Il sindacato attori UK accusa: migliaia di performer scansionati via IA senza consenso. Una battaglia cruciale per i diritti e il futuro del cinema
Un'esclusiva di Deadline svela la lettera aperta del sindacato Equity a Pact, alla vigilia di negoziati cruciali. In gioco non ci sono solo i contratti, ma il futuro stesso della performance e il diritto all'immagine nell'era dell'Intelligenza Artificiale.
[di Alessandro Massimo]Nel cuore pulsante dell'industria audiovisiva britannica si
è aperta una frattura che minaccia di diventare insanabile. Lo spettro
dell'Intelligenza Artificiale generativa non è più un concetto avveniristico,
ma una prassi consolidata e, secondo il sindacato degli attori Equity, spesso
illegittima. In una lettera al vetriolo ottenuta in esclusiva da Deadline,
Equity lancia un'accusa pesantissima: "migliaia di performer del
Regno Unito sono stati scansionati digitalmente sul set senza il loro
consenso informato".
Questa denuncia non rappresenta un lamento isolato, ma un
grido d'allarme corale sottoscritto da quasi 1.500 professionisti del settore,
tra cui spiccano nomi del calibro di Tamsin Greig, Alan Davies, Nicola Walker e
Wilf Scolding. La lettera, indirizzata all'associazione dei produttori Pact,
arriva come un colpo di cannone alla vigilia dell'ennesimo, decisivo round di
negoziazioni previsto per il 25 giugno. Dopo dodici mesi di trattative
infruttuose, la pazienza è finita e la protezione contro l'uso indiscriminato
dell'IA è diventata il principale punto di rottura.
Il sindacato denuncia una totale mancanza di trasparenza:
"Non abbiamo alcuna trasparenza su come le nostre performance, sembianze e dati personali vengano registrati, archiviati e processati nel contesto della produzione e oltre La posta in gioco è altissima, poiché gli accordi collettivi in discussione governano la stragrande maggioranza delle produzioni televisive e cinematografiche indipendenti britanniche"
La determinazione di Equity è inequivocabile. Il segretario generale rieletto Paul Fleming ha dichiarato che il sindacato è pronto all'azione sindacale - e non si tratta di un bluff. Equity ha già minacciato azioni legali contro colossi come BBC, ITV e Disney qualora i diritti dei suoi membri venissero violati nell'addestramento di modelli di IA. La linea del Piave è tracciata con chiarezza cristallina:
"Non accetteremo alcun accordo che non ci garantisca protezioni chiave per l'uso dei nostri dati personali nell'addestramento di sistemi di IA e nella creazione di performance generate dall'IA. Questa, ribadisce il sindacato, è una "linea rossa" nelle negoziazioni"
La strategia di Equity si ispira parzialmente ai nuovi
contratti ottenuti dalla controparte statunitense SAG-AFTRA, adattando quelle
tutele alle specificità del mercato britannico e includendo categorie
particolarmente vulnerabili come doppiatori e artisti di supporto. La
situazione è ulteriormente complicata dal fatto che persino gli accordi
separati di BBC e ITV con Equity non includono ancora salvaguardie sull'IA, in
attesa che si risolva la disputa con Pact, sebbene i broadcaster assicurino che
il tema "rimane saldamente sul tavolo delle discussioni".
Mentre l'associazione dei produttori Pact si chiude in un
laconico rifiuto di commentare, il contesto più ampio rivela l'estrema urgenza
della questione. Un recente rapporto del BFI ha rivelato che le sceneggiature
di oltre 130.000 tra film e programmi televisivi sono già state utilizzate per
addestrare modelli di IA generativa, mentre il governo britannico sta valutando
una legislazione che imporrebbe un meccanismo di "opt-out"
obbligatorio per i detentori di copyright.
Il confronto del 25 giugno non deciderà soltanto le clausole
di un contratto, ma definirà il confine etico e legale tra l'artista e il suo
doppio digitale. È una battaglia per l'anima stessa della creatività, dove in
palio c'è il diritto inalienabile di ogni performer di controllare la propria
immagine e la propria voce nell'era digitale.

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