Apre oggi a Roma Moda in Luce 1955-1975: 150 fotografie, 27 abiti originali e filmati rari alla Centrale Montemartini.
Dal 26 giugno al 15 novembre 2026, Archivio Luce Cinecittà racconta l'epoca in cui cinema e haute couture fecero di Roma il centro mondiale dello stile.
[di Mina Jane]
Da oggi, 26 giugno, la Centrale Montemartini ospita Moda in Luce 1955-1975 – Roma fra glamour e innovazione industriale, la mostra fotografica e multimediale organizzata da Archivio Luce Cinecittà con il Ministero della Cultura e curata da Fabiana Giacomotti. È il secondo capitolo di un progetto avviato a Firenze con Palazzo Pitti: la sede romana, interamente nuova per opere, allestimento e temi, racconta il ventennio in cui l'Italia ha trasformato la sartoria in sistema di esportazione globale, e ha scelto Roma come palcoscenico. Fino al 15 novembre 2026.
150 fotografie e 27 abiti inediti: un patrimonio visivo che ridisegna un mito
Il nucleo dell'esposizione è il patrimonio fotografico e filmografico dell'Archivio storico Luce, bene tutelato dall'Unesco: 150 fotografie d'epoca, cinque postazioni video con materiali spesso mai disponibili al pubblico, tessuti, documenti e 27 abiti originali, la maggior parte inediti. L'allestimento, progettato dall'architetto Dario Dalla Lana nello stile di un'elegante sartoria romana degli anni Cinquanta e Sessanta, si conclude in una sala-biblioteca con campionari tessili di Mantero Seta, Taroni e il gruppo Ermenegildo Zegna, volumi rari e riviste d'epoca. I prestiti provengono dagli archivi delle maison, da sartorie cinematografiche storiche come Farani, dal Boncompagni Ludovisi e dal CIAC di Venezia. Centrale il contributo di Massimo Cantini Parrini, costumista più volte candidato all'Oscar, la cui collezione privata restituisce la profondità del legame tra storia del costume e cinema italiano.
Pezzi fondativi: il rosso di Valentino, Galitzine al cinema, Litrico e la Guerra Fredda
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| liber amicorum nr 1 di Angelo Litrico |
Fernanda Gattinoni occupa nella mostra uno spazio narrativo particolare: è lei a interpretare il corpo di Audrey Hepburn per Guerra e pace, ed è nel suo atelier che si incontrano, in competizione drammatica per Roberto Rossellini, Anna Magnani e Ingrid Bergman. Ancora più paradossale la vicenda di Angelo Litrico, che nel corso degli anni Cinquanta veste contemporaneamente Nikita Krusciov e Dwight Eisenhower: la Guerra Fredda declinata come doppio appalto sartoriale. Il percorso raccoglie anche creazioni di Roberto Capucci, Karl Lagerfeld per Fendi, André Laug, Pino Lancetti, Laura Biagiotti, Renato Balestra e le Sorelle Fontana, tra gli altri.
Cinema e haute couture: la sinergia che ha costruito il Made in Italy
Roma svolge in questo ventennio una funzione che nessun'altra città italiana o europea avrebbe potuto esercitare con la stessa efficacia: quella di contenitore e amplificatore simultaneo di due mondi fino ad allora separati. Cinecittà, trasformata dopo il Neorealismo nella "Hollywood sul Tevere", attrae produzioni americane, star internazionali e un indotto di immaginario che la moda intercetta con precisione. Le prime cinematografiche diventano eventi di visibilità mondiale: nel 1960, al cinema Fiamma, la première de La dolce vita di Fellini è già uno degli avvenimenti che riscrivono l'immaginario del decennio.
La mostra dedica due aree di approfondimento a temi specifici. Il primo riguarda la Snia-Viscosa, l'epopea romana del tessuto artificiale: storia industriale, fabbriche, chimica e lavoratrici, restituita attraverso documenti d'archivio rari, uno spaccato di rilevanza sociale e politica spesso assente dal racconto della moda italiana. Il secondo approfondimento è dedicato a Palma Bucarelli, direttrice della Galleria Nazionale d'Arte Moderna, che tesse un nesso tutt'altro che ovvio tra moda e arte, incarnando un modello di eleganza e rigore intellettuale che ancora oggi non ha equivalenti.
Informazioni pratiche
Moda in Luce 1955-1975 – Roma fra glamour e innovazione industriale è ospitata alla Centrale Montemartini (via Ostiense 106, Roma) dal 26 giugno al 15 novembre 2026. Orari: tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00, chiuso il lunedì. Biglietto intero per i non residenti: 14,50 euro; ridotto: 10 euro. Ingresso gratuito per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana (con carta d'identità), per i titolari di MIC Card e per le categorie previste dalla tariffazione vigente. Accompagna la mostra il catalogo edito da Silvana Editoriale, a cura di Fabiana Giacomotti.
Quello che emerge non è soltanto nostalgia: è un argomento. L'Italia del boom ha trasformato la creatività in sistema industriale e il glamour in identità nazionale attraverso la sinergia tra moda e cinema, due settori che non avevano mai parlato la stessa lingua con la stessa disinvoltura. Che quella stagione si sia conclusa è un dato acquisito. Che continui a essere il modello di riferimento implicito per chiunque parli di Made in Italy nel 2026 è la domanda che questa mostra, a suo modo, pone senza rispondere.
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