A Londra Everyone Hates Elon trasforma Epstein in testimonial dei Ray-Ban Meta AI. La crisi del consenso digitale spiegata in un'immagine.
Un cavalletto davanti al flagship Ray-Ban di Londra trasforma la foto segnaletica di Epstein in testimonial dei Meta AI. Firma il collettivo Everyone Hates Elon.
[di Alessandro Massimo]
Sabato mattina, davanti alla vetrina del flagship Ray-Ban di Londra, un passante si ferma. Il cavalletto pubblicitario appoggiato al marciapiede sembra uno qualsiasi, di quelli che i negozi mettono fuori per attirare l'attenzione. Poi guarda meglio. La faccia stampata è quella di Jeffrey Epstein, presa dal registro dei sex offender dello Stato di New York. Sul naso, incollati digitalmente, i Ray-Ban Meta AI. Sotto, una riga di caption: "Glasses for people who don't do consent". Occhiali per chi il consenso non lo chiede.
Il collettivo posta l'immagine su Instagram l'otto agosto. Due giorni dopo la rilancia Hyperallergic, firma di Rhea Nayyar. Un semplice sandwich board di legno, come quelli davanti ai bar. La rivendicazione: "Stiamo solo aiutando Ray-Ban e Meta a vendere i loro pervert glasses, assicurandoci che tutti vedano il nuovo spot".
Il collettivo della Swasticar
Dietro l'operazione c'è Everyone Hates Elon, collettivo londinese nato all'inizio del 2025 in risposta al ruolo di Musk nel Department of Government Efficiency dell'amministrazione Trump. Fanno subvertising, parody ads, campagne virali. Hanno debuttato con la Swasticar, parodia Tesla piazzata alle fermate del bus di Clerkenwell: "Goes from 0 to 1939 in 3 seconds", "Autopilot for your car. Autocrat for your country". Hanno affisso una placca "Gemellata con l'isola di Epstein" all'ingresso del Trump International Golf Links in Scozia. Hanno infilato merchandise Trump-Epstein nel gift shop del Castello di Windsor durante la visita di Stato. Hanno affisso alla fermata di Nine Elms, di fronte all'ambasciata USA, un poster con la foto Trump-Epstein. Un crowdfunding da trentaduemila sterline. Una Tesla Model S distrutta in pubblico.
Occhiali che registrano, LED che non si vede
Gli occhiali sono la joint venture EssilorLuxottica-Meta. La seconda generazione monta una fotocamera da 12 megapixel, cinque microfoni, altoparlanti open-ear. Registrano video. Il LED bianco che dovrebbe segnalarlo è tanto piccolo che alcuni utenti hanno provato a trapanarlo per disattivarlo. Meta a metà 2026 ha rilasciato l'update v26: se il LED viene manomesso, la fotocamera si spegne da sola. Sono stati ribattezzati "pervert glasses" dopo casi documentati di riprese non consensuali. Oltre novemila persone hanno scritto a Meta per dichiarare che non acconsentono a essere filmate. L'Electronic Frontier Foundation, a marzo, ha pubblicato un editoriale che invita a rifletterci prima di comprarli. DuckDuckGo, per contrappasso, ha lanciato i Normal Sunglasses. Meta intanto lavora a un prototipo di AI super-sensing e prova a rilanciare il prodotto con Kylie Jenner testimonial, contro cui il collettivo aveva già piazzato dupes olografici degli spot con la scritta nascosta "we're always watching". Vi guardiamo sempre.
Guerrilla rovesciata
L'operazione funziona per una ragione precisa. Sovrapporre gli occhiali al volto di Epstein produce in un secondo quello che report legali, cause e regolamenti provano a dire da anni: la sorveglianza è diventata un accessorio di moda, l'assenza di consenso un dettaglio industriale. Il collettivo non spiega. Fa vedere. Nessuna didascalia potrebbe reggere il paragone. Funziona il meccanismo del guerrilla marketing, rovesciato contro chi il guerrilla marketing lo ha industrializzato. La piazza si è spostata. Chi protesta oggi progetta un'immagine che vale trecento articoli. E quando questa immagine tocca due nervi insieme, la privacy e una memoria ancora aperta nella coscienza pubblica, Kylie Jenner sparisce dietro una foto segnaletica.
Il cavalletto di Londra è durato poche ore. L'immagine no. Continua a circolare, ripostata migliaia di volte, appoggiata a un marciapiede che nessuno ricorda più. Un annuncio pubblicitario che il marchio non ha comprato e non riesce a fermare.
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