e 'The Body' (Stand By Me) meglio di quanto li avessi capiti io scrivendoli. Ho perso un grande interprete della mia anima".
Mentre la polizia della California prosegue il suo lavoro tra i nastri gialli che circondano la villa, noi restiamo con le sue opere. Pellicole che ci hanno insegnato che l'amicizia dura per sempre, che l'amore può nascere dopo anni di amicizia e che, purtroppo, i mostri a volte non sono sotto il letto, ma siedono al nostro stesso tavolo.
Addio, Rob. E grazie per averci detto la verità, anche quando facevi finta che fosse solo un film.
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