Oggi Paolo Genovese apre la Festa del Cinema di Roma 2026 con Il rumore delle cose nuove: tre coppie, una gabbia e il senso di una scelta.
Dopo FolleMente, Genovese porta sullo schermo un suo romanzo e inaugura la ventunesima Festa del Cinema di Roma, sezione Grand Public. Nei cinema dal 12 novembre.
[di Redazione]
Tre scatole bianche appese a una parete chiara, e in ognuna una coppia che ha trovato la sua distanza. Lui con le mani in tasca, lei con le braccia incrociate, a mezzo passo l’uno dall’altra. Lei con la schiena contro il muro, lui chino su di lei con una mano appoggiata alla parete. Due seduti sul pavimento, con un metro d’aria in mezzo che nessuno dei due si decide ad attraversare. E giù in basso, fuori da tutte le scatole, un uomo seduto per terra, da solo. Il manifesto di Il rumore delle cose nuove dice già quasi tutto. Oggi quelle scatole entrano all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, e la ventunesima Festa del Cinema di Roma comincia da lì, con il film di Paolo Genovese presentato nella sezione Grand Public durante la cerimonia inaugurale condotta da Ema Stokholma.
Tre coppie, una gabbia
Paolo Genovese ci ha messo dentro tre coppie che vivono a Milano e non si sono mai incontrate. Hanno in comune una cosa sola, la gabbia che ciascuna si è costruita addosso “per paura di trovare chissà cosa là fuori”. Dentro si sta tranquilli, i sentimenti tenuti a bada in un perimetro rassicurante. Poi arriva un evento che nessuno aveva previsto, le tocca tutte e tre, e a quel punto bisogna rimettere ordine, decidere cosa tenere e cosa buttare.
Dal romanzo alla sala
Il film viene da un romanzo che Genovese ha pubblicato con Einaudi, ed è la terza volta che porta al cinema un libro suo, dopo Il primo giorno della mia vita e Supereroi. La sceneggiatura l’ha scritta con Igor Artibani, la canzone che dà il titolo al film l’ha firmata Brunori Sas. Ultimo passaggio di una staffetta di cantautori lunga quindici anni: Alex Britti per Immaturi, Daniele Silvestri per Tutta colpa di Freud, Francesco De Gregori per Sei mai stata sulla luna?, Fiorella Mannoia per Perfetti sconosciuti.
Anche il cast si legge come una mappa. Emanuela Fanelli, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini e Claudio Santamaria arrivano da FolleMente, la commedia che nel 2025 ha superato i 17,4 milioni di euro, ha scavalcato Perfetti sconosciuti ed è diventata il successo più grande nella storia di Lotus Production. Stefano Accorsi, Lino Musella ed Edoardo Pesce sono la parte nuova del disegno, con Rolando Ravello nei panni di uno psicanalista. Produce Lotus, società di Leone Film Group di cui Genovese è direttore artistico dal 2016, con Rai Cinema e in associazione con Vice Pictures. E la Festa, per lui, è casa nota: The Place la chiuse nel 2017, la serie I Leoni di Sicilia vi fu presentata in anteprima nel 2023.
Il gesto della Festa
Da quando Paola Malanga ne firma la direzione artistica, la Festa apre in italiano, con film che arrivano in sala nel giro di poche settimane. Nel 2023 toccò a C’è ancora domani di Paola Cortellesi, nel 2024 a Berlinguer - La grande ambizione di Andrea Segre, lo scorso anno a La vita va così di Riccardo Milani. Adesso tocca a Genovese, e la logica è limpida: la serata inaugurale diventa la rampa di lancio della stagione autunnale, il festival consegna la prima parola al pubblico, e il cinema italiano che ancora riempie le sale si prende il centro della scena.
Il primo rumore
Stasera il primo verdetto arriverà dalla sala: una risata al momento giusto, un silenzio che dura un secondo di troppo, l’applauso sui titoli di coda. Poi il film uscirà dal recinto del festival. Arriverà nei cinema il 12 novembre con 01 Distribution, e in quel mese di attesa il passaparola dell’Auditorium dovrà trasformarsi in biglietti staccati. Tre coppie, tre scatole, un uomo seduto fuori. Il conto parte stasera.
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