Torino Fringe Festival 2026: Metropolis è adesso, il teatro prende in parola Lang

Il Torino Fringe Festival 2026 apre oggi con il tema Metropolis: 27 spettacoli, 10 location non convenzionali, dal lavoro alla precarietà all'IA.

Dal 19 al 31 maggio la XIV edizione del Torino Fringe Festival porta in scena le fratture del contemporaneo con il tema Metropolis – Il futuro che verrà: la profezia di Fritz Lang è scaduta, e il teatro ci entra dentro.

[di Angelo Bruno]

Torino Fringe Festival 2026

Nel 1927 Fritz Lang immaginò il 2026. Lo immaginò come una città divisa, una macchina gigantesca dove sopra c'era chi comandava e sotto c'era chi lavorava, e il confine tra i due non era negoziabile. Una distopia, si disse. Un'esagerazione visionaria. Un avvertimento per il futuro.

Il futuro è adesso. Il Torino Fringe Festival lo ha preso in parola.

La XIV edizione, aperta oggi, 19 maggio, e in programma fino al 31,  sceglie Metropolis come tema non per omaggio cinefilo ma per necessità di sguardo. A cento anni esatti dall'ambientazione del film, la direttrice Cecilia Bozzolini lo descrive senza giri di parole: non più una distopia, ma una condizione reale. Una città attraversata da precarietà lavorativa, disuguaglianze crescenti, accelerazione tecnologica e nuove forme di controllo. Il futuro che verrà, recita il sottotitolo. Salvo che non verrà: è già qui.

Il manifesto dell'edizione, firmato dall'illustratore torinese Jacopo Rosati, rilegge il Maschinenmensch di Lang, l'uomo-macchina del film, inserendolo in un paesaggio urbano sospeso tra progresso e memoria. Rosati ha cercato di restituire il significato più attuale dell'immaginario di Lang: quello di una città in costante trasformazione, dove l'umano e l'artificiale non smettono di interrogarsi a vicenda. Un manifesto che è già una dichiarazione di poetica.

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Il lavoro, la precarietà, il sistema

Pomodoro - Pasquale Buonarota
Pomodoro - Pasquale Buonarota

Il programma del Fringe Core, ventisette spettacoli distribuiti su due settimane in oltre dieci location non convenzionali della città, attraversa le fratture del contemporaneo con una coerenza tematica rara per un festival multidisciplinare. Il lavoro e la precarietà entrano in scena con Pomodoro, racconto satirico sul caporalato visto dalla prospettiva di un frutto che attende di essere raccolto, sul palco Pasquale Buonarota e Alessandro Pisci, che collaborano da oltre trent'anni, e con Blasé. Si può vendere una rivoluzione? di Officine Gorilla e Teatro della Juta, pluripremiato ai Fringe festival di Milano, Praga e Catania, che costruisce un personaggio intrappolato in una catena produttiva disumanizzante fino al punto di volerla ribaltare. Tutte le cose più grandi di me di Sofia Longhini lavora sulla memoria personale per raccontare il passaggio all'età adulta dentro un contesto instabile. SOTTObanco. Sei solo un altro mattone nel muro entra nel sistema scolastico come luogo di crisi e formazione, debutto assoluto di Teatro delle Temperie, definito dagli organizzatori un atto d'amore verso la scuola.

La città come spazio di tensione politica attraversa Senza motivo apparente di Christian La Rosa, Premio UBU 2016, che da un episodio apparentemente isolato allarga lo sguardo al contesto collettivo; e Ho rapito Paolo Mieli di Diego Frisina, satira sul rapporto tra informazione e potere, vincitore del festival Inventaria. Il rapporto individuo-sistema si sviluppa nelle riscritture: MONO. Una relazione per un'accademia, dalla Spagna in prima nazionale, trasforma Kafka in un dispositivo scenico fisico e visivo sulla libertà e l'adattamento; Pluto. O il dono della fine del mondo del Gruppo della Creta rilegge Aristofane in chiave contemporanea; Giusti? di Dietro La Maschera lavora su Camus intrecciando riflessione politica e memoria.

I linguaggi, gli avatar, la notte

Exposed di Stefano Bossi
Exposed di Stefano Bossi

Sul piano dei linguaggi, il festival attraversa registri lontanissimi tra loro con una disinvoltura che è già una risposta politica alla specializzazione. UMANƏ di Camilla Violante Scheller, vincitore del Premio della Critica FringeMi 2025, costruisce performance musicale dal vivo con loopstation e visual. Radio Tortura di Gruppo Uror unisce teatro di figura e radiodramma con maschere e burattini. Street Beatles. Love love love di Cikale Comic Vocal Trio trasforma All you need is love in un manifesto di pace attraverso ironia e assurdo. Exposed di Stefano Bossi lavora sull'identità e sulla costruzione del sé tra musica elettronica, presenza scenica e avatar digitale — uno degli spettacoli più direttamente in dialogo con il tema dell'edizione.

Gli eventi speciali completano un programma pensato come ecosistema. Nascono i Late Night Fringe Show, due appuntamenti notturni condotti da Massimiliano Loizzi e Cecilia Bozzolini il 21 e il 28 maggio alle 23.45 al Circolo Amici della Magia, che prolungano il dialogo con artisti e pubblico dopo gli spettacoli. Il 21 maggio all'Off Topic il talk Il futuro che verrà con Paolo Verri e Fondazione Mondadori apre una riflessione sulle città immaginate, desiderate e temute. Il 31 maggio al Planetario di Pino Torinese, L'universo è un materasso e le stelle un lenzuolo di Compagnia del Sole, Eolo Awards 2018 come miglior spettacolo, viene presentato in versione site-specific con proiezioni immersive, seguito dal dialogo con l'astrofisica Mariateresa Crosta.

Il festival si distribuisce tra Magazzino sul Po, Off Topic, Tingel Tangel, Casa Fools, Lombroso 16, Vinile, Spazio Kairòs, San Pietro in Vincoli e l'Infini.to Planetario di Pino Torinese. Biglietti e pass su tofringe.vivaticket.it.

Tre città, una stessa idea

Nato nel 2013, riconosciuto dal Ministero della Cultura e aderente al network internazionale World Fringe, il Torino Fringe Festival ha ospitato nel corso delle sue edizioni oltre 380 compagnie, realizzato più di tremila repliche in centoventi location, coinvolgendo più di centosessantamila spettatori. Numeri che raccontano non un festival di nicchia ma un'istituzione culturale che ha scelto di restare fuori dai teatri per stare dentro la città.

Fringemi Milano

Il fenomeno Fringe nel maggio italiano non si ferma a Torino. Dal 22 maggio al 6 giugno parte a Milano la VIII edizione di FringeMi Festivaldiciassette quartieri coinvolti, oltre duecento eventi disseminati in bar, officine, librerie e cortili. Più avanti, dal 6 al 24 luglio, sarà Roma ad accogliere la XIV edizione del Roma Fringe Festival al Teatro Vascelloteatro, stand-up comedy e la sezione Fringe Movie dedicata ai corti d'autore.

Tre città. Tre formati. Una stessa idea: che il teatro, quando esce dai propri luoghi convenzionali e va a cercare il pubblico dove vive, smette di essere un servizio culturale e diventa qualcosa di diverso. Più difficile da definire, forse. Più necessario, certamente.

Lang aveva ragione. Siamo a Metropolis. La domanda è chi muove le leve, e se sul palco, quella sera, qualcuno ha qualcosa da dire a riguardo.

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