Scopri la recensione della Govee Ceiling Light Ultra. Proiettare arte generata dall'intelligenza artificiale sul soffitto è vera innovazione?
La plafoniera da 200 dollari che proietta arte sintetica in salotto. Un esperimento visivo tra kitsch consumistico e reale utilità.
[di Massimo Righetti]
Quante volte succede che sopraffatti dalle incombenze della vita adulta ci si stende sul letto, stremati, si fissa il soffitto, quel familiare intonaco bianco su cui lasciar decantare i propri pensieri? Bene, ora invece, per soli duecento dollari, possiamo elaborare i nostri pensieri fissando una nebulosa in continua espansione generata da un algoritmo. È quello che accade da qualche settimana sotto la luce della Govee Ceiling Light Ultra. Sulla carta, l'ennesima frontiera della domotica intelligente. Nella realtà, un disco di plastica bianca smerigliata largo poco più di mezzo metro, infarcito di led, colori sgargianti ed effetti animati, che ha deciso di trasformare il concetto stesso di illuminazione in una perenne, estenuante esposizione di arte sintetica.
L'intelligenza artificiale incontra l'iper-tecnologizzazione domestica
Questo dispositivo è il manifesto perfetto di una tendenza contemporanea inarrestabile: l'iper-tecnologizzazione forzata. Non basta più che un oggetto assolva al suo compito primario nel modo migliore possibile; deve sbalordire, intrattenere, processare dati, e possibilmente convincerci che sia vitale avere un cielo stellato alieno mentre, in pigiama, cerchiamo di capire se abbiamo pagato la Tari. La plafoniera permette infatti di visualizzare immagini e animazioni in loop, alcune delle quali create su richiesta e in tempo reale da un sistema di intelligenza artificiale. Funziona benissimo, intendiamoci, a patto che il fine ultimo sia avere un'aurora boreale che pulsa a ritmi alieni sopra il tavolo da pranzo, trasformando di fatto il tinello nella plancia di comando di un'astronave kitsch. Eppure, superata l'ebbrezza dei primi quindici minuti, si insinua una stanchezza visiva inevitabile, figlia dell'eccesso tipico dei prodotti di questo brand. La luce dovrebbe essere un elemento che accompagna lo scorrere della vita, non uno schermo prepotente che la prende in ostaggio.
Arte generativa e kitsch consumistico: il verdetto
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| SuperColor - LIFX |
In questo slancio compulsivo verso il futuro, si perde di vista il basilare bisogno umano di quiete e funzionalità. L'arte generativa spiattellata sul soffitto non regala un'esperienza estetica profonda, ma si rivela per quello che è: un giocattolo vistoso che scambia la saturazione cromatica per autentico progresso, un gigantesco frisbee luminoso in preda a un delirio di onnipotenza. Esiste ovviamente della sana concorrenza, come dimostra il modello SuperColor della LIFX, una plafoniera più piccola di una quindicina di centimetri ma nettamente migliore e più economica. Paradossalmente, fa meglio proprio la cosa più importante: illumina la stanza in modo impeccabile, senza pretendere di trasformare il salotto nel Louvre o di bombardare le nostre retine con l'intero spettro del visibile. Alla fine, questa corsa all'intelligenza artificiale infilata a forza in ogni elettrodomestico assume i contorni del kitsch consumistico. Un divertissement per chi preferisce ordinare una galassia sintetica su Amazon con tanto di buchi neri in omaggio, senza accorgersi che l'unica cosa di cui c'è davvero bisogno la sera è, semplicemente, una buona luce per leggere un libro.
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