Monica Bellucci conquista il Pardo a Locarno 79 per Ketticè di Giovanni Tortorici. In sala dal 3 settembre con PiperFilm. Il festival spoglia l'icona.
La giuria presieduta da Fabrice Du Welz premia la performance nel film di Giovanni Tortorici. In sala il 3 settembre con PiperFilm, coproduzione Italia-Francia con Luca Guadagnino tra i produttori.
[di Redazione]
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| Courtesy of Locarno Film Festival @EdoardoNerboni |
Una donna in ciabatte davanti al televisore, un pacco di merendine sul divano, un palazzo palermitano vasto come una promessa disattesa. Fuori il caldo del 2012, dentro il silenzio di una madre che ha smesso di aspettarsi qualcosa da suo figlio. La donna è Monica Bellucci. Il film è Ketticè. Il regista è Giovanni Tortorici. Per questo personaggio, ieri sera a Locarno, la giuria della settantanovesima edizione del Locarno Film Festival le ha consegnato il Pardo per la migliore interpretazione, riconoscimento condiviso con Kim Minhee, premiata per il nuovo film di Hong Sangsoo, Nowhere to Lay My Eyes (Nun Dul Dega Eomne).
Il Pardo dice una cosa sola, e la dice netta: correzione di traiettoria. Per anni la macchina da presa ha letto Monica Bellucci come superficie. Da Malèna a Matrix, dalla Bond girl più adulta della saga fino a Irréversible di Gaspar Noé, che di quella superficie fece il teatro di una violenza insostenibile. Giovanni Tortorici ha fatto l'operazione inversa. Ha preso il volto italiano più fotografato del cinema mondiale e lo ha svuotato della sua funzione simbolica. Ne ha ricavato una donna consumata, prigioniera di un ruolo sociale che non regge più, in bilico fra eleganza pubblica e disfacimento privato dentro un palazzo da Gattopardo. Diciannove, il film d'esordio, aveva già mostrato la sua tenuta sulle ambiguità che non chiedono soluzione. Qui la posta era più alta, perché il volto in questione è già stato messo in scena mille volte da altri, e la sfida consisteva nel farlo dimenticare senza cancellarlo.
Il resto del palmarès parla la lingua che Giona A. Nazzaro sta scrivendo da quando ha preso in mano il festival. Pardo d'Oro a You Don't Belong Here del rumeno Florin Șerban, tornato al lungometraggio dopo anni di insegnamento e già Orso d'argento a Berlino nel 2010 con Se voglio fischiare, fischio. Menzione speciale a Teodor Butănescu, uno dei protagonisti del film di Șerban. Hong Sangsoo si è aggiudicato il Pardo per la miglior regia con Nowhere to Lay My Eyes. Premio speciale della giuria a The Riverbank dei brasiliani Matheus Farias ed Enock Carvalho. Cineasti del Presente e First Feature Award a The Illusion of an Everlasting Summer di Alessandra Sanguinetti. Nessuna concessione al glamour di Piazza Grande, nessuno sconto al cinema di apparato. Nazzaro l'ha spiegata dal palco parlando di "palmarès vitale e contemporaneo" e ribadendo che "la giuria non ha mai rinunciato al primato della forma e del linguaggio".
Diciannove giorni separano il Pardo dall'uscita italiana di Ketticè, un film che ieri sera ha cambiato cornice. Una finestra strettissima, se si pensa che i titoli italiani premiati a Locarno impiegano mesi per raggiungere le sale, quando ci arrivano. Cambia il gioco della distribuzione, e cambia il patto con lo spettatore. Chi va per il film di Tortorici troverà una certificazione autoriale già stampata sulla locandina. Chi va per Monica Bellucci troverà un'attrice che non assomiglia a quella che si aspetta. "È la mia prima volta nei panni di una donna trasandata, che si è lasciata andare. Una donna che non si prende più cura di sé. Lo specchio di una società in cui genitori e figli non si parlano più", aveva detto lei stessa presentando il film in conferenza stampa la settimana scorsa. Come avevamo scritto in queste pagine anticipando l'uscita (leggi la nostra recensione), la direzione di Tortorici è stata quella di allontanare Bellucci dal simbolo per restituirla a un corpo: una donna in ciabatte davanti al televisore, con un pacco di merendine aperto. Un personaggio che non fa paura a nessuno, e riempie lo schermo meglio di chiunque altro. Il Pardo di ieri sera lo ha visto per primo.
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