Keith Haring in mostra a Palazzo Braschi dal 6 ottobre 2026. Oltre 140 opere dalla Nakamura Collection ripercorrono la carriera dell'artista.
Dal 6 ottobre 2026 all'11 aprile 2027 il Museo di Roma ospita la grande mostra con oltre 140 opere dalla Nakamura Keith Haring Collection.
[di Redazione]
| Icons / Icone 1990 Serigrafia su carta con goffratura © Keith Haring Foundation Courtesy of Nakamura Keith Haring Collection |
Quarant'anni dopo i suoi interventi effimeri sulle pareti del Ponte Pietro Nenni e nella metropolitana romana, Keith Haring torna nella capitale con una mostra che ne ricostruisce l'intero percorso. Dal 6 ottobre 2026 all'11 aprile 2027, il Museo di Roma a Palazzo Braschi ospita Art Without Borders. Keith Haring, esposizione che riunisce oltre 140 opere e materiali provenienti dalla Nakamura Keith Haring Collection, la maggiore raccolta al mondo dedicata all'artista, insieme a importanti prestiti pubblici e privati.
La mostra è curata da Kaoru Yanase, Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi ed è promossa da Roma Capitale attraverso l'Assessorato alla Cultura e la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. La coproduzione è di Sovrintendenza Capitolina e MondoMostre, con il supporto di Zètema Progetto Cultura e Fineco come Premium Partner.
Un linguaggio universale nato nella New York degli anni Ottanta
Keith Haring è stato uno degli artisti più riconoscibili del secondo Novecento, capace di trasformare la linea in linguaggio pubblico e la strada in arte alta. La sua traiettoria nasce nella New York turbolenta degli anni Ottanta, una città segnata da violenza, droga e degrado urbano, dove l'energia grezza di un'epoca pre-digitale faceva circolare le idee attraverso strade, musica, club e contatto diretto tra le persone. È il contesto in cui prendono forma l'hip-hop e la street art, dove arte, attivismo e cultura popolare si intrecciano senza gerarchie.
Bambini radianti, cani che abbaiano, figure danzanti, angeli, cuori, televisori, piramidi: più che motivi ricorrenti, un alfabeto visivo che continua a parlare a culture e generazioni diverse. Come diceva l'artista, "il pubblico ha diritto all'arte. L'arte è per tutti". È la convinzione che tiene insieme l'intera esposizione.
La dichiarazione dell'Assessore Smeriglio
"Ospitare questa mostra su Keith Haring, con le 140 opere e i materiali in prestito dalla Nakamura Keith Haring Collection, è motivo di particolare soddisfazione", dichiara Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale. "Haring è stato un artista che ha trasformato la street art in uno strumento di comunicazione universale, per affrontare temi politici e sociali e lo ha fatto anche come attivista, pensando sempre e traducendolo in opera, che l'arte è per tutte e tutti, per questo deve essere accessibile, deve parlare delle persone, alla società e della società. Il percorso scelto a Palazzo Braschi valorizzerà il materiale espositivo e rappresenterà un'occasione per tutte e tutti per confrontarsi con un artista che ha messo nella sua arte tutta la sua vita".
Il percorso espositivo: dalla strada alla dimensione simbolica
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| 1983. Photo by © Makoto Murata. Keith Haring artwork © Keith Haring Foundation |
Il progetto si articola in nuclei tematici che seguono il pensiero e la pratica dell'artista: la strada e la metropolitana, l'impegno politico e sociale, il corpo e l'energia vitale, l'arte come linguaggio per tutti, fino alla dimensione simbolica e spirituale. Dentro questo racconto, l'Italia diventa una chiave di lettura autonoma: qui Haring incontra spazi pubblici, galleristi e progetti in dialogo con la sua idea di arte urbana e collettiva.
La sezione iniziale ricostruisce proprio questa geografia italiana attraverso opere e documenti legati a Napoli, Milano e Pisa: dai poster per Lucio Amelio e per la Galleria Salvatore Ala al Poster for Pisa, memoria del percorso che condusse al murale Tuttomondo, fino alla Motorcycle dipinta a Roma nel 1984. La capitale entra in mostra con un nucleo fotografico dedicato agli interventi di quell'anno: al Palazzo delle Esposizioni, in occasione di Arte di frontiera. New York Graffiti, e sulle pareti trasparenti del Ponte Pietro Nenni, lungo la linea A della metropolitana tra Flaminio e Lepanto. Opere effimere, poi cancellate, che le fotografie di Stefano Fontebasso De Martino restituiscono come tracce del passaggio romano di Haring.
Subway Drawings, FDR Drive e la pratica urbana
Street Art & Art in Transit entra nel cuore della pratica urbana dell'artista, dove il segno nasce come intervento veloce, diretto, quasi performativo. Accanto ai Subway Drawings — tra cui Subway Drawing (Nativity), Untitled Subway Drawing (Free South Africa) e Subway Drawing (TV dog) — i sette pannelli Untitled (FDR Drive #10-#16) sono tra i nuclei più forti dell'intera mostra: lamiere dipinte a spray nel 1984 lungo la grande arteria dell'East Side di Manhattan, che restituiscono l'energia del segno di Haring oltre i confini tradizionali della tela. Completa la sezione il cofano d'auto Three Amigos del 1982.
Attivismo, corpo, spiritualità
Political & Social Resonance riunisce opere e poster in cui l'immagine diventa presa di parola pubblica: antirazzismo, apartheid, disarmo nucleare, prevenzione dell'AIDS, diritti LGBTQ+, violenza, droga e tecnologia attraversano lavori come USA 19-18, Free South Africa, Crack Down!, Safe Sex! e i poster per ACT-UP e AIDS Hotline, fino a The Blueprint Drawings, testamento visivo pubblicato poco prima della morte.
Radiant Eros - Celebrate Life esplora il corpo, il desiderio e la gioia di essere vivi, tra i cinque Untitled del 1983, le tavole Bad Boys, il Poster for the Legend of Lily Overstreet e il monumentale Untitled del 1984. Diverse opere realizzate con pigmenti fluorescenti e colori Day-Glo verranno presentate sotto luce nera, ricreando l'atmosfera vibrante originariamente immaginata dall'artista.
Art Is for Everybody raccoglie sculture, poster, oggetti, collaborazioni musicali e progetti pubblici: opere tridimensionali come Curling Dog e Untitled (Three Dancing Figures, Version B), Luna Luna, i poster per il Montreux Jazz Festival e Lucky Strike, insieme al Mural for the Mount Sinai Hospital creato per i bambini in ospedale. Chiude il percorso Symbolic Imagery & Religion, che raccoglie il nucleo più simbolico e spirituale — piramidi, totem, icone, immagini apocalittiche — culminando in Altarpiece: The Life of Christ del 1990, realizzato pochi mesi prima della morte.
Un programma didattico per scuole e nuove generazioni
Il percorso sarà accompagnato da un articolato programma didattico rivolto ai giovani e alle scuole, con attività pensate per avvicinare le nuove generazioni al linguaggio immediato, inclusivo e partecipativo di Haring. Accanto alle proposte educative, visite guidate per il pubblico adulto attraverseranno l'intero mondo dell'artista, dalla street art newyorkese all'impegno civile.
La mostra è aperta dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 19, con chiusura il lunedì e ultimo ingresso un'ora prima. La prevendita del biglietto OPEN e a data fissa è già attiva: intero 17 euro, ridotto 15 euro, prevendita 1 euro. Informazioni al numero 060608 e sui siti museodiroma.it, museiincomune.it.
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